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venerdì 6 febbraio 2009

Eluana: niente sequestro della stanza, no del Colle al decreto


Eluana: niente sequestro della stanza, no del Colle al decreto


Roma, 6 feb (Velino) - Tramonta la strada di un provvedimento d’urgenza del governo per Eluana. Il Quirinale ha rafforzato l'orientamento negativo sull'ipotesi di un decreto legge. Dopo i contatti informali di questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe spiegato le motivazioni in una missiva inviata al governo peropnto a valutare l'ipotesi di un intervento durante il Cdm incorso a Palazzo Chigi. Il Colle non ritiene dunque attuabile la strada del decreto legge per evitare che vengano sospese alimentazione e idratazione alla donna in coma da 17 anni e che la famiglia vorrebbe terminasse la propria esistenza terrena. Proprio oggi, nella clinica la Quiete di Udine, è fissato l’inizio della fase due del protocollo che dovrà accompagnare Eluana alla morte, con la progressiva riduzione della somministrazione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nessuna conferma ufficiale arriva sull’avvio o meno di questa procedura, anche se gli avvocati Franca Alessio curatrice di Eluana, e Giuseppe Campeis legale della famiglia Englaro, hanno riferito che il protocollo sta andando avanti.

Sembra essersi chiusa anche la strada di un intervento della magistratura. “Le indagini della Procura di Udine sul caso Eluana Englaro riguardano unicamente il contenuto degli esposti e delle denunce pervenute a questo ufficio. In particolare si fa presente che le indagini non riguardano, per elementare obiettività, i contenuti di quanto già pronunciato dalla Corte d'Appello di Milano e dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione”. Così il procuratore della Repubblica Antonio Biancardi, in una nota, ha commentato alcune notizie sulle indagini svolte a seguito dell’apertura di un fascicolo sul caso Englaro, escludendo anche la possibilità di un sequestro preventivo della stanza dove la donna è ricoverata. Confermate così le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, che in precedenza aveva fatto sapere che la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda precisando "che al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza. La magistratura del Distretto - aveva aggiunto Deidda - è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato". La procura friulana ha aperto un fascicolo dopo aver ricevuto numerosi esposti ma non attuerà alcuna iniziativa per eludere o ritardare l’attuazione delle sentenze che di fatto autorizzano la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana, come richiesto dalla famiglia.

(red/riv) 6 feb 2009 13:21
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=762667

Eluana, il governo vara il decreto

Eluana, il governo vara il decreto

Roma, 6 feb (Velino) - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Il testo è quello elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e recepisce le osservazioni fatte a titolo personale dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. La decisione del governo arriva al termine di una mattinata in cui si è diffusa la notizia di una lettera del Colle per motivare le ragioni dell'orientamento negativo sull'ipotesi di un intervento d’urgenza. Dopo i contatti informali di questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe inviato la missiva all’esecutivo spiegando perché non ritiene attuabile la strada del decreto legge per evitare che vengano sospese alimentazione e idratazione alla donna in coma da 17 anni e che la famiglia vorrebbe terminasse la propria esistenza terrena. Proprio oggi, nella clinica la Quiete di Udine, è fissato l’inizio della fase due del protocollo che dovrà accompagnare Eluana alla morte, con la progressiva riduzione della somministrazione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nessuna conferma ufficiale arriva sull’avvio o meno di questa procedura, anche se gli avvocati Franca Alessio curatrice di Eluana, e Giuseppe Campeis legale della famiglia Englaro, hanno riferito che il protocollo sta andando avanti.

Sembra essersi chiusa anche la strada di un intervento della magistratura. “Le indagini della Procura di Udine sul caso Eluana Englaro riguardano unicamente il contenuto degli esposti e delle denunce pervenute a questo ufficio. In particolare si fa presente che le indagini non riguardano, per elementare obiettività, i contenuti di quanto già pronunciato dalla Corte d'Appello di Milano e dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione”. Così il procuratore della Repubblica Antonio Biancardi, in una nota, ha commentato alcune notizie sulle indagini svolte a seguito dell’apertura di un fascicolo sul caso Englaro, escludendo anche la possibilità di un sequestro preventivo della stanza dove la donna è ricoverata. Confermate così le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, che in precedenza aveva fatto sapere che la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda precisando "che al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza. La magistratura del Distretto - aveva aggiunto Deidda - è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato". La procura friulana ha aperto un fascicolo dopo aver ricevuto numerosi esposti ma non attuerà alcuna iniziativa per eludere o ritardare l’attuazione delle sentenze che di fatto autorizzano la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana, come richiesto dalla famiglia.

