il Gionale.it
n. 38 del 2009-02-13 pagina 6
Ecco tutti i misteri dell’autopsia
di Irene Giurovich
UdineTanti interrogativi ancora aperti incombono sulla fine di Eluana. Uno su tutti riguarda il suo cervello. Molti davano per certa l’atrofizzazione, eppure, stando alla relazione dei periti, il cervello risulta di peso normale, dunque non atrofico. Questo non significa automaticamente, come ci hanno spiegato alcuni medici, che «il cervello di peso normale sia intatto nelle sue funzioni». Ma è qui che si spalancano le porte su angoscianti dubbi. Ai periti nominati dalla Procura di Udine, che hanno eseguito l’autopsia, non sono ancora arrivati da Lecco gli esami che dovrebbero attestare il grado di funzionalità del cervello. Si tratta di verifiche che potevano essere compiute soltanto quando Eluana era ancora viva. I periti, per completare il loro lavoro, devono analizzare anche la documentazione clinica pregressa che, però, stanno ancora attendendo. Non è certo, per ora, se sulla donna in stato vegetativo siano stati eseguiti studi per accertare la funzionalità cerebrale con risonanza magnetica funzionale o con «potenziali evocativi cognitivi», attraverso cui si analizzano risposte alle elaborazioni delle informazioni.
L’enigma sulla condizione del cervello resta da sciogliere. Come restano da chiarire altri quesiti: era o no presente nella stanza della Quiete un aspiratore della saliva? Perché si è parlato di insufficienza renale acuta? «Si tratta di una diagnosi - spiega il neurologo dell’Università di Udine, Gian Luigi Gigli - che può essere fatta soltanto sulla base di specifici esami ematochimici». Sono stati fatti questi esami? Ci si chiede poi com’era spiegabile il fenomeno della secrezione salivare visto che Eluana non era più idratata da oltre 70 ore. Resta da capire anche come mai girassero versioni discordanti sull’ora della morte (prima dell’autopsia), dal momento che l’assistenza a Eluana doveva essere garantita, da protocollo, 24 su 24.
Tutta da scrivere pure la vicenda che coinvolge l’anestesista che ha guidato l’équipe, Amato De Monte convocato dal presidente dell’Ordine dei Medici, Luigi Conte che l’ha interrogato per oltre tre ore nell’ambito dell’indagine avviata. Conte non esclude di riconvocare il medico che ha attuato il protocollo di sospensione di alimentazione e idratazione, di fatto l’unico medico dell’équipe, come si è saputo ufficialmente ieri, a conclusione dell’audizione. «C’era soltanto lui come medico, gli altri erano tutti infermieri», afferma Conte. Alle 19.30 circa, un De Monte schivo, scuro nell’espressione e visibilmente in imbarazzo, è scappato via sulla macchina della Digos. Senza parlare.
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venerdì 13 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
LA TRISTE MORTE DI ELUANA ENGLARO

CENTRO RELIGIONE CRISTIANA
LA TRISTE MORTE DI ELUANA ENGLARO
Non dimentichremo mai Eluana specialmente per l'orribile morta a cui è stata sottoposta.
Eluana è stata fatta morire di fame e di sete, non aveva nessuna colpa, l'unica colpa era
quella di non essere amata dal padre perché ormai in stato pietoso per lui, la voleva
morta e sepolta e non viva ed accudita ed amata dalle suore.
Ripensando all'agonia di Eluana non si smette di essere tristi e in pianto, pieni di infinità
commozione.
La morte di Eluana ci fa venire a mente la morte di Gesù.
La morte di Gesù
Vangelo di S.Giovanni; 19: 28-30
28A questo punto Gesù, sapendo che tutto era compiuto, disse: "Ho sete". Così realizzò una profezia della Bibbia.
29C'era lì un'anfora piena di aceto: bagnarono una spugna, la misero in cima a un ramo di issòpo e l'accostarono alla sua bocca.
30Gesù prese l'aceto e poi disse: "È compiuto". Abbassò il capo e morì.
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=19
Ecco Gesù ha sete e gli viene dato l'aceto dissetante, mentre Eluana in agonia aveve fame e sete,
ma nessuno gli dava cibo ed acqua, perché doveva morire di fame e di sete.
Dove siamo finiti !
Se questa è la civiltà, il mondo moderno, era meglio rimanere nel mondo primitivo, dove almeno c'erà piu' pietà.
Comunque i veri cristiani soffrono per le pene altrui, e sono caritatevoli, ma ormai i veri critiani sono pochi mentre avanza una
massa di popoli senza religione, senza valori, senza pietà, e senza cuore.
Povero mondo futuro, quando noi veri cristiani non ci saremo più.
Non c'è speranza che i giovani, i bambini d'oggi sarranno bravi cristiani, ci sono molti fattori della vita moderna che rendono
impossibile questo.
Ci auguriamo che il doloroso caso di Eluana, faccia riflettere qualche persona, e smuova qualche coscienza, affinché non si ripeti più.
http://groups.google.com/group/centro-religione-cristiana?hl=it
CASO ELUANA E MEDICI CATTOLICI
Focus: Medici cattolici, tutelare sempre la vita
Splendori: «Il diritto è come la gomma americana, ognuno lo tira dove vuole». Bagnato: «Fare in modo che la cultura della sofferenza prevalga su quella della morte» di Daniele Piccini
Domani (12 febbraio 2009) il professor Amato De Monte, l’anestesista incaricato alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro, verrà ascoltato dall’Ordine dei medici di Udine che ha aperto un’istruttoria sulla base di «due segnalazioni», giunte da alcuni camici bianchi della casa di cura “La Quiete”, che avanzano dubbi «su possibili comportamenti deontologici scorretti». In particolare, sul fatto che il professor De Monte «si sia prestato a pratiche eutanasiche». Il presidente dell’Ordine udinese Luigi Conte assicura che «è un atto dovuto, per capire meglio la situazione e per tutelare lo stesso anestesista. Dobbiamo verificare – conclude Conte – le motivazioni, in base a quali principi il protocollo sia stato applicato, e su quali considerazioni scientifiche poggi. Una commissione di medici sarà poi chiamata a decidere su eventuali sanzioni, semmai ce ne fosse bisogno».
«Aspettiamo l’esito di queste indagini», dichiara il professor Franco Splendori, presidente diocesano dell’Associazione medici cattolici italiani. «In tutta questa vicenda – prosegue Splendori – emerge, paradossalmente, ancor più nitida la figura del medico e dei suoi doveri. Per quanto una persona possa dichiarare davanti ad un notaio di voler morire, nel caso si trovasse in condizioni vegetative, e per quanto i suoi parenti possano assecondare questa sua decisione, anche in accordo con la legge, alla fine spetta sempre alla responsabilità del medico la decisione finale sulla vita». Il cuore di Antigone deve insomma prevalere sulla ragion di stato di Creonte. «Il diritto è come la gomma americana, ognuno lo tira dove vuole. Il presidente emerito della corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky afferma che “tutto si è svolto legalmente”? Ebbene – conclude Splendori – io sto con Mirabelli e Capotosti, anche loro presidenti emeriti della suprema Corte, che hanno affermato che il decreto per salvare Eluana (non firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ndr) era secondo la Costituzione ed aveva “urgenza” e “necessità”. Sono sicuro che è solo l’1% dei medici a comportarsi in modo indegno, il restante 99% svolge la sua professione nel rispetto della vita».
Dopo il lutto e lo scoramento, il professor Antonino Bagnato, presidente del Forum delle associazioni socio sanitarie cattoliche del Lazio, cerca di ritrovare la lucidità necessaria per abbozzare una prospettiva che eviti, in futuro, il ripetersi di altri «casi Englaro». «Se noi cattolici crediamo che la vita vegetativa sia comunque vita, dobbiamo fare in modo che la cultura, profondamente istruttiva, della sofferenza prevalga sulla cultura della morte. La Chiesa deve trovare i fondi per creare strutture specifiche, dove le persone malate e i loro parenti, comprensibilmente in crisi, possano essere sostenuti. Io sono ematologo, curo leucemie, so cosa significa andare tutti i giorni all’ospedale a chiedere notizie sui propri cari. È stancante. Ma si è preferito spettacolarizzare la vicenda di Eluana, piuttosto che sostenere la debolezza di Beppino Englaro».
Non c’è solo la contrizione per la morte di una persona e il senso di impotenza per non essere riusciti a salvarla. Resta anche l’amarezza per non aver potuto constatare la compattezza dei colleghi sul “fronte” Englaro. «Non c’è dubbio che l’immagine del medico sia stata colpita – commenta Bagnato – la nostra professione è fatta per sanare e per valorizzare la vita. La classe e i sindacati dei medici hanno giustamente alzato gli scudi contro la nuova legge che permette ai dottori di denunciare gli immigrati clandestini. Su Eluana invece si sono divisi. Questo perché gli interessi economici prevalgono sulle ragioni della medicina e, si sa, mantenere persone nelle condizioni di Eluana è molto costoso».
11 febbraio 2009
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4442
Splendori: «Il diritto è come la gomma americana, ognuno lo tira dove vuole». Bagnato: «Fare in modo che la cultura della sofferenza prevalga su quella della morte» di Daniele Piccini
Domani (12 febbraio 2009) il professor Amato De Monte, l’anestesista incaricato alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro, verrà ascoltato dall’Ordine dei medici di Udine che ha aperto un’istruttoria sulla base di «due segnalazioni», giunte da alcuni camici bianchi della casa di cura “La Quiete”, che avanzano dubbi «su possibili comportamenti deontologici scorretti». In particolare, sul fatto che il professor De Monte «si sia prestato a pratiche eutanasiche». Il presidente dell’Ordine udinese Luigi Conte assicura che «è un atto dovuto, per capire meglio la situazione e per tutelare lo stesso anestesista. Dobbiamo verificare – conclude Conte – le motivazioni, in base a quali principi il protocollo sia stato applicato, e su quali considerazioni scientifiche poggi. Una commissione di medici sarà poi chiamata a decidere su eventuali sanzioni, semmai ce ne fosse bisogno».
