venerdì 10 aprile 2009

JESUS CHRIST SAVIOUR-UN GESU' INVENTATO



JESUS CHRIST SAVIOUR
titolo internazionale: Jesus Christ Saviour
titolo originale: Jesus Christus Erlöser
paese: Germania
anno: 2008
genere: documentario
regia: Peter Geyer
sceneggiatura: Peter Geyer
montaggio: Peter Geyer, Konrad Bohley, Michael Dreher
musica: Florian Käppler, Daniel Requardt
produttore: Peter Geyer, Michael Dreher
produzione: Kinski Productions


sinossi
Berlino, Deutschlandhalle, 20 novembre 1971. La figura di Kinski appare sotto i riflettori di un palcoscenico vuoto. É lí per recitare il suo testo, « Jesus Christus Erlöser », il frutto di oltre dieci anni di lavoro. Siamo nell'epoca del movimento hippie, e il musical « Jesus Christ Superstar » riscuote successo ovunque. Tuttavia, il suo « Jesus Christus Erlöser » non è un happening hippie. É una lettura carica di emozioni, ridotta alla sola voce dell'attore. Il suo contenuto è, secondo Kinski, « la storia più cattivante dell'umanità, la vita di Gesú Cristo », l'individuo « piú temerario, piú libero e moderno tra tutti gli uomini, che preferí essere massacrato piuttosto che marcire insieme a tutti gli altri.»
http://www.cineuropa.org/film.aspx?documentID=82285

Il Gesù dei nuovi culti? Una "superstar" inventata


Il Gesù dei nuovi culti? Una "superstar" inventata
Oltre 700 operatori pastorali e studenti al convegno regionale sui movimenti religiosi emergenti che si è tenuto il 18 marzo a Latina. Quasi il 2% degli italiani vi aderisce. I nuovi progetti di intervento della diocesi di Roma di Emanuela Micucci


C’è un Gesù Superstar che viene veicolato dai mass-media, dallo spettacolo, dalla letteratura e dal cinema. Disincantato, esoterico e inventato. Un Cristo senza Vangelo. Quanto più si distacca dalla tradizione cristiana tanto più è credibile. Quanto più è frutto di immaginazione tanto più è vero. Soprattutto tra le giovani generazioni. È quanto emerso mercoledì 18 marzo al convegno “Il Vangelo di Gesù-Gesù senza Vangelo”, promosso nella Curia di Latina dalla Commissione regionale ecumenismo e dialogo della Conferenza episcopale del Lazio. Un confronto tra la fede cristiana e quei nuovi culti a cui aderisce l’1,9% degli italiani. Una galassia multiforme di emergenti movimenti religiosi di matrice cristiana o orientale, gruppi magico-esoterici o del potenziale umano in cui è difficile orientarsi.

«Il convegno ne ha dato chiavi di lettura – spiega monsignor Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – mettendo a fuoco le immagini letterarie e cinematografiche distorte di Gesù e le mistificazioni che mischiano elementi di verità a immaginazione, neomiti, varie declinazioni del Cristo non della fede cristiana ma leggendario, esoterico, terapeuta, apocalittico». Delle immagini distorte apparse sul grande schermo ha parlato monsignor Dario Edoardo Viganò, preside dell’istituto Redemptor hominis alla Lateranense, spaziando tra i titoli di alcune pellicole celebri, per molti l’unica opportunità di accostarsi ai testi sacri.

Quests distorsioni sono «un fenomeno inquietante - sottolinea monsignor Giuseppe Petrocchi, vescovo di Latina e presidente della Commissione - verso cui avere un approccio critico. Dobbiamo anche interrogarci, senza anestetici, su quali sono le nostre carenze e le ragioni profonde che spingono tante persone a seguirli. Ci costringono a una verifica personale e comunitaria». Dietro i nuovi culti emergono «tante cristologie prive di una visione globale - afferma Michael Fuss, docente alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino -. Non sono eresie cristologiche ma elementi di una ricerca disorientata di persone in cui è forte la nostalgia di Gesù». Una speculazione sulla vasta risonanza del nome e della figura di Cristo per assicurarsi larga pubblicità a basso costo con la pretesa di crearsi una propria fede.

