11/05/2009
Onu condanna Colombo per massacro di civili
Sarebbero 378 i civili uccisi ieri, tra cui oltre cento bambini
Condanna da parte delle Nazioni Unite per il massacro di civili tamil compiuto dall'esercito srilankese nello scorso fine settimana: "un bagno di sangue".
"Le Nazioni Unite, sulla base del costante aumento di vittime civili negli ulitimi mesi, avevano abbondantemente avvertito che sarebbe potuto verificarsi un bagno di sangue" ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite Gordon Weiss, "l'eccidio di questo fine settimana - ha proseguito Weiss - con oltre cento bambini morti, dimostra che il bagno di sangue è diventato realtà". Nonostante le condanne, il governo di Colombo continua la sua offensiva contro la zona nel nord dell'isola, dove sono asserragliati i ribelli delle Tigri tamil insieme a decine di migliaia di civili. Secondo fonti sanitarie locali, nel corso dei bombardamenti di ieri sono stati almeno 378 i civili uccisi e un migliaio i feriti. I servizi sanitari della zona sono in piena emergenza e non sono in grado di assistere tutti i bisognosi. Fonti del governo srilankese hanno replicato alle accuse sostenendo che sarebbero gli stessi ribelli a bombardare i civili nelle zone da loro controllate, per guadagnare attenzione internazionale e strappare un cessate il fuoco umanitario, che finora il governo ha sempre rifiutato. Secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, i civili tamil uccisi negli ulimi tre mesi sarebbero circa 6500.
Categoria: Guerra, Salute
Luogo: Sri Lanka
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lunedì 11 maggio 2009
mercoledì 6 maggio 2009
L'ONU ACCUSA ISRAELE
ilGiornale.it
n. 108 del 2009-05-06 pagina 0
L'Onu accusa Israele:
"A Gaza sparò sui civili"
di Redazione
Sei gravi attacchi contro edifici delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. E' questa l'accusa rivolta dall'Onu nei confronti di Tel Aviv. Lo afferma un rapporto sull’offensiva israeliana
New York - L'Onu punta il dita contro Tel Aviv. Israele è responsabile di sei gravi attacchi contro edifici delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. Lo afferma un rapporto dell’Onu sull’offensiva israeliana nel territorio palestinese. La commissione di inchiesta del Palazzo di vetro ha indagato su nove episodi in cui infrastrutture Onu sono state prese di mira dalle partii n conflitto. "In sei di questi" si legge nel rapporto, "l’azione militare israeliana sia dal cielo che da terra ha causato morti, feriti e distruzione". Un settimo incidente, meno grave, è stato imputato all’esercito israeliano e l’ottavo ad Hamas. Il nono resta senza responsabili accertati.
Ban: "Riparazione dei danni" Il rapporto accusa Israele di non aver protetto gli edifici dell’Onu e i civili che stavano all’interno. "Intendo chiedere la riparazione dei danni", ha affermato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, che ha anche contestato il criticismo di Israele che aveva giudicato il rapporto prevenuto e ingannevole. Ban ha messo l’accento sulla "natura indipendente" dell’inchiesta aggiungendo di non avere "autorità di alterare il contenuto del rapporto".
Attacco in cui morirono 1400 palestinesi Il documento è stato compilato da una commissione di inchiesta indipendente. Il quartier generale dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) è stato uno degli edifici seriamente danneggiati durante l’offensiva israeliana in cui morirono oltre 1.400 palestinesi. "Il comitato ha concluso che in nessuno degli incidenti l’attività militare fu portata avanti osservando le premesse delle Nazioni Unite", si legge nel rapporto.
Negligenza e sconsideratezza "Le azioni dell’esercito israeliano comportarono diversi livelli di negligenza e sconsideratezza nei confronti delle premesse dell’Onu e della salvezza dello staff delle Nazioni Unite e dei civili, con la conseguenza di morti, feriti e danni fisici estesi e perdita della proprietà". Nel rapporto si chiede espressamente ai leader dell’Onu di esortare Israele a ritrattare formalmente le accuse secondo cui i palestinesi spararono anche da due edifici dell’Onu.
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n. 108 del 2009-05-06 pagina 0
L'Onu accusa Israele:
"A Gaza sparò sui civili"
di Redazione
Sei gravi attacchi contro edifici delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. E' questa l'accusa rivolta dall'Onu nei confronti di Tel Aviv. Lo afferma un rapporto sull’offensiva israeliana
New York - L'Onu punta il dita contro Tel Aviv. Israele è responsabile di sei gravi attacchi contro edifici delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. Lo afferma un rapporto dell’Onu sull’offensiva israeliana nel territorio palestinese. La commissione di inchiesta del Palazzo di vetro ha indagato su nove episodi in cui infrastrutture Onu sono state prese di mira dalle partii n conflitto. "In sei di questi" si legge nel rapporto, "l’azione militare israeliana sia dal cielo che da terra ha causato morti, feriti e distruzione". Un settimo incidente, meno grave, è stato imputato all’esercito israeliano e l’ottavo ad Hamas. Il nono resta senza responsabili accertati.