«Aspettiamo l’esito di queste indagini», dichiara il professor Franco Splendori, presidente diocesano dell’Associazione medici cattolici italiani. «In tutta questa vicenda – prosegue Splendori – emerge, paradossalmente, ancor più nitida la figura del medico e dei suoi doveri. Per quanto una persona possa dichiarare davanti ad un notaio di voler morire, nel caso si trovasse in condizioni vegetative, e per quanto i suoi parenti possano assecondare questa sua decisione, anche in accordo con la legge, alla fine spetta sempre alla responsabilità del medico la decisione finale sulla vita». Il cuore di Antigone deve insomma prevalere sulla ragion di stato di Creonte. «Il diritto è come la gomma americana, ognuno lo tira dove vuole. Il presidente emerito della corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky afferma che “tutto si è svolto legalmente”? Ebbene – conclude Splendori – io sto con Mirabelli e Capotosti, anche loro presidenti emeriti della suprema Corte, che hanno affermato che il decreto per salvare Eluana (non firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ndr) era secondo la Costituzione ed aveva “urgenza” e “necessità”. Sono sicuro che è solo l’1% dei medici a comportarsi in modo indegno, il restante 99% svolge la sua professione nel rispetto della vita».
Dopo il lutto e lo scoramento, il professor Antonino Bagnato, presidente del Forum delle associazioni socio sanitarie cattoliche del Lazio, cerca di ritrovare la lucidità necessaria per abbozzare una prospettiva che eviti, in futuro, il ripetersi di altri «casi Englaro». «Se noi cattolici crediamo che la vita vegetativa sia comunque vita, dobbiamo fare in modo che la cultura, profondamente istruttiva, della sofferenza prevalga sulla cultura della morte. La Chiesa deve trovare i fondi per creare strutture specifiche, dove le persone malate e i loro parenti, comprensibilmente in crisi, possano essere sostenuti. Io sono ematologo, curo leucemie, so cosa significa andare tutti i giorni all’ospedale a chiedere notizie sui propri cari. È stancante. Ma si è preferito spettacolarizzare la vicenda di Eluana, piuttosto che sostenere la debolezza di Beppino Englaro».
Non c’è solo la contrizione per la morte di una persona e il senso di impotenza per non essere riusciti a salvarla. Resta anche l’amarezza per non aver potuto constatare la compattezza dei colleghi sul “fronte” Englaro. «Non c’è dubbio che l’immagine del medico sia stata colpita – commenta Bagnato – la nostra professione è fatta per sanare e per valorizzare la vita. La classe e i sindacati dei medici hanno giustamente alzato gli scudi contro la nuova legge che permette ai dottori di denunciare gli immigrati clandestini. Su Eluana invece si sono divisi. Questo perché gli interessi economici prevalgono sulle ragioni della medicina e, si sa, mantenere persone nelle condizioni di Eluana è molto costoso».
11 febbraio 2009
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4442
martedì 10 febbraio 2009
ELUANA-RIFLESSIONE SU STRANO CRISTIANO
Pacatamente
Febbraio 10th, 2009 Posted in Uncategorized
Eluana è morta in solitudine, nella stanza in cui era stata confinata, a Udine, lontano dalle carezze delle suore e dall’ambiente familiare della clinica di Lecco. E’ morta in mani estranee, di gente che non l’aveva mai vista prima di lunedì scorso, e che si era messa a disposizione per farla morire di fame e di sete. Persone che l’hanno avvicinata, toccata, maneggiata, sapendo che dovevano lasciarla morire di fame e sete.
Non c’era suo padre - che d’altra parte in questi anni l’aveva lasciata alle suore – lui stava a Lecco, per sicurezza. Non c’era la sua specialissima curatrice, l’avvocato Franca Alessio, che, per l’appunto, si è presa tanta cura di Eluana, in questi anni. Non c’era neanche Defanti, il cosiddetto medico curante, e neppure De Monte, il responsabile del protocollo di morte. Non c’era nessuno, insomma.
Nel primo pomeriggio era stato comunicato che le sue condizioni erano stabili; sapevamo che non c’era ancora nessun blocco renale, e che non era ancora stato raggiunto il punto di non ritorno nel digiuno e nella disidratazione forzata.
Un’agenzia Ansa delle 21.08 spiega che “la situazione di Eluana Englaro e’ rimasta stabile fino al primo pomeriggio, dopodiche’ sarebbe avvenuto un improvviso peggioramento” , ma si contraddice con agenzie che un’ora dopo dicono: “Eluana, ha riferito Defanti, ha smesso di vivere improvvisamente per subentrate complicazioni respiratorie: ha cominciato a respirare male, in maniera sconnessa fino all’arresto respiratorio. “E’ stato un arresto improvviso”, conclude Defanti” (AGI, 9.02). E d’altra parte, se è morta in solitudine, se nessuno è stato avvertito in tempo e non c’erano familiari o medici in stanza, delle due l’una: o è spirata in meno di due minuti, oppure l’attenzione dei volontari che la “accudivano” era tale che nessuno si era accorto che stava male.
Eluana è morta molto prima del previsto, considerando anche che proprio oggi Defanti, quello convinto che morire disidratati è dolcissmo, ha dichiarato al Corriere che Eluana stava bene, a Lecco, i suoi esami erano perfetti.
Eluana è morta – ma guarda un po’ che fatalità, che singolare coincidenza, quando si dice il caso, l’imprevisto, l’evento improvviso ed imprevedibile, ma che sorpresa signora mia – un attimo - letteralmente un attimo - prima del voto al Senato di un Disegno di Legge che avrebbe messo in mutande l’opposizione e avrebbe schiacciato l’imparzialità del Presidente della Repubblica sulla posizione dei suoi ex compagni di partito.
Adesso si invoca la calma, il silenzio, la riflessione, si chiede di abbassare la voce, magari anche socchiudere gli occhi, chinare il capo, turarsi le orecchie e l ’avverbio del momento è “pacatamente”. Noi naturalmente siamo prontissimi a seguire gli inviti alla saggezza ed alla compostezza, e
1. Pacatamente, ricordiamo che se il Presidente della Repubblica avesse firmato il decreto venerdì scorso, adesso Eluana sarebbe viva.
2. Pacatamente, ricordiamo che gli unici a poter fermare il protocollo di morte – oltre a Giorgio Napolitano - erano il sindaco di Udine, il Presidente della regione Tondo con i suoi assessori e il Procuratore di Udine, e non l’hanno fatto.
3. Pacatamente, chiediamo al Procuratore di Udine dove sono finite le testimonianze raccolte dopo l’esposto, quelle delle compagne di scuola e degli insegnanti che dichiaravano di non aver mai sentito Eluana parlare di morte e stati vegetativi dalla mattina alla sera, fin dalla più tenera età.
4. Pacatamente, vorremmo sapere che fine ha fatto la relazione degli ispettori ministeriali, dove ci risulta scritto, tra l’altro, che Eluana era sedata anche per via orale, cioè per bocca (perché lei deglutiva, ricordiamo).
5. Pacatamente, vorremmo chiedere allo stesso procuratore come mai chi ha tanto amorevolmente sedato per bocca Eluana, non si è preoccupato anche di darle da bere, visto che era in grado di ingoiare.
6. Pacatamente, temiamo che i risultati dell’autopsia facciano la fine degli esposti e delle relazioni di cui sopra e che l’eventuale cremazione impedisca per sempre di conoscere la verità.
7. Pacatamente, ricordiamo che il Presidente della Repubblica, mesi fa, aveva risposto ad una lettera di Carlo Casini dichiarando che non sarebbe mai intervenuto nel merito del caso Englaro. Tutto il mondo politico sapeva da tempo che Giorgio Napolitano non avrebbe mai firmato un decreto per impedire la morte di Eluana, e d’altra parte, se non l’ha fatto quando già avevano iniziato il digiuno e la disidratazione forzati, figuriamoci quanto poteva essere disposto a farlo quando Eluana stava ancora a Lecco dalle suore.
8. Pacatamente, ricordiamo che il Presidente Napolitano ha contestato che ci fosse il requisito dell’urgenza, necessario a fare un decreto, quando Eluana aveva già iniziato la disidratazione forzata. Non c’era niente di urgente, secondo lui.
9. Pacatamente, ricordiamo anche che il ministro Sacconi ha emanato un atto di indirizzo lo scorso dicembre, in attesa di una legge sul fine vita, che proibiva nei fatti di uccidere Eluana. Atto di indirizzo contestato dai compagni del PD (d’ora in poi Partito Disidratato) che prima hanno accusato Sacconi di violenza (c’è anche una denuncia per violenza privata nei suoi confronti, alla Procura di Roma, proprio per l’atto di indirizzo); gli stessi del PD adesso chiedono cosa ha fatto il governo per impedire la morte di Eluana. Se tutto il Parlamento veramente avesse voluto impedire la morte di Eluana, bastava difendere l’atto di indirizzo. Semplice, no? Molto pacatamente, vorrei far notare che il decreto di urgenza del governo di venerdì scorso è stato contestato con forza dal PD, che ha chiesto un confronto parlamentare per la legge sul fine vita. Ma se confronto deve essere – com’è giusto che sia – ci vuole tempo. Provate solo ad immaginare – pacatamente – come avrebbe reagito il PD se a novembre il PdL avesse detto: bene ragazzi, vogliono far morire Eluana di fame e sete, facciamo la legge in due settimane, senza tante storie.