«Un individualismo religioso che porta alla libera ricerca e alla libera creatività», afferma lo psicologo Adolfo Morganti, consigliere del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa). «In un settarismo liquido in cui si rafforzano le dottrine gnostiche che, divenute moda di un’elite culturale ed economica, giungono a tutta la società come superstizione. Occorre, allora, rafforzare la conoscenza del Gesù storico e della Bibbia».

Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, invita a «porre Cristo al centro perché il cristianesimo non è una dottrina, ma una persona». E insiste sull’importanza per la Chiesa odierna del primato dell’annuncio sull’insegnamento. «Per ri-evangelizzare il mondo post-cristiano - propone - è indispensabile conoscere la via seguita dagli apostoli per evangelizzare il mondo pre-cristiano. Le due situazioni hanno molto in comune». Il target ideale dei nuovi culti è costituito da persone in difficoltà. Tra i movimenti religiosi emergenti la New age sta portando alla nascita silenziosa di una sorta di "nuova religione mondiale". Nei sostrati di popolazione di cultura media trovano spazio gruppi di matrice cristiana come i testimoni di Geova, mentre le persone in carriera sono attratte dai movimenti del potenziale umano.

Il filone esoterico affascina i circoli più ristretti che hanno frange marginali nel satanismo mescolato al sesso degradato. Poi c’è il mondo delle psico-sette, che usano tecniche di controllo mentali. «In questi casi mancano strumenti giuridici per intervenire perché è stato abrogato il reato di plagio - denuncia don Alessandro Olivieri Pennesi, docente all’Ecclesia Mater - La comunità cristiana si sta attivando».

La diocesi di Roma ha aperto un settore specifico che informa e forma gli operatori pastorali sui nuovi culti. Due i progetti in fase di studio: organizzare una rete di collaboratori costituta da psicoterapeuti, avvocati, medici, sacerdoti e, per i casi più gravi di disturbi spirituali legati all’occulto, di esorcisti; chiedere il supporto di comunità religiose che possano accogliere e seguire persone venute in contatto con culti distruttivi.

19 marzo 2009






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Su le Monde Gesù 'moltiplica' i preservativi


Su le Monde Gesù 'moltiplica' i preservativi

PARIGI - Il disegnatore satirico di Le Monde, Plantu, dipinge oggi nella sua vignetta di prima pagina un Cristo che fa il miracolo della "moltiplicazione dei preservativi", distribuendone a piene mani, e sorridendo, a una popolazione di africani in attesa. Sulla stessa barca, dietro l'immagine di Gesù, c'é un rassegnato Benedetto XVI che commenta: "buffonate!". Ancora più dietro, un monsignor Williamson negazionista a tutti i costi anche dell'Aids oltre che delle camere a gas: "...e poi l'Aids non è mai esistito".

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_908171995.html



Il Vangelo e Plantu Una vignetta satirica del disegnatore francese. «Va ritirata». «No, è satira»
Gesù e i condom, polemiche su «Le Monde»
ROMA — La vignetta è d'autore, la firma Plantu, il disegnatore satirico di Le Monde. Apparsa sul quotidiano di ieri raffigura Gesù Cristo che «moltiplica» preservativi mentre da dietro Papa Benedetto XVI lo guarda e commenta: «buffonate»; e ancora più dietro il monsignor lefebvriano Williamson che aggiunge: «.. e poi l'Aids non è mai esistito». E davanti a tutto questo Luca Volontè, deputato dell'Udc, non ce l'ha fatta: «Questa vignetta è un'offesa e non solo per tutti coloro che credono in Gesù Cristo».