Ban: "Riparazione dei danni" Il rapporto accusa Israele di non aver protetto gli edifici dell’Onu e i civili che stavano all’interno. "Intendo chiedere la riparazione dei danni", ha affermato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, che ha anche contestato il criticismo di Israele che aveva giudicato il rapporto prevenuto e ingannevole. Ban ha messo l’accento sulla "natura indipendente" dell’inchiesta aggiungendo di non avere "autorità di alterare il contenuto del rapporto".
Attacco in cui morirono 1400 palestinesi Il documento è stato compilato da una commissione di inchiesta indipendente. Il quartier generale dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) è stato uno degli edifici seriamente danneggiati durante l’offensiva israeliana in cui morirono oltre 1.400 palestinesi. "Il comitato ha concluso che in nessuno degli incidenti l’attività militare fu portata avanti osservando le premesse delle Nazioni Unite", si legge nel rapporto.
Negligenza e sconsideratezza "Le azioni dell’esercito israeliano comportarono diversi livelli di negligenza e sconsideratezza nei confronti delle premesse dell’Onu e della salvezza dello staff delle Nazioni Unite e dei civili, con la conseguenza di morti, feriti e danni fisici estesi e perdita della proprietà". Nel rapporto si chiede espressamente ai leader dell’Onu di esortare Israele a ritrattare formalmente le accuse secondo cui i palestinesi spararono anche da due edifici dell’Onu.
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venerdì 6 marzo 2009
Onu: Razzismo, Francia e Vaticano saranno a conferenza, italia no
» 2009-03-06 20:16
Onu: Razzismo, Francia e Vaticano saranno a conferenza, italia no
(di Luigi Ambrosino)
ROMA - Il Vaticano e la Francia non seguono l'Italia e gli Stati Uniti su 'Durban II'. La Santa Sede ha confermato oggi infatti di voler partecipare alla seconda conferenza dell'Onu su razzismo e xenofobia che si terra' dal 20 al 24 aprile a Ginevra; cosi' come fara' Parigi, che ha invocato anzi una posizione comune dell'Unione europea. Ieri era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini ad annunciare da Bruxelles il ritiro della delegazione italiana dai lavori preparatori a causa delle ''frasi aggressive di tipo antisemita'' contro lo stato di Israele contenute nella bozza di dichiarazione finale. Frasi inaccettabili, ha ribadito anche oggi in mattinata il titolare della Farnesina: per far rientrare l'Italia ''si devono cancellare quelle espressioni dichiaratamente antisemite e quelle frasi che inducono all'intolleranza'', ha esortato Frattini, aggiungendo - prima della presa di posizione di Parigi - che anche altri stati europei come Francia, Olanda e Danimarca nutrono ''grandi dubbi'': ''Spero seguiranno il nostro esempio'', era stato il suo auspicio. L'Italia - dopo la bocciatura di Stati Uniti e Canada delle settimane scorse - e' stato infatti il primo paese europeo a boicottare ufficialmente la Conferenza. Ma perplessita' su un'iniziativa che - come quella del 2001 a Durban - rischia di trasformarsi in una 'gogna' per Israele sono diffuse un po' nelle cancellerie di tutta Europa: tanto che lunedi' scorso anche il primo ministro francese Francois Fillon aveva avvertito che il suo Paese era ''pronto a ritirarsi''. In serata, invece, il cambio di rotta. La Francia non ha intenzione di abbandonare i lavori preparatori, ha fatto sapere il portavoce del Quai d'Orsay Eric Chevallier: ''Abbiamo preso atto dell'annuncio italiano, ma in questa fase pensiamo che sia importante essere all'interno del processo di preparazione di Durban II per far si' che non degeneri in tensioni invece di andare verso la difesa dei diritti umani'', ha spiegato il portavoce. ''Vedremo - ha aggiunto - se si potra' privilegiare una posizione europea''. Parigi vuole cercare quindi di modificare dall'interno i lavori preparatori, coordinati dalla Libia con la partecipazione di Iran e Cuba. La stessa cosa che evidentemente vorrebbe fare il Vaticano: ''Bisognera' vedere quale sara' il testo definitivo - ha detto all'ANSA mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio presso l'Onu di Ginevra -: si sta lavorando ad una nuova bozza piu' breve e con modifiche. Si deve andare avanti con cautela, vedendo se certe obiezioni saranno accolte''. I negoziati certo vanno avanti, anche se trovare una mediazione rispetto ad una bozza che per adesso accusa Israele di ''crimini contro l'umanita' '', ''discriminazioni razziali'' contro i palestinesi e di ''minacciare la pace internazionale e la sicurezza'' appare - almeno al momento - difficile. ''Ci sono piu' di sei settimane prima della Conferenza e c'e' ancora tempo di elaborare un testo accettabile per tutti'', e' convinto comunque Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissario Onu per i diritti umani. Dopo l' ''apprezzamento'' espresso ieri da Israele, in Italia intanto la decisione di Frattini raccoglie il plauso del collega della Difesa Ignazio La Russa (''Avrei fatto lo stesso, fa onore all'Italia'') e dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane (Ucei): ''Esattamente come e' accaduto con la prima Conferenza di Durban del 2001 - ha spiegato il presidente Renzo Gattegna - governi di Paesi che negano i piu' elementari diritti umani, hanno la guida di una conferenza che dovrebbe essere contro il razzismo e che invece gia' nei documenti preparatori replica tesi razziste'' per ''demonizzare Israele''.