10. Pacatamente, vorremmo sapere perché tanta ansia del Procuratore di Trieste – superiore di quello di Udine – nel gridare per monti e per mari che mai e poi mai si stava indagando sul caso Englaro, e che mai e poi mai si sarebbero sequestrate le stanze di Eluana, e che mai e poi mai si sarebbe impedito di attuare il decreto. Il Procuratore di Trieste, Beniamino Deidda, è fra i fondatori di MD, Magistratura Democratica, d’ora in poi Magistratura Disidratata (non è colpa nostra se Democratici comincia con la D, come Disidratati).
Abbiamo tante domande da farci, pacatamente. E cercheremo di rispondere a tutte, sempre pacatamente.
Adesso vogliamo solo piangere Eluana, morta innaturalmente per una sentenza dei magistrati ma soprattutto, come ha dichiarato Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Corte Costituzionale, e firma pacata di Repubblica, “la premessa più importante è che ciò che è accaduto fino ad ora è legale”.
http://stranocristiano.it:80/2009/02/pacatamente/
Febbraio 10th, 2009 Posted in Uncategorized
Eluana è morta in solitudine, nella stanza in cui era stata confinata, a Udine, lontano dalle carezze delle suore e dall’ambiente familiare della clinica di Lecco. E’ morta in mani estranee, di gente che non l’aveva mai vista prima di lunedì scorso, e che si era messa a disposizione per farla morire di fame e di sete. Persone che l’hanno avvicinata, toccata, maneggiata, sapendo che dovevano lasciarla morire di fame e sete.
Non c’era suo padre - che d’altra parte in questi anni l’aveva lasciata alle suore – lui stava a Lecco, per sicurezza. Non c’era la sua specialissima curatrice, l’avvocato Franca Alessio, che, per l’appunto, si è presa tanta cura di Eluana, in questi anni. Non c’era neanche Defanti, il cosiddetto medico curante, e neppure De Monte, il responsabile del protocollo di morte. Non c’era nessuno, insomma.
Nel primo pomeriggio era stato comunicato che le sue condizioni erano stabili; sapevamo che non c’era ancora nessun blocco renale, e che non era ancora stato raggiunto il punto di non ritorno nel digiuno e nella disidratazione forzata.
Un’agenzia Ansa delle 21.08 spiega che “la situazione di Eluana Englaro e’ rimasta stabile fino al primo pomeriggio, dopodiche’ sarebbe avvenuto un improvviso peggioramento” , ma si contraddice con agenzie che un’ora dopo dicono: “Eluana, ha riferito Defanti, ha smesso di vivere improvvisamente per subentrate complicazioni respiratorie: ha cominciato a respirare male, in maniera sconnessa fino all’arresto respiratorio. “E’ stato un arresto improvviso”, conclude Defanti” (AGI, 9.02). E d’altra parte, se è morta in solitudine, se nessuno è stato avvertito in tempo e non c’erano familiari o medici in stanza, delle due l’una: o è spirata in meno di due minuti, oppure l’attenzione dei volontari che la “accudivano” era tale che nessuno si era accorto che stava male.
Eluana è morta molto prima del previsto, considerando anche che proprio oggi Defanti, quello convinto che morire disidratati è dolcissmo, ha dichiarato al Corriere che Eluana stava bene, a Lecco, i suoi esami erano perfetti.
Eluana è morta – ma guarda un po’ che fatalità, che singolare coincidenza, quando si dice il caso, l’imprevisto, l’evento improvviso ed imprevedibile, ma che sorpresa signora mia – un attimo - letteralmente un attimo - prima del voto al Senato di un Disegno di Legge che avrebbe messo in mutande l’opposizione e avrebbe schiacciato l’imparzialità del Presidente della Repubblica sulla posizione dei suoi ex compagni di partito.
Adesso si invoca la calma, il silenzio, la riflessione, si chiede di abbassare la voce, magari anche socchiudere gli occhi, chinare il capo, turarsi le orecchie e l ’avverbio del momento è “pacatamente”. Noi naturalmente siamo prontissimi a seguire gli inviti alla saggezza ed alla compostezza, e
1. Pacatamente, ricordiamo che se il Presidente della Repubblica avesse firmato il decreto venerdì scorso, adesso Eluana sarebbe viva.
2. Pacatamente, ricordiamo che gli unici a poter fermare il protocollo di morte – oltre a Giorgio Napolitano - erano il sindaco di Udine, il Presidente della regione Tondo con i suoi assessori e il Procuratore di Udine, e non l’hanno fatto.
3. Pacatamente, chiediamo al Procuratore di Udine dove sono finite le testimonianze raccolte dopo l’esposto, quelle delle compagne di scuola e degli insegnanti che dichiaravano di non aver mai sentito Eluana parlare di morte e stati vegetativi dalla mattina alla sera, fin dalla più tenera età.
4. Pacatamente, vorremmo sapere che fine ha fatto la relazione degli ispettori ministeriali, dove ci risulta scritto, tra l’altro, che Eluana era sedata anche per via orale, cioè per bocca (perché lei deglutiva, ricordiamo).
5. Pacatamente, vorremmo chiedere allo stesso procuratore come mai chi ha tanto amorevolmente sedato per bocca Eluana, non si è preoccupato anche di darle da bere, visto che era in grado di ingoiare.
6. Pacatamente, temiamo che i risultati dell’autopsia facciano la fine degli esposti e delle relazioni di cui sopra e che l’eventuale cremazione impedisca per sempre di conoscere la verità.
7. Pacatamente, ricordiamo che il Presidente della Repubblica, mesi fa, aveva risposto ad una lettera di Carlo Casini dichiarando che non sarebbe mai intervenuto nel merito del caso Englaro. Tutto il mondo politico sapeva da tempo che Giorgio Napolitano non avrebbe mai firmato un decreto per impedire la morte di Eluana, e d’altra parte, se non l’ha fatto quando già avevano iniziato il digiuno e la disidratazione forzati, figuriamoci quanto poteva essere disposto a farlo quando Eluana stava ancora a Lecco dalle suore.
8. Pacatamente, ricordiamo che il Presidente Napolitano ha contestato che ci fosse il requisito dell’urgenza, necessario a fare un decreto, quando Eluana aveva già iniziato la disidratazione forzata. Non c’era niente di urgente, secondo lui.
9. Pacatamente, ricordiamo anche che il ministro Sacconi ha emanato un atto di indirizzo lo scorso dicembre, in attesa di una legge sul fine vita, che proibiva nei fatti di uccidere Eluana. Atto di indirizzo contestato dai compagni del PD (d’ora in poi Partito Disidratato) che prima hanno accusato Sacconi di violenza (c’è anche una denuncia per violenza privata nei suoi confronti, alla Procura di Roma, proprio per l’atto di indirizzo); gli stessi del PD adesso chiedono cosa ha fatto il governo per impedire la morte di Eluana. Se tutto il Parlamento veramente avesse voluto impedire la morte di Eluana, bastava difendere l’atto di indirizzo. Semplice, no? Molto pacatamente, vorrei far notare che il decreto di urgenza del governo di venerdì scorso è stato contestato con forza dal PD, che ha chiesto un confronto parlamentare per la legge sul fine vita. Ma se confronto deve essere – com’è giusto che sia – ci vuole tempo. Provate solo ad immaginare – pacatamente – come avrebbe reagito il PD se a novembre il PdL avesse detto: bene ragazzi, vogliono far morire Eluana di fame e sete, facciamo la legge in due settimane, senza tante storie.
10. Pacatamente, vorremmo sapere perché tanta ansia del Procuratore di Trieste – superiore di quello di Udine – nel gridare per monti e per mari che mai e poi mai si stava indagando sul caso Englaro, e che mai e poi mai si sarebbero sequestrate le stanze di Eluana, e che mai e poi mai si sarebbe impedito di attuare il decreto. Il Procuratore di Trieste, Beniamino Deidda, è fra i fondatori di MD, Magistratura Democratica, d’ora in poi Magistratura Disidratata (non è colpa nostra se Democratici comincia con la D, come Disidratati).
Abbiamo tante domande da farci, pacatamente. E cercheremo di rispondere a tutte, sempre pacatamente.
Adesso vogliamo solo piangere Eluana, morta innaturalmente per una sentenza dei magistrati ma soprattutto, come ha dichiarato Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Corte Costituzionale, e firma pacata di Repubblica, “la premessa più importante è che ciò che è accaduto fino ad ora è legale”.
http://stranocristiano.it:80/2009/02/pacatamente/
Taormina denuncia Beppino e Napolitano per eutanasia
Taormina denuncia Beppino e Napolitano per eutanasia Nel frattempo le polemiche politiche non si sono calmate nonostante l’invito quasi generale al silenzio. L’avvocato Carlo Taormina, volto televisivo noto e presidente di Lega Italia, partito da lui fondato da poco, ha infatti presentato ai carabinieri una denuncia nei confronti di Beppino Englaro, dei medici che hanno assistito Eluana a Udine e dei magistrati di Milano e Udine, tutti responsabili di eutanasia secondo il legale che nella lista non fa mancare il nome del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
http://www.libero-news.it/pills/view/7386
http://www.libero-news.it/pills/view/7386
lunedì 9 febbraio 2009
ELUANA ENGLARO E' MORTA
Eluana Englaro è morta
Eluana Englaro
Eluana Englaro e' morta intorno alle 20. Lo si e' appreso da fonti delle forze dell'ordine.