Non ha dubbi l'onorevole cattolico: «Esattamente come accadde tre anni fa per le vignette danesi su Maometto c'è un limite netto tra l'umorismo e l'offesa al culto e alla libertà religiosa: il quotidiano transalpino l'ha ampiamente superato. Ogni spirito libero, laico e credente dovrebbe chiedere il ritiro della vignetta». Ma la verità è che non ogni spirito libero la pensa come Volontè. Anzi. Laico e del Pdl, il deputato Benedetto Della Vedova si stranisce: «Ma come? Proprio Volontè cita le vignette danesi? Lui non fa certo minacce di morte ma così facendo si è messo sulla stessa deriva degli islamici. La satira è satira. E può, deve, toccare anche il Papa, così come il Presidente della Repubblica».

Cattolico e del Pd, il senatore Giorgio Tonini non è d'accordo in alcun modo con Luca Volontè. Dice, infatti: «Secondo me quella vignetta di Le Monde non va affatto ritirata. Anche il Papa può essere oggetto di satira. È un uomo come noi, non è fatto di cartapesta. Non è nemmeno santo. Non ancora. E se tante volte decideranno di farlo santo, vorrà dire che è stato preso di mira dalla satira un santo. Non cascherà il mondo». Cattolico e del Pd, il deputato Enzo Carra preferisce invece prendere le difese del Papa. Ma ricorda: «E' dai tempi dell'Asino di Podrecca che i Papi sono abituati a vedere vignette satiriche su di loro. E non credo che si sconvolgano più di tanto. Per essere precisi: la satira religiosa esiste da ben più tempo, da Giuda in poi. Il Santo Padre non si sconvolge, ma è giusto che invece siano i cattolici ad indignarsi».

Alessandra Arachi


http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_19/le_monde_vignetta_gesu_condom_4a1786e0-143e-11de-9dd5-00144f02aabc.shtml

I pullman di Gesù dopo le scritte pro atei

LO SLOGAN DI RISPOSTA A LANCIANO
I pullman di Gesù dopo le scritte pro atei
Andrea Mori
«E’ risorto, con lui goditi la vita»
Gli slogan anche sugli scuolabus

LANCIANO. Dopo gli “ateobus”, ecco “i pullman e gli scuolabus di Gesù”. Arriva da Lanciano la risposta ai manifesti atei. Invece del messaggio “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, una società di noleggio ha deciso di attaccare sui propri mezzi lo slogan “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”. La scritta viaggia sugli scuolabus in servizio in tredici comuni e su quattro pullman gran turismo in giro per l’Europa.
L’idea è venuta alla “Holiday bus” di cinque soci, abruzzesi, molisani e stranieri, il cui responsabile marketing è Oliviero Mazziotti, 64 anni, imprenditore antesignano nel settore trasporti, che ha saputo mettere da parte lo scandalo regionale in cui rimase coinvolto qualche anno fa proprio come titolare della Mazziotti bus. «Non so se è giusto interpretarla come una risposta ai manifesti atei, fate voi, per me e la proprietà vuole essere un messaggio di salvezza», afferma accanto a un pullman al quale è stata applicata la scritta adesiva sul vetro posteriore.
Sugli “ateobus”, l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) aveva applicato manifesti 70x100 gialli.
In Abruzzo i manifesti sono stati affissi a Pescara scatenando le polemiche. La scritta degli “autobus di Gesù” occupa il lunotto dei pullman o, comunque, la parte posteriore degli scuolabus gialli. Questi ultimi svolgono servizio nei comuni del Chietino, del Pescarese e in qualche centro teramano.
«La scelta degli scuolabus non è un caso», riprende Mazziotti senza farsi troppi problemi religiosi, «è giusto ricordare le nostre radici cattoliche e cristiane, dare un messaggio di verità assoluta d’amore, di pace, di salvezza e di speranza».
La scitta “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”, anche se la “l” di lui è minuscola, non ammette diverse interpretazioni ed è chiaramente in contrapposizione con lo slogan scelto dagli atei dell’Uraar. Una frase che mette al centro Gesù e che invita ad accantonare l’ego. «La nostra è una attestazione di fede, l’altro slogan non so che cos’è», commenta Mazziotti.
L’imprenditore dei bus racconta di aver vissuto di persona il messaggio cristiano e di aver intrapreso un cammino di fede: «Sono caduto da cavallo come San Paolo finché ho incontrato il Signore e la mia vita è cambiata. E’ stato il supporto della famiglia che mi ha portato a questo incontro, c’era un ieri ancorato al mondo, l’oggi è invece ancorato a Cristo, che è molto meglio».
Un pullman gran turismo della Holiday bus l’altro ieri ha portato la scritta a Firenze. Domani almeno due mezzi sono a Roma dove è in programma la manifestazione di protesta delle società di trasporto contro i check point d’accesso a pagamento nelle grandi città. In calendario c’è poi un viaggio in Sicilia. Ma chi sono i soci della società lancianese? Oliviero Mazziotti sorride: «Sono persone che hanno condiviso e caldeggiato la mia idea e che vogliono restare ai margini proprio perché l’io non esiste».

