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martedì 4 agosto 2009

Ombre su Medjugorje: il Papa riduce allo stato laicale Padre Tomislav Vlasic

Ombre su Medjugorje: il Papa riduce allo stato laicale Padre Tomislav Vlasic, la guida spirituale dei ‘veggenti‘ accusata di eresia, manipolazione delle coscienze e violazione del sesto Comandamento



CITTA’ DEL VATICANO - Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del Papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino, di aver avuto rapporti sessuali con una suora, il francescano Tomislav Vlasic, che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita' di 'padre spirituale' dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d'anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e' trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l'immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell'Erzegovina, divenuto dagli inizi degli anni Ottanta uno dei luoghi mariani piu' frequentati del mondo, una calamita per milioni di devoti che vi si recano nonostante la Chiesa non l'abbia mai riconosciuto come sede di eventi ''soprannaturali''. Anzi, il Vaticano ha guardato sempre con diffidenza a quelle apparizioni mariane cosi' puntuali, ogni giorno alle 17.00, che continuano tuttora, almeno a sentire i racconti dei veggenti, diventati adulti e sparpagliati in tutto il mondo: piu' di 40 mila visioni e non ''sembrano avere fine'', come osservo', in una visita ad Limina in Vaticano nel 2006, l'attuale vescovo della diocesi, quella di Mostar, Monsignor Ratko Peric. Le accuse mosse da Benedetto XVI, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, contro il 'padre spirituale' del grande fenomeno mistico, sono dunque gravissime: ''Diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il 'sextum' (contro il Sesto Comandamento)''. A renderle ancora piu' fosche vi e' una frase dell'ex dicastero di Ratzinger che ha il sapore di una sentenza: i peccati di cui e' imputato il frate sono stati commessi ''nel contesto del fenomeno di Medjugorje''. Con l'uscita di scena di Vlasic, Medjugorje chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nell'apparato della Chiesa. Gia' agli inizi, l'allora vescovo diocesano, il defunto Monsignor Pavao Zanic, accuso' Vlasic e gli altri francescani di essere impostori: la Madonna, nelle sue apparizioni ai bambini, non mancava mai di criticare i comportamenti delle autorita' ecclesiastiche del posto e di esaltare invece le gesta dei frati che, dal loro convento, gestivano i pellegrinaggi. Nel 1984, mentre a Medjugorje fioriva il turismo religioso, Vlasic prese carta e penna per autocelebrarsi con Papa Giovanni Paolo II come colui che, ''attraverso la Divina Provvidenza, guida i veggenti''. La Chiesa invio' in quegli anni tre commissioni in loco, che non riuscirono a trovare nessun supporto alle affermazioni sugli incontri giornalieri con la Madonna; nel 1991 i vescovi della Jugoslavia sancirono che non si poteva parlare di ''apparizioni soprannaturali o rivelazioni''. Tutt'oggi, i fenomeni di Medjugorje ''sotto giudizio''. Nel 1985, il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibi' ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lascio' tuttavia la liberta' ai singoli cattolici di recarsi a Medjugorje anche in compagnia di preti. Divenuto Pontefice, Benedetto ha quindi proseguito le indagini fino al verdetto finale contro il grande regista dell'ultima epopea mistica balcanica. L'ennesima tappa di una vicenda con troppi punti oscuri, dalla presunta inconsistenza teologica dei messaggi che la vergine affiderebbe ai 'veggenti', al giro d'affari 'sospetto' che riguarderebbe sin dai primi anni Ottanta la piccola località della Bosnia Erzegovina. Per gli scettici, Medjugorje e' tutta una montatura, un'invenzione dei sei 'veggenti'; per chi chi crede nelle apparizioni, non solo e' tutto vero, ma prima o poi dovrebbero essere addirittura svelati alcuni segreti affidati dalla Vergine Maria al gruppo di 'mistici'. Cosi', tra 'falchi' e 'colombe', continua la battaglia sull'autenticita' delle apparizioni, in attesa del giudizio finale del Vaticano. Intanto, come si potra’ notare dall’intervista realizzata un anno fa e riproposta nell’apposita Area di questo giornale, anche chi come Padre Renè Laurentin, uno dei più importanti mariologi del mondo, era propenso a credere alla veridicità del fenomeno Medjugorje, adesso muove qualche passo indietro.


http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=12738

martedì 12 maggio 2009

Israele, secondo giorno del Papa





Benedetto XVI nella Sala della Rimembranza del Museo dell'Olocausto Yad Vashem (foto: Ansa)

Israele, secondo giorno del Papa
Benedetto XVI al Muro del Pianto

Martedì 12 maggio 2009 09.59
Per Benedetto XVI inizia una giornata chiave della visita in Israele. Alla spianata delle moschee chiede gesti di conciliazione e spinge verso la comprensione del mondo musulmano. Ieri al Memoriale dell'Olocausto: "Mai più negare la Shoah"

Seconda giornata, oggi, per il papa in Israele, tutta centrata sul rapporto con il mondo islamico e ebraico: visita alla spianata delle moschee e alla cupola della roccia, il più antico monumento islamico in Terrasanta, e al muro del pianto. Nel Muro caro agli ebrei deporrà una preghiera tra le pietre del muro, come fece il suo predecessore Wojtyla nel 2000. Alla cupola della roccia Benedetto XVI incontrerà il gran muftì, mentre al muro del Pianto pregherà in silenzio. Subito dopo papa Ratzinger renderà un visita ai due gran rabbini di Israele. Infine, sempre in mattinata, si recherà al Cenacolo, luogo in cui secondo la tradizione Gesù celebrò l'ultima cena, dove reciterà il Regina Coeli. Quindi visita alla concattedrale latina di Gerusalemme e il pranzo con gli ordinari di Terrasanta. Nel pomeriggio il principale impegno è la messa pubblica nella valle di Giosafat.