La Conferma della morte di Eluana Englaro e' arrivata anche dalla presidente della Quiete, Ines Domenicali. "E' morta, non so dire l'ora. Non chiedetemi altro".
E' stato l'anestesista Amato De Monte a telefonare a Beppino Englaro per comunicare la notizia del decesso di Eluana. Lo si e' appreso a Udine in ambienti della casa di riposo La Quiete dove Eluana e' stata ricoverata martedi' scorso.
Beppino, voglio stare solo
"Si', ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo". Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papa' di Eluana.
Sgomento a Paluzza in Friuli, il paese natale della famiglia Englaro.
Solo la settimana scorsa Beppino Englaro aveva telefonato al parroco per prendere
accordi sul funerale della figlia, non nascondendo il suo rammarico per talune posizioni della Chiesa e su quanto stava accandendo intorno a lui e alla sua famiglia.
Acquisite le cartelle cliniche
Il procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha acquisito in serata le cartelle cliniche e il
certificato di morte di Eluana Englaro.
"Domani mattina - ha detto Biancardi - con il medico legale, dottor Carlo Moreschi, e un consulente che ho nominato, decidero' se e' il caso o meno di procedere all'autopsia".
Due consulenti della Procura di Udine hanno seguito ogni giorno il protocollo unitamente all'equipe medica guidata dal dottor Amato De Monte.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105751
Eluana Englaro
Eluana Englaro e' morta intorno alle 20. Lo si e' appreso da fonti delle forze dell'ordine.
La Conferma della morte di Eluana Englaro e' arrivata anche dalla presidente della Quiete, Ines Domenicali. "E' morta, non so dire l'ora. Non chiedetemi altro".
E' stato l'anestesista Amato De Monte a telefonare a Beppino Englaro per comunicare la notizia del decesso di Eluana. Lo si e' appreso a Udine in ambienti della casa di riposo La Quiete dove Eluana e' stata ricoverata martedi' scorso.
Beppino, voglio stare solo
"Si', ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo". Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papa' di Eluana.
Sgomento a Paluzza in Friuli, il paese natale della famiglia Englaro.
Solo la settimana scorsa Beppino Englaro aveva telefonato al parroco per prendere
accordi sul funerale della figlia, non nascondendo il suo rammarico per talune posizioni della Chiesa e su quanto stava accandendo intorno a lui e alla sua famiglia.
Acquisite le cartelle cliniche
Il procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha acquisito in serata le cartelle cliniche e il
certificato di morte di Eluana Englaro.
"Domani mattina - ha detto Biancardi - con il medico legale, dottor Carlo Moreschi, e un consulente che ho nominato, decidero' se e' il caso o meno di procedere all'autopsia".
Due consulenti della Procura di Udine hanno seguito ogni giorno il protocollo unitamente all'equipe medica guidata dal dottor Amato De Monte.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105751
sabato 7 febbraio 2009
RIFLESSIONE CRISTIANA SUL CASO ELUANA
RIFLESSIONE SUL CASO ELUANA
Non so davvero come si può definire la condanna a morte pronunciata sulla povera Eluana! Lasciata morire a stenti di fame e di sete!!!!!! E cosa ha fatto per meritare una simile pena! Si tratta di omicidio! Non si tratta di eutanasia che vuol dire "morte dolce". Eluana non farà una morte dolce, ma morirà in una lenta e dolorosa agonia, perchè lasciata morire di fame e di sete.
Come fa il cristiano a non ribellarsi dinanzi a questa ingiustizia?
Ma, soprattutto, con che cuore il padre di Eluana ha chiesto questa "sentenza di morte" per la propria figlia?
Ma la Parola di Dio ci viene sempre incontro. Egli dice: "anche se ci fosse una madre capace di dimenticare la propria creatura, Io il Signore non ti dimenticherò mai"
O uomini capaci di condannare i propri fratelli, non avete ancora conosciuto il Dio della Vita!
E Tu, Signore, Tu per il quale mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, Tu che sei la Vita, Tu che hai creato ciò che non c'era, Tu puoi mostrare la tua Potenza! Opera prodigi, che questi uomini riconoscano che c'è il Dio Grande e Potente accanto a chi ha il cuore ferito e umiliato. Mostra la tua Potenza e i veri morti rivivranno!
Fratelli, scusate questo sfogo, ma il dolore dell'ingiusta "condanna a morte" di Eluana mi fa tremare l'anima.
Grazie Raffaella... per questo tuo momento di sfogo durante il quale sei riuscita a esternare con le parole quello che tante tante persone vorrebbero poter dire.. ti sei fatta portavoce di tante persone che rimangono inorridite da cio' che questa situazione comporta per Eluana e per chissa' quante altre persone senza nome, ma con lo stesso dramma: l'EUTANASIA imposta per fermare una vita privandola del nutrimento e visto con occhi della fede... impedendole di portare la propria croce fino in fondo.....per il bene di chissà quante anime. Solo Dio è Padrone della Vita ..
"avevo fame e mi avete dato da mangiare... avevo sete e mi avete dato da bere!!!"
Quando il Figlio dell`uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch`essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna". (Matteo25,31-46)
http://unicocuore.forumfree.net/?t=36481366
Non so davvero come si può definire la condanna a morte pronunciata sulla povera Eluana! Lasciata morire a stenti di fame e di sete!!!!!! E cosa ha fatto per meritare una simile pena! Si tratta di omicidio! Non si tratta di eutanasia che vuol dire "morte dolce". Eluana non farà una morte dolce, ma morirà in una lenta e dolorosa agonia, perchè lasciata morire di fame e di sete.
Come fa il cristiano a non ribellarsi dinanzi a questa ingiustizia?
Ma, soprattutto, con che cuore il padre di Eluana ha chiesto questa "sentenza di morte" per la propria figlia?
Ma la Parola di Dio ci viene sempre incontro. Egli dice: "anche se ci fosse una madre capace di dimenticare la propria creatura, Io il Signore non ti dimenticherò mai"
O uomini capaci di condannare i propri fratelli, non avete ancora conosciuto il Dio della Vita!
E Tu, Signore, Tu per il quale mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, Tu che sei la Vita, Tu che hai creato ciò che non c'era, Tu puoi mostrare la tua Potenza! Opera prodigi, che questi uomini riconoscano che c'è il Dio Grande e Potente accanto a chi ha il cuore ferito e umiliato. Mostra la tua Potenza e i veri morti rivivranno!
Fratelli, scusate questo sfogo, ma il dolore dell'ingiusta "condanna a morte" di Eluana mi fa tremare l'anima.
Grazie Raffaella... per questo tuo momento di sfogo durante il quale sei riuscita a esternare con le parole quello che tante tante persone vorrebbero poter dire.. ti sei fatta portavoce di tante persone che rimangono inorridite da cio' che questa situazione comporta per Eluana e per chissa' quante altre persone senza nome, ma con lo stesso dramma: l'EUTANASIA imposta per fermare una vita privandola del nutrimento e visto con occhi della fede... impedendole di portare la propria croce fino in fondo.....per il bene di chissà quante anime. Solo Dio è Padrone della Vita ..
"avevo fame e mi avete dato da mangiare... avevo sete e mi avete dato da bere!!!"
Quando il Figlio dell`uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch`essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna". (Matteo25,31-46)
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IL CASO ELUANA DAL PUNTO DI VISTA BIBLICO

STUDIO BIBLICO
IL CASO ELUANA DAL PUNTO DI VISTA BIBLICO
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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Gesù ci dice che uccidere è peccato
Vanelo secondo Matteo: 19,18
Quali comandamenti?
Gesù rispose:
- Non uccidere;
Quindi l'eutanasia è peccato, dal unto di vista biblico è peccato far morire il malato,
anche se è molto grave e sofferente.
La vita è un dono di Dio, Lui l'ha dona e solo Lui può riprendersela, da qui il comandamento
di non uccidere la vita umana.
Vangelo secondo Giovanni: 5,26
"Dio è la fonte della vita, e ha dato anche al Figlio di essere la fonte della vita"
Sospendere l'alimentazione a qualcuno sano o malato specialmente per provocarne la morte
è doppiamente peccato, primo perché è peccato arrecare la morte al prossimo,
secondo perché non dare cibo ed acqua al bisognoso è peccato mortale.
Vangelo secondo Matteo: 25,41-46
25,41"Poi dirà ai malvagi:
- Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che Dio ha preparato per il diavolo e per i suoi servi!
42Perché, io ho avuto fame e voi non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
43ero forestiero e non mi avete ospitato nella vostra casa; ero nudo e non mi avete dato i vestiti;
ero malato e in prigione e voi non siete venuti a trovarmi.
44"E anche quelli diranno:
- Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, forestiero, nudo, malato o in prigione e non ti abbiamo aiutato?
45"Allora il re risponderà:
- In verità, vi dico: tutto quel che non avete fatto a uno di questi piccoli, non l'avete fatto a me.
46"E questi andranno nella punizione eterna mentre i giusti andranno nella vita eterna".
Gesù ci ha dato il comandamento di amare il prossimo e soccorrere i bisognosi.
Vangelo secondo Luca: 10,29-37
29Ma quel maestro della Legge per giustificare la sua domanda chiese ancora a Gesù:
- Ma chi è il mio prossimo?
30Gesù rispose: "Un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gèrico, quando incontrò i briganti.
Gli portarono via tutto, lo presero a bastonate e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto.
31Per caso passò di là un sacerdote; vide l'uomo ferito, passò dall'altra parte della strada e proseguì.