(12 marzo 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/i-pullman-di-gesu-dopo-le-scritte-pro-atei/2073327/6

martedì 10 marzo 2009

Darfur: 4 peacekeeper feriti in attacco nell'ovest

» 2009-03-10 07:45
Darfur: 4 peacekeeper feriti in attacco nell'ovest
KHARTOUM - Quattro peacekeeper della forza di pace Unamid (Ua-Onu) sono rimasti feriti nel primo attacco violento dall'emissione del mandato d'arresto contro il presidente del Sudan Omar el Bashir. Lo riferiscono fonti ufficiali secondo le quali uomini armati hanno aperto il fuoco ieri sera contro una pattuglia dell'Unamid che stava tornando a el Geneina, la principale città dell'ovest del Darfur, vicino al confine con il Ciad. I quattro soldati feriti, di cui uno in gravi condizioni, sono stati subito portati nella base di el Fasher, nel nord del Darfur. Il 4 marzo scorso la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto contro el Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità in Darfur. Da allora 13 Ong internazionali sono state espulse. "In questi giorni ci sono stati tentativi di furto e di sequestro di auto nell'ovest del Darfur, ma questa é un'escalation di violenza inaccettabile", ha detto il portavoce dell'Unamid Nureddine Mezni a proposito dell'attacco.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_905551349.html

COSENZA, INCHIESTA SU MORTI IN CASA DI CURA

COSENZA, INCHIESTA SU MORTI IN CASA DI CURA
10/03/2009 20:13

La Procura di Paola, nel Cosentino, sta indagando su misteriose morti e scomparse di ricoverati nell'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello. In particolare si indaga su 12 persone scomparse e 15 morte in circostanze misteriorse che fanno sospettare possano essere conseguenze di maltrattamenti o mancata assistenza. L'istituto, che è in amministrazione giudiziaria e che era stato al centro di un'inchiesta per truffa nel 2007,verrà sgomberato al più presto,non appena si troverà una collo. cazione alternativa per i ricoverati, spiega il procuratore Gordano,che parla di "una sorta di pozzo degli orrori" di di possibili "complicità occulte".



http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=140&id=588096&idmenumain=5

In 27 rinviati a giudizio per le truffe della casa di riposo Papa Giovanni XXIII
Aperta una nuova inchiesta su 12 pazienti "scomparsi" e 15 "possibili assassinii"
Cosenza, sparizioni e sospetti omicidi
Così si moriva nella clinica degli orrori
dall'inviato ATTILIO BOLZONI

SERRA D'AIELLO (COSENZA) - C'è una casa degli orrori sulle montagne calabresi. Dove in tanti scompaiono, dove in troppi muoiono. E' un ricovero per derelitti e ripudiati di ogni specie che è diventata reggia per un prete e discarica umana per chi c'è finito dentro. Truffe, imbrogli, saccheggi e ora, ora anche il sospetto di alcuni omicidi. Donne e uomini che non si trovano più. Qualcuno sta indagando per scoprire che fine hanno fatto in ventisette. Dodici sono spariti, per altri quindici l'ombra di una morte violenta. Il luogo del mistero è Serra D'Aiello, paesino di settecento abitanti aggrappato all'appennino aspro che da Cosenza scende a strapiombo verso il mare di Amantea e la piana di Falerna.