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Onu: Razzismo, Francia e Vaticano saranno a conferenza, italia no
(di Luigi Ambrosino)
ROMA - Il Vaticano e la Francia non seguono l'Italia e gli Stati Uniti su 'Durban II'. La Santa Sede ha confermato oggi infatti di voler partecipare alla seconda conferenza dell'Onu su razzismo e xenofobia che si terra' dal 20 al 24 aprile a Ginevra; cosi' come fara' Parigi, che ha invocato anzi una posizione comune dell'Unione europea. Ieri era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini ad annunciare da Bruxelles il ritiro della delegazione italiana dai lavori preparatori a causa delle ''frasi aggressive di tipo antisemita'' contro lo stato di Israele contenute nella bozza di dichiarazione finale. Frasi inaccettabili, ha ribadito anche oggi in mattinata il titolare della Farnesina: per far rientrare l'Italia ''si devono cancellare quelle espressioni dichiaratamente antisemite e quelle frasi che inducono all'intolleranza'', ha esortato Frattini, aggiungendo - prima della presa di posizione di Parigi - che anche altri stati europei come Francia, Olanda e Danimarca nutrono ''grandi dubbi'': ''Spero seguiranno il nostro esempio'', era stato il suo auspicio. L'Italia - dopo la bocciatura di Stati Uniti e Canada delle settimane scorse - e' stato infatti il primo paese europeo a boicottare ufficialmente la Conferenza. Ma perplessita' su un'iniziativa che - come quella del 2001 a Durban - rischia di trasformarsi in una 'gogna' per Israele sono diffuse un po' nelle cancellerie di tutta Europa: tanto che lunedi' scorso anche il primo ministro francese Francois Fillon aveva avvertito che il suo Paese era ''pronto a ritirarsi''. In serata, invece, il cambio di rotta. La Francia non ha intenzione di abbandonare i lavori preparatori, ha fatto sapere il portavoce del Quai d'Orsay Eric Chevallier: ''Abbiamo preso atto dell'annuncio italiano, ma in questa fase pensiamo che sia importante essere all'interno del processo di preparazione di Durban II per far si' che non degeneri in tensioni invece di andare verso la difesa dei diritti umani'', ha spiegato il portavoce. ''Vedremo - ha aggiunto - se si potra' privilegiare una posizione europea''. Parigi vuole cercare quindi di modificare dall'interno i lavori preparatori, coordinati dalla Libia con la partecipazione di Iran e Cuba. La stessa cosa che evidentemente vorrebbe fare il Vaticano: ''Bisognera' vedere quale sara' il testo definitivo - ha detto all'ANSA mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio presso l'Onu di Ginevra -: si sta lavorando ad una nuova bozza piu' breve e con modifiche. Si deve andare avanti con cautela, vedendo se certe obiezioni saranno accolte''. I negoziati certo vanno avanti, anche se trovare una mediazione rispetto ad una bozza che per adesso accusa Israele di ''crimini contro l'umanita' '', ''discriminazioni razziali'' contro i palestinesi e di ''minacciare la pace internazionale e la sicurezza'' appare - almeno al momento - difficile. ''Ci sono piu' di sei settimane prima della Conferenza e c'e' ancora tempo di elaborare un testo accettabile per tutti'', e' convinto comunque Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissario Onu per i diritti umani. Dopo l' ''apprezzamento'' espresso ieri da Israele, in Italia intanto la decisione di Frattini raccoglie il plauso del collega della Difesa Ignazio La Russa (''Avrei fatto lo stesso, fa onore all'Italia'') e dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane (Ucei): ''Esattamente come e' accaduto con la prima Conferenza di Durban del 2001 - ha spiegato il presidente Renzo Gattegna - governi di Paesi che negano i piu' elementari diritti umani, hanno la guida di una conferenza che dovrebbe essere contro il razzismo e che invece gia' nei documenti preparatori replica tesi razziste'' per ''demonizzare Israele''.
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