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/123045

venerdì 8 maggio 2009

I talebani al Papa: massacri se non finisce il proselitismo

I talebani al Papa: massacri se non finisce il proselitismo

Dopo le stragi di civili, proteste a Farah nella regione di Herat L'Italia pronta a lasciare alle forze Usa le basi avanzate della provincia

Obama stringe il patto anti talebani con Afghanistan e Pakistan e gli studenti del Corano scrivono al Papa. Un lungo messagio affidato al web. e Basta proselitismo cristiano in Afghanistan o ci saranno gravi conseguenze. La minaccia arriva dai talebani che hanno chiesto a papa Benedetto XVI di «fermare i crociati» in Afghanistan, all'indomani dell'uccisione di oltre cento civili nella provincia occidentale di Farah nel corso dei raid aerei americani e alla vigilia della visita del pontefice in Giordania e in Israele. Il comunicato si apre con un versetto del Corano non propriamente ostile (al-Baqara 109), che recita: «Tra la gente del Libro (ebrei, cristiani e islamici ndr), ci sono molti che, per invidia, vorrebbero farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto e dopo che anche a loro la verità è apparsa chiaramente!». Poi il messaggio prosegue in forma istituzionale.
«L'Emirato islamico in Afghanistan (i talebani, ndr) chiede al papa cristiano Benedetto XVI di impegnarsi per impedire che le sciocche e irresponsabili azioni dei crociati turbino la sensibilità dei ribelli musulmani, oppure dovrà aspettarsi una severa reazione». Il riferimento è alle immagini trasmesse giorni fa dalla rete tv Al Jazira, in cui si vedevano soldati Usa con bibbie tradotte in lingua locale. Il proselitismo religioso nei confronti di musulmani è un crimine in Afghanistan e in altri Paesi islamici. L'esercito statunitense ha comunque ribadito che i soldati non possono fare opera di proselitismo, e che i testi sacri sono stati confiscati e distrutti. Il senso del messaggio dei talebani è chiaro nella sua conclusione: «Lanciamo un appello alla personalità più importante del mondo cristiano, Papa Benedetto XVI affinché proibisca queste attività stupide e irresponsabili di proselitismo dei crociati, non attenda oltre perché la nostra risposta e la nostra punizione sarà durissima così come la reazione dei musulmani afghani, che sono stati offesi da questa vicenda».
Una minaccia a tutti gli stranieri presenti in Afghanistan. E dopo il massacro di un intero villaggio nella provincia di Farah non si è fatta attendere la reazione della popolazione. È degenerata in scontri con la polizia una manifestazione inscenata da centinaia di persone ieri nel capoluogo Farah, la cui provincia è posta sotto il controllo dei soldati italiani dell'Isaf della Nato per protestare contro la strage di civili causata dai raid statunitensi della coalizione Enduring Freedom, la coalizione a guida Usa, lunedì e martedì scorsi. «Alcuni mullah che hanno studiato nelle madrasse (scuole coraniche) iraniane hanno incitato alla violenza. I manifestanti hanno allora lanciato pietre su edifici governativi», ha riferito il vicegovernatore di Farah, Mohammad Yunus Rasuli, precisando che, per disperdere la folla, la polizia ha sparato in aria. Secondo fonti mediche, quattro persone sono rimaste ferite negli scontri. Ieri il ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa ha riferito alla Camera sulla sparatoria a Herat che ha provocato la morte di una bambina.
I militari italiani in Afghanistan «si attengono scrupolosamente alle regole d'ingaggio», che sono «molto precise, ma ciò nonostante rimangono margini di possibile errore, come potrebbe essere accaduto in questo caso». Intervenendo alla Camera dopo l'informativa urgente del governo, la capogruppo del Pd in commissione Difesa, Rosa Villecco Calipari, ha detto: «Aspetteremo l'esito delle inchieste della magistratura, ma non possiamo nasconderci dietro ad un dito: in Afghanistan sono cambiate molte cose e la missione di pace dell'Italia ha bisogno di una nuova strategia politico diplomatica, che il Pd chiede da tempo». La situazione è così complessa nella zona di Farah che l'Italia sta pensando di spostare le proprie basi avanzate, come ha confermato il capo di Stato maggiore dell'Esercito generale Castagentti, verso nord lasciando ai militari Usa il controllo di Bala Boluk, Bakwa e Gulistan. Anche ieri non sono mancati scontri e attentati. Un kamikaze in sella ad una moto si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio militare afghano provocando 12 morti e 32 feriti. Mau. Pic.
Maurizio Piccirilli
08/05/2009

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/05/08/1021703-talebani_papa_massacri_finisce_proselitismo.shtml