La casa degli orrori è nascosta là sopra, in tre casermoni di pietra grigia incastrati uno dentro l'altro che dieci anni fa davano riparo a 900 degenti e oggi a quasi 300. Giovani e vecchi, malati, invalidi, mutilati, paralitici, matti veri e matti presunti, tutti soli dalla nascita o abbandonati dalle famiglie, molti con un piccolo patrimonio personale che è stato inghiottito nelle casse di una fondazione religiosa. Ma dopo i raggiri alla Regione e le ruberie ai pazienti, i carabinieri stanno cercando di ricostruire le "morti sospette". Da qualche mese il sostituto procuratore di Paola Eugenio Facciolla ha formalizzato un'inchiesta su quei 12 scomparsi e su 15 "possibili omicidi". Poi ci sono almeno altri cento casi di pazienti che hanno subito lesioni gravi. E non solo una volta. Gli investigatori ipotizzano che dentro all'istituto Papa Giovanni XXIII avrebbero fatto sparire uomini e donne per appropriarsi dei loro beni.

Ci sono anche un paio di anonimi arrivati ultimamente in Procura che parlano "di un traffico di organi". Quanto sia vera fino in fondo questa storia lo svelerà il futuro dell'inchiesta giudiziaria, intanto però la storia raccontiamola dall'inizio. Dal luglio del 2007. Dal giorno che don Alfredo Luberto è stato sospeso a divinis dopo cinque mesi di arresti domiciliari.

I finanzieri ci hanno messo dodici ore per fare l'inventario delle "cose" trovate nella bella casa di don Alfredo. Disegni di De Chirico, scatole piene di ori e argenti, preziose stilografiche, una rara collezione di orologi, un leggìo scultura di Giacomo Manzù, mobili di lusso, una sauna e una palestra in mansarda. E ci hanno messo qualche giorno per scoprire che quel prete, presidente dell'istituto Papa Giovanni XXIII - casa di ricovero di proprietà della curia arcivescovile di Cosenza nata "per curare malati cronici o con problemi psichici" - era il ras del manicomio lager dove molti pazienti erano trattati come bestie. Nel silenzio di tutti, nell'omertà di un paese intero.

Lasciati per giorni in mezzo alla sporcizia, le zecche in corsia, epidemie di scabbia, letti sgangherati, coperte che non c'erano, finestre senza vetri, cessi che nessuno puliva mai. All'istituto di Serra D'Aiello, negli anni Novanta quasi duemila dipendenti fatti assumere dai politici di ogni colore della provincia, la Regione Calabria versava per ogni ricoverato una retta giornaliera dai 110 ai 195 euro. Quello che lì dentro spendevano realmente per i malati - l'hanno certificato i periti nominati dalla procura di Paola - andava dagli 8 agli 11 euro al giorno. Gli altri soldi se li tenevano don Alfredo e pochi altri. Succedeva di tutto con il denaro che non arrivava mai a chi doveva arrivare. Cinquanta euro al giorno di contributi regionali per l'"assistenza spirituale" o cinquanta euro al giorno per l'"assistenza religiosa", a volte i malati non avevano però neanche da mangiare. L'accusa ha calcolato che in pochi anni gli amministratori della fondazione si sono impossessati di 13 milioni di finanziamenti e di altri 15 milioni di contributi mai pagati. In un primo momento è stato indagato anche l'ex vescovo di Cosenza Giuseppe Agostino ("Avrebbe dovuto vigilare e invece firmava carte per conferire a don Alfredo il dominio perpetuo sull'istituto Papa Giovanni"), poi il monsignore è uscito incolpevole dalle indagini. A rinvio a giudizio - deciso proprio ieri - andranno in 27 per associazione a delinquere e truffa e appropriazione indebita. Il primo della lista è il "prete dell'Harley Davidson". L'altra passione di don Alfredo: le motociclette americane.