32Anche un levita del Tempio passò per quella strada; lo vide, lo scansò e prosegui. 33Invece un uomo della Samaria,
che era in viaggio, gli passò accanto, lo vide e ne ebbe compassione. 34Gli andò vicino, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò.
Poi lo caricò sul suo asino, lo portò a una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo.
35Il giorno dopo tirò fuori due monete d'argento, le diede al padrone dell'albergo e gli disse:
"Abbi cura di lui e se spenderai di più pagherò io quando ritorno"".
36A questo punto Gesù domandò:
- Secondo te, chi di questi tre si è comportato come prossimo per quell'uomo che aveva incontrato i briganti?
37Il maestro della Legge rispose:
- Quello che ha avuto compassione di lui.
Gesù allora gli disse:
- Va' e comportati allo stesso modo.
Quindi il vero cristiano deve soccorrere il bisognoso, il malto, e cercare in tutti modi di salvargli la vita.
Quindi tutti coloro che ora cercano di far morire Eluana sono in stato di peccato grave secondo la Sacra Bibbia.
Citazioni Bibbia Tilc
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
Il padre di Eluana a Berlusconi e Napolitano: "Venite voi a vederla"
/2/2009 (18:22) - CASO ENGLARO - IL DOLORE DELLA FAMIGLIA
Il padre di Eluana a Berlusconi e Napolitano: "Venite voi a vederla"
Beppino Englaro: «Su mia figlia
diffuse notizie lontane dalla realtà»
UDINE
Beppino Englaro, padre di Eluana, chiede al capo dello Stato Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi di recarsi ad Udine a verificare le condizioni della figlia, in coma da 17 anni e ora ricoverata alla clinica "La Quiete" per affrontare l’ultimo viaggio, già iniziato ieri con la sospensione graduale dell’alimentazione e della idratazione secondo il protocollo nato sulla base dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Milano.
«Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre - dice in una nota Beppino - rivolgendomi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/40783girata.asp
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RISPONDE IL CENTRO DI SOLIDARITA' CRISTIANA
Le suore che hanno assistito e curato Eluana per tanto tempo e fino all'ultimo volevano la vita per Eluana,
si regolavano in questo senso e come donne e come suore e come cristiane sono degne di fiducia.
http://groups.google.com/group/centro-di-solidarieta-cristiana?hl=it
*******************************************************************************
» 2009-02-04 20:30
Suor Albina: se vogliono riportarla qui...
dell'inviata Marisa Alagia
LECCO - Sul letto di Eluana è rimasta solo una coperta colorata, piegata. Dalle pareti della stanzetta sono stati tolti i quadri, c'é ancora un quotidiano sul tavolo, ci sono alcuni fogli. Le suore sono rientrate solo oggi nella camera dove lei ha vissuto per 14 anni, per riassettarla. Non si danno pace all'idea che non sia più lì, tra loro. "Per me è un dolore vederla vuota - mormora, guardando la stanza, suor Albina, che ha accudito per anni la donna in stato vegetativo dal 1992 e da martedì mattina ricoverata a Udine - Tutti qui l'hanno sempre assistita con passione e amore, lei era della nostra famiglia". Per Suor Albina Corti, direttrice della clinica Beato Luigi Talamoni, situata a poche centinaia di metri dal lago, il distacco da Eluana è stata una sofferenza fortissima. Le si riempiono gli occhi di lacrime quando ricorda quei drammatici 30 minuti della notte tra lunedì e martedì. L'arrivo di papà Beppino con le carte pronte per le dimissioni della figlia, l'ingresso dell'ambulanza venuta da Udine. "Siamo rimaste molto addolorate, soprattutto per il modo in cui è stata portata via, pensavamo che accadesse più in là...lontano nel tempo - racconta la suora -. Poi così, all'improvviso, di notte, è stato tutto più tetro, ci siamo sentite impotenti, abbiamo visto una persona che esce, va al patibolo...". C'é un grande silenzio al secondo piano della casa di cura dove si trova quella che per tutti continua ad essere 'la camera di Eluana'. Una singola di due metri per tre, in fondo ad un corridoio, preceduta da una piccola anticamera, senza alcuna attrezzatura medica che la distingua dalle altre, un letto addossato al muro, un tavolino con due sedie, un armadio. Suor Rosangela, la suora misericordina che le è stata più vicina, entra ed esce continuamente come se Eluana fosse ancora li. "A Natale l'abbiamo portata in cappella per la messa - ricorda commossa suor Albina - Non aveva bisogno di niente se non del nostro amore". "L'ho salutata con un bacio - racconta ancora - e le ho detto: 'Eluana non aver paura di quello che ti succedera', ti siamo vicinì. 'E soprattutto ti e' vicino un padre - aggiunge restando un attimo in sospeso sull'ultima parola come a sottolineare che non si riferiva a Beppino Englaro -, un padre che ti accoglierà nelle sue braccia e un giorno ci ritroveremo a condividere la gioia di stare insieme". I ricordi si accavallano: la religiosa riferisce di un medico della clinica lecchese che, salutandola, le ha detto: 'Eluana tu esci da questa casa ma, stai tranquilla, perche' vai in un posto più bello e luminosò. Suor Albina ha accettato di parlare di Eluana ("e sarà l'ultima volta", ci tiene a precisare), soprattutto per lanciare un messaggio ai medici ("i nuovi operatori", li ha definiti) della casa di cura La Quiete di Udine. "Vorrei dire loro di accarezzare Eluana, di osservare il suo respiro e ascoltare i battiti del suo cuore - dice -: sono i tre elementi che li porteranno ad amarla". Con Beppino Englaro, in 14 anni, i rapporti sono sempre stati di rispetto e cortesia reciproca. Dalle parole delle religiose si intuisce, però, che l'epilogo ha lasciato dietro di sé molta amarezza. Più volte le suore Misericordine avevano detto a papà Beppino: "se considera la figlia morta la lasci a noi". E anche se lunedì notte nessuna di loro ha avuto il coraggio di fare altro che non fosse allargare le braccia rassegnate, di fonte alla determinazione dell'uomo, ora gli rivolgono un nuovo appello. "A Englaro vorrei riconfermare la nostra disponibilità - ribadisce suor Albina - Se vuole riportare Eluana da noi siamo pronti ad accoglierla, lei è sempre nostra figlia, è nel nostro cuore". Ora le suore si raccoglieranno nel silenzio. "Accogliamo l'invito del nostro cardinale Tettamanzi e torniamo nella preghiera - dice la religiosa - anche per chi sta seguendo Eluana e per chi dovrà decidere sul suo futuro, perché le loro menti siano illuminate e capiscano che Eluana non è un caso, ma una persona viva". "Vogliatele bene...- ripete ancora con la voce rotta dall'emozione mentre da Udine arrivano le notizie che il protocollo per accompagnarla alla morte potrebbe avviarsi già domani - Eluana è viva".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_876975238.html
Il padre di Eluana a Berlusconi e Napolitano: "Venite voi a vederla"
Beppino Englaro: «Su mia figlia
diffuse notizie lontane dalla realtà»
UDINE
Beppino Englaro, padre di Eluana, chiede al capo dello Stato Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi di recarsi ad Udine a verificare le condizioni della figlia, in coma da 17 anni e ora ricoverata alla clinica "La Quiete" per affrontare l’ultimo viaggio, già iniziato ieri con la sospensione graduale dell’alimentazione e della idratazione secondo il protocollo nato sulla base dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Milano.
«Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre - dice in una nota Beppino - rivolgendomi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/40783girata.asp
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RISPONDE IL CENTRO DI SOLIDARITA' CRISTIANA
Le suore che hanno assistito e curato Eluana per tanto tempo e fino all'ultimo volevano la vita per Eluana,
si regolavano in questo senso e come donne e come suore e come cristiane sono degne di fiducia.
http://groups.google.com/group/centro-di-solidarieta-cristiana?hl=it
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» 2009-02-04 20:30
Suor Albina: se vogliono riportarla qui...