(Remo Urbino) 6 feb 2009 14:36

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=762761

giovedì 5 febbraio 2009

Eluana, il padre: "Abnorme un decreto"-Sacconi: "No morte, volontà presunta"

il Giornale.it
n. 31 del 2009-02-05 pagina 0

Eluana, il padre: "Abnorme un decreto"
Sacconi: "No morte, volontà presunta"
di Redazione

Pronta la bozza del decreto: "L’alimentazione e l’idratazione non possonoessere rifiutate o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Roccella: "C'è urgenza". Ma i legali della famiglia Englaro protestano. Intanto il pm di Udine apre un fascicolo per verificare l’effettiva volontà della ragazza

Udine - Il procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, apre un fascicolo per verificare, raccogliendo testimonianze di parenti e amici, l’effettiva volontà di Eluana Englaro a non voler vivere in stato vegetativo, così come sempre ribadito dal padre Beppino Englaro. Intanto, a Roma, Palazzo Chigi si sta muovendo per presentare un decreto che regolamenti il testamento biologico. La bozza è già pronta. Immediata, però, la risposta dei legali dela famiglia Englaro: "Abnorme l'uso della decretazione d'urgenza".

L'indagine della procura di Udine Le indagini sulle testimonianze di amici e parenti - da quanto si è riusciti a sapere finora - dovrebbero far parte di quelle annunciate stamani dal Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, e dovrebbero affiancarne altre, fra le quali quelle relative al protocollo firmato nei giorni scorsi dalla casa di riposo 'La Quiete', dall’Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e dall’associazione 'Per Eluana' per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna in coma da 17 anni. Nei giorni scorsi da più parti sono stati sollevati dubbi sull’effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell’incidente nel quale rimase ferita, ma non si è finora riusciti a sapere quali sono gli elementi in base ai quali la Procura friulana ha deciso di avviare indagini sulla volontà di Eluana.

La bozza del decreto Sarebbe alle ultime valutazione una bozza di decreto per sospendere l’attuazione della sentenza della corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro. La decisione finale spetterà comunque al presidente del consuiglio Silvio Berlusconi. "L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze - si legge nella bozza del governo - non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Il provvedimento contiene un solo articolo dal titolo: "Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione". "In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita - recita il testo - l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".

La protesta dei legali È una "ipotesi costituzionalmente abnorme, mai verificatasi nell’Italia repubblicana", il ricorso da parte del governo di un decreto che anticipi il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali nei pazienti in stato vegetativo. Il professor Vittorio Angiolini e l’avvocato Giuseppe Campeis, legali della famiglia Englaro, parlano di "ipotesi costituzionalmente abnorme" sottolineando che "ci sono poi, gli aspetti umani e medici della vicenda, la quale tra l’altro riguarda un trattamento sanitario in corso ed il perdurare dell’invasione di mani altrui sul corpo di una giovane donna". Secondo gli avvocati, si tratta di una "invasione di mani altrui che dura da 17 anni per forzare artificialmente una persona a vivere, purtroppo solo dal punto di vista biologico, contro i suoi personali convincimenti, che sono accertati ed il cui accertamento, compiuto in sede giudiziaria con ogni garanzia, non può essere rovesciato nelle piazze".

Sacconi: "Non muoia per volontà presunta" Secondo il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sarebbe "paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta, dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita". "È inevitabile che un orientamento nel segno della cautela conduca, tra la vita e la morte, alla scelta della vita", ha continuato Sacconi sottolineando come in queste ore "coloro che hanno la responsabilità del bene comune sono chiamati a decisioni alte e difficili, perchè riguardano il senso della vita e il suo confine con la morte".