Dopo lo scandalo dei soldi sono saltate fuori le cartelle cliniche taroccate. Centinaia sembravano compilate in fotocopia, tutte uguali. Come le diagnosi. Tutte uguali anche quelle. Per chi aveva problemi alle gambe o per chi aveva problemi alla testa. Altre cartelle cliniche non si sono mai trovate, altre ancora hanno fatto partire le nuove indagini sulle morti sospette. "Ci sono casi di fratture multiple mai trattate", racconta un investigatore. La relazione dei periti e, nel settembre del 2008, l'apertura della nuova inchiesta sugli scomparsi di Serra D'Aiello.

Dal 1997 sono cominciati a svanire nel nulla i primi pazienti. E il primo fra i primi è stato un certo Bruno. Poi è toccato a una donna (il suo nome è ancora top secret), poi a Domenico Antonino Pino. Lui aveva ventinove anni, era rinchiuso al Papa Giovanni da dodici. Una notte dell'estate del 2001 qualcuno è entrato nella stanza dove dormiva e se l'è portato via con la forza. Il suo compagno di ricovero ha riconosciuto due uomini in camice, nessuno gli ha creduto. "E' matto", hanno detto. I parenti di Domenico Pino per anni l'hanno inutilmente cercato. Qualcuno dell'istituto è arrivato a dire "che se n'era andato con le proprie gambe": Domenico era immobilizzato da bambino su una sedia a rotelle. Dopo di lui è scomparso un certo Di Tommaso, poi un certo Pollella, poi un certo Tiano. E un altro e un altro ancora. Fino al dicembre scorso. L'ultimo sparito di Serra D'Aiello è un uomo di 68 anni.

"Lo so anch'io di quest'ultimo scomparso e anche di Domenico Pino", dice il sindaco Antonio Cugliotta. Di scomparsi, solo di scomparsi si parla sottovoce in questi giorni nel paese sulle montagne calabresi. In piazza. Nei vicoli che si inseguono fino ai boschi. Nella strada davanti al Papa Giovanni dove ora i 550 dipendenti, con anni di stipendi arretrati, protestano perché non arrivano più soldi dalla Regione. Dice il proprietario del bar "centrale" Amerino Sendelli: "Vivo qui da prima del 2000, tutti sanno di quelle scomparse e tutti tacciono per paura". Dice Francesco Provenzano, carpentiere: "Tutti hanno paura". Dicono tutti: "Tutti hanno paura". E' il mistero di Serra D'Aiello.
(Ha collaborato Anna Maria De Luca)

(10 marzo 2009)

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/clinica-cosenza/clinica-cosenza/clinica-cosenza.html

Pedofilia: Grecia, arrestato superiore monastero ortodosso

Pedofilia: Grecia, arrestato superiore monastero ortodosso
10.03.09 16:58 |
Il superiore di un monastero greco-ortodosso di Keratea, nella regione di Atene, è stato arrestato oggi dalla polizia con l'accusa di abusi sessuali su almeno sei minori. Il superiore, 68 anni, è anche sospettato di aver abusato della propria carica per ottenere favori sessuali da altre 15 persone di età non precisata, secondo la polizia greca.

Il religioso era stato denunciato la settimana scorsa da sei ex novizi, di età compresa tra i 18 ed i 34 anni, che avevano soggiornato nel monastero tra il 1988 e il 2007. Secondo un comunicato della polizia, il superiore "esercitava una violenza psicologica" sulle proprie vittime "sfruttando la relazione spirituale di confidenza che si creava con esse".

Il monastero Aghia Skepi di Keratea appartiene ad una comunità ultra-tradizionalista considerata come scismatica dalla Chiesa greco-ortodossa.

http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=106000&rubrica=15