dell'inviata Marisa Alagia
LECCO - Sul letto di Eluana è rimasta solo una coperta colorata, piegata. Dalle pareti della stanzetta sono stati tolti i quadri, c'é ancora un quotidiano sul tavolo, ci sono alcuni fogli. Le suore sono rientrate solo oggi nella camera dove lei ha vissuto per 14 anni, per riassettarla. Non si danno pace all'idea che non sia più lì, tra loro. "Per me è un dolore vederla vuota - mormora, guardando la stanza, suor Albina, che ha accudito per anni la donna in stato vegetativo dal 1992 e da martedì mattina ricoverata a Udine - Tutti qui l'hanno sempre assistita con passione e amore, lei era della nostra famiglia". Per Suor Albina Corti, direttrice della clinica Beato Luigi Talamoni, situata a poche centinaia di metri dal lago, il distacco da Eluana è stata una sofferenza fortissima. Le si riempiono gli occhi di lacrime quando ricorda quei drammatici 30 minuti della notte tra lunedì e martedì. L'arrivo di papà Beppino con le carte pronte per le dimissioni della figlia, l'ingresso dell'ambulanza venuta da Udine. "Siamo rimaste molto addolorate, soprattutto per il modo in cui è stata portata via, pensavamo che accadesse più in là...lontano nel tempo - racconta la suora -. Poi così, all'improvviso, di notte, è stato tutto più tetro, ci siamo sentite impotenti, abbiamo visto una persona che esce, va al patibolo...". C'é un grande silenzio al secondo piano della casa di cura dove si trova quella che per tutti continua ad essere 'la camera di Eluana'. Una singola di due metri per tre, in fondo ad un corridoio, preceduta da una piccola anticamera, senza alcuna attrezzatura medica che la distingua dalle altre, un letto addossato al muro, un tavolino con due sedie, un armadio. Suor Rosangela, la suora misericordina che le è stata più vicina, entra ed esce continuamente come se Eluana fosse ancora li. "A Natale l'abbiamo portata in cappella per la messa - ricorda commossa suor Albina - Non aveva bisogno di niente se non del nostro amore". "L'ho salutata con un bacio - racconta ancora - e le ho detto: 'Eluana non aver paura di quello che ti succedera', ti siamo vicinì. 'E soprattutto ti e' vicino un padre - aggiunge restando un attimo in sospeso sull'ultima parola come a sottolineare che non si riferiva a Beppino Englaro -, un padre che ti accoglierà nelle sue braccia e un giorno ci ritroveremo a condividere la gioia di stare insieme". I ricordi si accavallano: la religiosa riferisce di un medico della clinica lecchese che, salutandola, le ha detto: 'Eluana tu esci da questa casa ma, stai tranquilla, perche' vai in un posto più bello e luminosò. Suor Albina ha accettato di parlare di Eluana ("e sarà l'ultima volta", ci tiene a precisare), soprattutto per lanciare un messaggio ai medici ("i nuovi operatori", li ha definiti) della casa di cura La Quiete di Udine. "Vorrei dire loro di accarezzare Eluana, di osservare il suo respiro e ascoltare i battiti del suo cuore - dice -: sono i tre elementi che li porteranno ad amarla". Con Beppino Englaro, in 14 anni, i rapporti sono sempre stati di rispetto e cortesia reciproca. Dalle parole delle religiose si intuisce, però, che l'epilogo ha lasciato dietro di sé molta amarezza. Più volte le suore Misericordine avevano detto a papà Beppino: "se considera la figlia morta la lasci a noi". E anche se lunedì notte nessuna di loro ha avuto il coraggio di fare altro che non fosse allargare le braccia rassegnate, di fonte alla determinazione dell'uomo, ora gli rivolgono un nuovo appello. "A Englaro vorrei riconfermare la nostra disponibilità - ribadisce suor Albina - Se vuole riportare Eluana da noi siamo pronti ad accoglierla, lei è sempre nostra figlia, è nel nostro cuore". Ora le suore si raccoglieranno nel silenzio. "Accogliamo l'invito del nostro cardinale Tettamanzi e torniamo nella preghiera - dice la religiosa - anche per chi sta seguendo Eluana e per chi dovrà decidere sul suo futuro, perché le loro menti siano illuminate e capiscano che Eluana non è un caso, ma una persona viva". "Vogliatele bene...- ripete ancora con la voce rotta dall'emozione mentre da Udine arrivano le notizie che il protocollo per accompagnarla alla morte potrebbe avviarsi già domani - Eluana è viva".
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Eluana, Berlusconi: "Basta crudeltà Da padre non staccherei mai la spina"
il Giornale.it
n. 33 del 2009-02-07 pagina 0
Eluana, Berlusconi: "Basta crudeltà
Da padre non staccherei mai la spina"
di Redazione
Nuovo appello del premier ai medici della Clinica in cui è in cura Eluana: "Mi lascia stupito che professionisti, votati a salvare la vita, possano impegnarsi in una azione che porta alla morte". Dopo lo scontro tra Quirinale e Palazzo Chigi, Berlusconi amareggiato: "Mi aspettavo un passo indietro". Veltroni all'attacco: "Così mette in crisi le istituzioni". Schifani anticipa la convocazione del Senato a lunedì sera
Cagliari - "Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l’alimentazione e la nutrizione". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a esprimere il proprio rammarico per la situazione cui è sottoposta Eluana Englaro, il cui organismo, da questa mattina, non è nutrito.
Due culture a confronto Secondo il premier Berlusconi, sul caso di Eluana Englaro "ci sono due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita e dall’altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte; noi siamo per la vita e per la libertà". L’avvio del protocollo che da questa mattina vede la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro basta e avanza, al presidente del Consiglio, per rivendicare i requisiti "di necessità e di urgenza" del decreto che il Quirinale ieri ha dichiarato inammissibile con la lettera di Napolitano. Berlusconi ha fatto osservare che con il provvedimento "il governo ha voluto intervenire per salvare una vita e che senza questo intervento la cittadina Eluana sarebbe stata l’unica cittadina a morire". Ricordando che sul tema, comunque, "presto ci sarà una legge", il premier è intervenuto anche sulle polemiche politiche che vedono contrapporsi "due culture: "Si è aspettato 17 anni e non capisco perchè non si possa aspettare qualche giorno in più: davvero non capisco perchè tutta questa fretta".
I rapporti con il Colle Ancora freddi i rapporti con il quirinale dopo lo "sgambetto" del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri aveva fatto sapere che non avrebbe firmato il decreto del governo. "Immaginavo francamente si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo - ha commentato Berlusconi - e ciò anche in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana". "La cittadina Eluana - ha proseguito Berlusconi - sarebbe stata l’unica cittadini italiana a morire perché presto ci sarà una legge che non consentirà più l’interruzione dell’alimentazione dell’idratazione per le persone in stato vegetativo". La lettera del Quirinale arrivata ieri in cdm, ha spiegato Berlusconi, "era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro". ordinamento senza una disposizione di legge".
L'appello a Beppino Englaro "Mi sono messo nei panni di un padre e se uno dei miei figli fosse lì, vivo, e, mi dicono, con un bell’aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale, attive, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Se avessi un figlio - ha proseguito Berlusconi - con la capacità di potersi svegliare e passare dal sonno ad un’altra fase e con un cervello che trasmette ancora segnali elettrici, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Con tutti i risultati che sta avendo la scienza poi - ha concluso il premier - non me la sentirei proprio: e se venisse fuori un metodo per poterlo risvegliare?".
Schifani al lavoro per sveltire l'iter Corsa contro il tempo al Senato dopo la trasmissione del ddl sul caso di Eluana Englaro approvato dal Consiglio dei Ministri nella tarda serata di ieri. Il punto fermo iniziale dell’iter resta al momento la Conferenza dei Capigruppo convocata per lunedì alle 12. Non solo. Il numero uno di Palazzo Madama ha convocato per le ore 19.00 di lunedì 9 l’Assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedì 10.
Veltroni va all'attacco Nello scontro voluto da Berlusconi con il presidente Napolitano si nasconde, per il leader Pd Veltroni, un "tentativo" di esasperare i rapporti, arrivando ad utilizzare strumentalmente questa vicenda "per la messa in crisi di un sistema istituzionale". "Nei comportamenti e nelle parole, che ancora oggi ha detto che nella lettera del Colle c’era un’apertura all’eutanasia, c’è un tentativo di esasperazione - ha detto Veltroni a Bologna - che credo prescinda dal merito della drammatica vicenda e corrisponde ad un disegno politico, corrisponde ad un’idea delle istituzioni che noi avvertiamo", un’idea in cui la vicenda Englaro "viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi di un sistema istituzionale e come tale la denunciamo". "Sono giorni molto bui per il nostro Paese e le nostre istituzioni. È una situazione inedita, chiunque ha governato nel nostro Paese ha sempre avuto un rapporto di grande rispetto con la presidenza della Repubblica".
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n. 33 del 2009-02-07 pagina 0
Eluana, Berlusconi: "Basta crudeltà
Da padre non staccherei mai la spina"
di Redazione
Nuovo appello del premier ai medici della Clinica in cui è in cura Eluana: "Mi lascia stupito che professionisti, votati a salvare la vita, possano impegnarsi in una azione che porta alla morte". Dopo lo scontro tra Quirinale e Palazzo Chigi, Berlusconi amareggiato: "Mi aspettavo un passo indietro". Veltroni all'attacco: "Così mette in crisi le istituzioni". Schifani anticipa la convocazione del Senato a lunedì sera
Cagliari - "Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l’alimentazione e la nutrizione". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a esprimere il proprio rammarico per la situazione cui è sottoposta Eluana Englaro, il cui organismo, da questa mattina, non è nutrito.
Due culture a confronto Secondo il premier Berlusconi, sul caso di Eluana Englaro "ci sono due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita e dall’altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte; noi siamo per la vita e per la libertà". L’avvio del protocollo che da questa mattina vede la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro basta e avanza, al presidente del Consiglio, per rivendicare i requisiti "di necessità e di urgenza" del decreto che il Quirinale ieri ha dichiarato inammissibile con la lettera di Napolitano. Berlusconi ha fatto osservare che con il provvedimento "il governo ha voluto intervenire per salvare una vita e che senza questo intervento la cittadina Eluana sarebbe stata l’unica cittadina a morire". Ricordando che sul tema, comunque, "presto ci sarà una legge", il premier è intervenuto anche sulle polemiche politiche che vedono contrapporsi "due culture: "Si è aspettato 17 anni e non capisco perchè non si possa aspettare qualche giorno in più: davvero non capisco perchè tutta questa fretta".
I rapporti con il Colle Ancora freddi i rapporti con il quirinale dopo lo "sgambetto" del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri aveva fatto sapere che non avrebbe firmato il decreto del governo. "Immaginavo francamente si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo - ha commentato Berlusconi - e ciò anche in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana". "La cittadina Eluana - ha proseguito Berlusconi - sarebbe stata l’unica cittadini italiana a morire perché presto ci sarà una legge che non consentirà più l’interruzione dell’alimentazione dell’idratazione per le persone in stato vegetativo". La lettera del Quirinale arrivata ieri in cdm, ha spiegato Berlusconi, "era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro". ordinamento senza una disposizione di legge".