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Il governo vuol salvare Eluana per decreto

Il governo vuol salvare Eluana per decreto

Cristiana Vivenzio
5 Febbraio 2009
Il tempo stringe. Oramai è questione di ore. Da domani i medici dell’équipe che hanno accettato di dare esecuzione alla sentenza della Cassazione che riguarda Eluana darà il via alla riduzione dell’alimentazione, e da allora basteranno quattro giorni di fame perché i danni procurati alla giovane donna in stato vegetativo siano irreparabili. Quattro giorni sono pochi, pochissimi per intervenire, anche se il Governo – come ha detto ieri sera Silvio Berlusconi – “ci sta lavorando” e anche se la procura friulana ha dichiarato proprio oggi che intende verificare le testimonianze di amici e parenti sui reali desideri espressi dalla giovane donna di Lecco, perché dagli esposti inviati in questi giorni a Polizia, Carabinieri e alla Procura stessa del capoluogo friulano si capisce che c’è qualcosa che non convince e quel qualcosa riguarda l’intero impianto fondativo che ha dato corpo alla sentenza dei giudici milanesi: quale fosse l'effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell'incidente nel quale rimase ferita.

Se i giudici friulani dovessero accertare che in nessun caso Eluana avrebbe voluto morire così, allora sì che tutta la storia di questi ultimi mesi, dalla pronuncia della sentenza a oggi, apparirebbe ciò che agli occhi di molti è apparsa da sempre: un atto di forza dei giudici nei confronti del parlamento. E non solo.

Forzatura per forzatura, anche il governo ha deciso di intervenire. Quando, non si sa ancora, dato che tra le questioni all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si terrà domani mattina Eluana non c’è. Il come invece è chiaro: l’ipotesi più efficace sarebbe quella di un decreto legge. Alla base della decisione la convinzione, espressa dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, e dall'assessore alla Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, che la casa di cura in cui è ricoverata Eluana, la Quiete (casa di cura che avrebbe chiesto un'autorizzazione ufficiale proprio alla Regione Friuli), non sia idonea all'attuazione del decreto dei giudici milanesi e che Eluana non può essere affidata e «presa in carico» dall'Associazione «Per Eluana» (composta dall'anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per interrompere l'alimentazione e l'idratazione della donna. “In base alla regolamentazione regionale e dello stesso Servizio sanitario nazionale, infatti, per ogni paziente deve essere previsto un Piano assistenziale individualizzato (Pai) che non può prevedere trattamenti non in coerenza con le finalità del Servizio sanitario nazionale”, dichiara la Roccella e “non è possibile che la Clinica consegni a terzi la paziente o che offra cure per cui non è attrezzata”.

Il testo del decreto, secondo una anticipazione dell'Ansa, dovrebbe contenere un solo articolo dal titolo: ''Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione''. In pratica si sostiene che ''in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vital'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi''.

Ma se il decreto dovesse essere approvato dal governo la questione si complicherebbe. E non poco. Un intervento del governo, infatti - come ha dichiarato stamane anche l’avvocato degli Englaro - bloccherebbe l’esecuzione della sentenza, poiché – ha detto Campeis - “non si può far commettere un reato ai medici” e aprirebbe un vulnus profondissimo sul piano istituzionale. L’ultima parola, infatti, non spetterebbe né al governo né al parlamento ma al presidente della Repubblica. È lui, infatti che dovrebbe firmare (o non firmare) il decreto, assumendosi la responsabilità piena e ultima di decidere delle sorti di Eluana. Tutto da definire, dunque. E non è escluso che proprio la delicata posizione in cui si verrebbe a trovare il presidente della Repubblica nel caso in cui l’esecutivo decida di decretare d’urgenza, induca alla fine il governo a pensare che il sacrificio di Eluana è un prezzo istituzionale, alto, altissimo, ma necessario, da pagare.



http://www.loccidentale.it/articolo/il+governo+pensa+a+salvare+eluana+per+decreto+ma+l'ultima+parola+spetta+a+napolitano.0065799