L'appello a Beppino Englaro "Mi sono messo nei panni di un padre e se uno dei miei figli fosse lì, vivo, e, mi dicono, con un bell’aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale, attive, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Se avessi un figlio - ha proseguito Berlusconi - con la capacità di potersi svegliare e passare dal sonno ad un’altra fase e con un cervello che trasmette ancora segnali elettrici, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Con tutti i risultati che sta avendo la scienza poi - ha concluso il premier - non me la sentirei proprio: e se venisse fuori un metodo per poterlo risvegliare?".
Schifani al lavoro per sveltire l'iter Corsa contro il tempo al Senato dopo la trasmissione del ddl sul caso di Eluana Englaro approvato dal Consiglio dei Ministri nella tarda serata di ieri. Il punto fermo iniziale dell’iter resta al momento la Conferenza dei Capigruppo convocata per lunedì alle 12. Non solo. Il numero uno di Palazzo Madama ha convocato per le ore 19.00 di lunedì 9 l’Assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedì 10.
Veltroni va all'attacco Nello scontro voluto da Berlusconi con il presidente Napolitano si nasconde, per il leader Pd Veltroni, un "tentativo" di esasperare i rapporti, arrivando ad utilizzare strumentalmente questa vicenda "per la messa in crisi di un sistema istituzionale". "Nei comportamenti e nelle parole, che ancora oggi ha detto che nella lettera del Colle c’era un’apertura all’eutanasia, c’è un tentativo di esasperazione - ha detto Veltroni a Bologna - che credo prescinda dal merito della drammatica vicenda e corrisponde ad un disegno politico, corrisponde ad un’idea delle istituzioni che noi avvertiamo", un’idea in cui la vicenda Englaro "viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi di un sistema istituzionale e come tale la denunciamo". "Sono giorni molto bui per il nostro Paese e le nostre istituzioni. È una situazione inedita, chiunque ha governato nel nostro Paese ha sempre avuto un rapporto di grande rispetto con la presidenza della Repubblica".
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Silvio: "Ho agito secondo coscienza E il Colle non ha parlato di eutanasia"
Silvio: "Ho agito secondo coscienza
E il Colle non ha parlato di eutanasia"
Udine, gli ispettori di Sacconi in clinica
L'affondo di Veltroni: "La vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Anticipata a lunedì la seduta al Senato. Pur non riferendosi direttamente al caso di Eluana, il Papa ribadisce la difesa della vita anche in condizioni di sofferenza
Roma, 7 febbraio 2009 - Silvio Berlusconi lancia un vero e proprio appello ai medici affinchè non facciano in modo che Eluana Englaro muoia. "Francamente dei professionisti come i medici sono votati a salvare la vita umana, non capisco come possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte attraverso anche delle crudeltà come quelle di privare l’organismo umano di cibo e acqua", afferma il presidente del Consiglio arrivando a Cagliari per una tappa elettorale. "Non vedo perchè ci debba essere così tanta fretta, sono veramente stupito", conclude Berlusconi.
Per Berlusconi sulla vicenda Eluana ci sono "due culture che si confrontano: da un lato la cultura della verità e della vita, dall’altro quella della cultura dello statalismo e della morte". "Noi - dice il premier arrivando a Cagliari - siamo per la cultura della vita e della libertà".
La lettera inviata dal Colle sulla vicenda di Eluana Englaro "conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". Così Berlusconi tornando sulla missiva inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al governo.
Berlusconi invita a scindere l’aspetto etico della vicenda di Eluana dall’aspetto politico riguardante il rapporto tra palazzo Chigi e la presidenza della Repubblica. "Noi - dice il premier parlando dell’approvazione del decreto legge in consiglio dei ministri - abbiamo fatto un intervento soprattutto sulla base della nostra coscienza". Tutt’altra cosa, invece, è il tema politico: "si è enfatizzato - osserva il presidente del consiglio a chi chiede se c’è una crisi istituzionale in atto -. C’è un governo - aggiunge - che stava ragionando sulla base delle proprie responsabilità riconosciutegli dalla Costituzione per vedere se c’era l’urgenza e la necessità di prendere questo provvedimento del decreto legge". Per Berlusconi quindi non c’è uno scontro con il Colle. "Se si vuole fare questa contrapposizione e vedere nel nostro gesto una volontà politica - sottolinea il Cavaliere - garantisco che non è così".
Berlusconi ha poi precisato: "Io ho solo detto - ha spiegato il premier - che in questi casi questa decisione di portare avanti la sospensione di nutrizione io penso che sia un caso di eutanasia. Non ho mai fatto riferimento - precisa Berlusconi - alla lettera di Napolitano".
VELTRONI
Secondo il leader del Pd Walter Veltroni "nelle parole e nei comportamenti di Berlusconi" che sulla vicenda di Eluana Englaro "è arrivato persino a dire che la lettera del Colle implica eutanasia" c’è "un tentativo di esasperazione che prescinde dal merito drammatico della vicenda ma corrisponde ad un disegno politico, ad un’idea delle istituzioni che noi avversiamo" e, quindi, "la drammatica vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Questa la denuncia del segretario nazionale del Pd, intervenuto all’assemblea degli amministratori in corso a Bologna. Secondo Veltroni, il comportamento del presidente del Consiglio "è un atto totale e strumentale di irresponsabilità".
IL DISEGNO DI LEGGE
Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha convocato per le ore 19 di lunedì prossimo l’assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedi’ 10. Lo rende noto un comunicato in cui si puntualizza: “Il presidente Schifani proporra’ ai capigruppo, gia’ convocati per lunedi’ alle 12, di esaminare nella seduta serale il disegno di legge sulla vicenda di Eluana Englaro, presentato ieri dal governo in Senato”.
IL PAPA
Papa Benedetto XVI fa sentire forte la sua voce a difesa della vita umana anche in condizioni di sofferenza estrema. Indica Giovanni Paolo II come “esempio luminoso” di “accettazione paziente della sofferenza” prima della morte.
”Occorre affermare con vigore - dice il Papa nel messaggio per la 17esima Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio - l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l'insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza. E' a Gesù crocifisso che dobbiamo volgere il nostro sguardo: morendo in croce Egli ha voluto condividere il dolore di tutta l'umanità”. E “nel suo soffrire per amore intravediamo una suprema compartecipazione alle pene dei piccoli malati e dei loro genitori”. Nessun riferimento diretto al caso di Eluana Englaro, la giovane in coma da 17 anni.
BAGNASCO
"Una luce si sta spegnendo, la luce di una vita. E l’Italia è più buia. Un grande vuoto aleggia, destinato ad accrescersi nei giorni che seguiranno". È quanto afferma l’arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in un editoriale pubblicato dal quotidiano "Avvenire". Una luce si sta spegnendo, afferma il cardinale "e non solo perchè Eluana non sarà più tra noi, ma perchè la cultura egemone avrà ancora una volta negato la realtà, quella del limite, la realtà del do-lore che la ragione, pur cercan-do di alleviarlo, ha sempre con-siderato parte stessa della vita".
"La realtà della sofferenza - afferma ancora Bagnasco - che la fede non esalta in sè, ma che nella cro-ce di Cristo si illumina di significato e di valore. Si percepisce la sensazione che la fiducia reci-proca venga meno perchè di fatto è venuto meno quel favor vitae, che è da sempre alla base del-e relazioni interpersonali". "Una parola tuttavia di grave preoccupazione dobbiamo dirla - spiega il Presidente dei vescovi italiani - circa la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale inaccettabile esito. Questa vicenda dolorosa, che ve-de al centro una persona che tut-ti sentiamo affettuosamente ‘nostra', ci ha resi più insicuri. Non perdiamo l’occasione per riaffermare in modo più convinto e co-rale il sì alla vita; per fare, come società, un passo decisivo ed e-semplare sulla via di un umanesi-mo reale e non parolaio. Per que-sto non possiamo tacere".
"Come si può tollerare - osserva poco prima l’arcivescovo di Genova - che passi nella mentalità co-mune una pretesa nuova necessità, e cioè il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita?".
"In verità - aggiunge più avanti Bagnasco - una domanda si affaccia insistente alla coscienza: non dare più il cibo e l’acqua ad una persona, come si deve chiamare se non omicidio? Di fronte al dramma della vita debole o ferita, l’unica risposta ragionevole e umana che traduce lo struggimento interiore che tutti prende è quella delle Suore di Lecco".
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/02/07/149890-silvio_agito_secondo_coscienza.shtml
E il Colle non ha parlato di eutanasia"
Udine, gli ispettori di Sacconi in clinica
L'affondo di Veltroni: "La vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Anticipata a lunedì la seduta al Senato. Pur non riferendosi direttamente al caso di Eluana, il Papa ribadisce la difesa della vita anche in condizioni di sofferenza
Roma, 7 febbraio 2009 - Silvio Berlusconi lancia un vero e proprio appello ai medici affinchè non facciano in modo che Eluana Englaro muoia. "Francamente dei professionisti come i medici sono votati a salvare la vita umana, non capisco come possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte attraverso anche delle crudeltà come quelle di privare l’organismo umano di cibo e acqua", afferma il presidente del Consiglio arrivando a Cagliari per una tappa elettorale. "Non vedo perchè ci debba essere così tanta fretta, sono veramente stupito", conclude Berlusconi.
Per Berlusconi sulla vicenda Eluana ci sono "due culture che si confrontano: da un lato la cultura della verità e della vita, dall’altro quella della cultura dello statalismo e della morte". "Noi - dice il premier arrivando a Cagliari - siamo per la cultura della vita e della libertà".
La lettera inviata dal Colle sulla vicenda di Eluana Englaro "conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". Così Berlusconi tornando sulla missiva inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al governo.
Berlusconi invita a scindere l’aspetto etico della vicenda di Eluana dall’aspetto politico riguardante il rapporto tra palazzo Chigi e la presidenza della Repubblica. "Noi - dice il premier parlando dell’approvazione del decreto legge in consiglio dei ministri - abbiamo fatto un intervento soprattutto sulla base della nostra coscienza". Tutt’altra cosa, invece, è il tema politico: "si è enfatizzato - osserva il presidente del consiglio a chi chiede se c’è una crisi istituzionale in atto -. C’è un governo - aggiunge - che stava ragionando sulla base delle proprie responsabilità riconosciutegli dalla Costituzione per vedere se c’era l’urgenza e la necessità di prendere questo provvedimento del decreto legge". Per Berlusconi quindi non c’è uno scontro con il Colle. "Se si vuole fare questa contrapposizione e vedere nel nostro gesto una volontà politica - sottolinea il Cavaliere - garantisco che non è così".
Berlusconi ha poi precisato: "Io ho solo detto - ha spiegato il premier - che in questi casi questa decisione di portare avanti la sospensione di nutrizione io penso che sia un caso di eutanasia. Non ho mai fatto riferimento - precisa Berlusconi - alla lettera di Napolitano".
VELTRONI
Secondo il leader del Pd Walter Veltroni "nelle parole e nei comportamenti di Berlusconi" che sulla vicenda di Eluana Englaro "è arrivato persino a dire che la lettera del Colle implica eutanasia" c’è "un tentativo di esasperazione che prescinde dal merito drammatico della vicenda ma corrisponde ad un disegno politico, ad un’idea delle istituzioni che noi avversiamo" e, quindi, "la drammatica vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Questa la denuncia del segretario nazionale del Pd, intervenuto all’assemblea degli amministratori in corso a Bologna. Secondo Veltroni, il comportamento del presidente del Consiglio "è un atto totale e strumentale di irresponsabilità".
IL DISEGNO DI LEGGE
Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha convocato per le ore 19 di lunedì prossimo l’assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedi’ 10. Lo rende noto un comunicato in cui si puntualizza: “Il presidente Schifani proporra’ ai capigruppo, gia’ convocati per lunedi’ alle 12, di esaminare nella seduta serale il disegno di legge sulla vicenda di Eluana Englaro, presentato ieri dal governo in Senato”.
IL PAPA
Papa Benedetto XVI fa sentire forte la sua voce a difesa della vita umana anche in condizioni di sofferenza estrema. Indica Giovanni Paolo II come “esempio luminoso” di “accettazione paziente della sofferenza” prima della morte.
”Occorre affermare con vigore - dice il Papa nel messaggio per la 17esima Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio - l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l'insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza. E' a Gesù crocifisso che dobbiamo volgere il nostro sguardo: morendo in croce Egli ha voluto condividere il dolore di tutta l'umanità”. E “nel suo soffrire per amore intravediamo una suprema compartecipazione alle pene dei piccoli malati e dei loro genitori”. Nessun riferimento diretto al caso di Eluana Englaro, la giovane in coma da 17 anni.
BAGNASCO
"Una luce si sta spegnendo, la luce di una vita. E l’Italia è più buia. Un grande vuoto aleggia, destinato ad accrescersi nei giorni che seguiranno". È quanto afferma l’arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in un editoriale pubblicato dal quotidiano "Avvenire". Una luce si sta spegnendo, afferma il cardinale "e non solo perchè Eluana non sarà più tra noi, ma perchè la cultura egemone avrà ancora una volta negato la realtà, quella del limite, la realtà del do-lore che la ragione, pur cercan-do di alleviarlo, ha sempre con-siderato parte stessa della vita".
"La realtà della sofferenza - afferma ancora Bagnasco - che la fede non esalta in sè, ma che nella cro-ce di Cristo si illumina di significato e di valore. Si percepisce la sensazione che la fiducia reci-proca venga meno perchè di fatto è venuto meno quel favor vitae, che è da sempre alla base del-e relazioni interpersonali". "Una parola tuttavia di grave preoccupazione dobbiamo dirla - spiega il Presidente dei vescovi italiani - circa la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale inaccettabile esito. Questa vicenda dolorosa, che ve-de al centro una persona che tut-ti sentiamo affettuosamente ‘nostra', ci ha resi più insicuri. Non perdiamo l’occasione per riaffermare in modo più convinto e co-rale il sì alla vita; per fare, come società, un passo decisivo ed e-semplare sulla via di un umanesi-mo reale e non parolaio. Per que-sto non possiamo tacere".
"Come si può tollerare - osserva poco prima l’arcivescovo di Genova - che passi nella mentalità co-mune una pretesa nuova necessità, e cioè il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita?".
"In verità - aggiunge più avanti Bagnasco - una domanda si affaccia insistente alla coscienza: non dare più il cibo e l’acqua ad una persona, come si deve chiamare se non omicidio? Di fronte al dramma della vita debole o ferita, l’unica risposta ragionevole e umana che traduce lo struggimento interiore che tutti prende è quella delle Suore di Lecco".
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/02/07/149890-silvio_agito_secondo_coscienza.shtml
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venerdì 6 febbraio 2009
Udine iniziata la diminuzione dell'alimentazione. Beppino Englaro: un tormento senza fine
Udine iniziata la diminuzione dell'alimentazione. Beppino Englaro: un tormento senza fine
Eluana Englaro
Vedi anche ~ Su Facebook ferve il dibattito sulla sorte di Eluana
"Non posso che restare in silenzio". Beppino Englaro, dopo gli sviluppi della vicenda che riguarda la figlia in coma da 17 anni, ribadisce ancora una volta la
volonta' di non commentare, piu' volte ripetuta nelle ultime settimane. L'uomo non nasconde comunque il suo dolore per la situazione che ha definito nei giorni scorsi un "tormento senza fine".
Alla casa di riposto 'La Quiete' di Udine, dove da martedi' si trova ricoverata Eluana Englaro, e' partita la "fase due" del protocollo che prevede la progressiva diminuzione dell'idratazione e dell'alimentazione che tengono in vita la donna. Lo si e' appreso in ambienti della stessa struttura assistenziale friulana e della famiglia Englaro.
Poco dopo le 7 di questa mattina, il dottor Amato De Monte, il primario di rianimazione incaricato di attuare il protocollo previsto dal decreto della Corte d'Appello di Milano, e' entrato alla Quiete uscendovi dopo un'ora circa.
Secondo la presidente della struttura, Ines Domenicali, che non ha piu' "in carico" Eluana, "tutto procede secondo il protocollo". Anche Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, da questa mattina si e' passati alla fase due
del protocollo. "Tutto procede come previsto", ha detto.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105276
Eluana Englaro
Vedi anche ~ Su Facebook ferve il dibattito sulla sorte di Eluana
"Non posso che restare in silenzio". Beppino Englaro, dopo gli sviluppi della vicenda che riguarda la figlia in coma da 17 anni, ribadisce ancora una volta la
volonta' di non commentare, piu' volte ripetuta nelle ultime settimane. L'uomo non nasconde comunque il suo dolore per la situazione che ha definito nei giorni scorsi un "tormento senza fine".
Alla casa di riposto 'La Quiete' di Udine, dove da martedi' si trova ricoverata Eluana Englaro, e' partita la "fase due" del protocollo che prevede la progressiva diminuzione dell'idratazione e dell'alimentazione che tengono in vita la donna. Lo si e' appreso in ambienti della stessa struttura assistenziale friulana e della famiglia Englaro.
Poco dopo le 7 di questa mattina, il dottor Amato De Monte, il primario di rianimazione incaricato di attuare il protocollo previsto dal decreto della Corte d'Appello di Milano, e' entrato alla Quiete uscendovi dopo un'ora circa.
Secondo la presidente della struttura, Ines Domenicali, che non ha piu' "in carico" Eluana, "tutto procede secondo il protocollo". Anche Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, da questa mattina si e' passati alla fase due
del protocollo. "Tutto procede come previsto", ha detto.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105276
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Eluana: niente sequestro della stanza, no del Colle al decreto

Eluana: niente sequestro della stanza, no del Colle al decreto
Roma, 6 feb (Velino) - Tramonta la strada di un provvedimento d’urgenza del governo per Eluana. Il Quirinale ha rafforzato l'orientamento negativo sull'ipotesi di un decreto legge. Dopo i contatti informali di questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe spiegato le motivazioni in una missiva inviata al governo peropnto a valutare l'ipotesi di un intervento durante il Cdm incorso a Palazzo Chigi. Il Colle non ritiene dunque attuabile la strada del decreto legge per evitare che vengano sospese alimentazione e idratazione alla donna in coma da 17 anni e che la famiglia vorrebbe terminasse la propria esistenza terrena. Proprio oggi, nella clinica la Quiete di Udine, è fissato l’inizio della fase due del protocollo che dovrà accompagnare Eluana alla morte, con la progressiva riduzione della somministrazione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nessuna conferma ufficiale arriva sull’avvio o meno di questa procedura, anche se gli avvocati Franca Alessio curatrice di Eluana, e Giuseppe Campeis legale della famiglia Englaro, hanno riferito che il protocollo sta andando avanti.
Sembra essersi chiusa anche la strada di un intervento della magistratura. “Le indagini della Procura di Udine sul caso Eluana Englaro riguardano unicamente il contenuto degli esposti e delle denunce pervenute a questo ufficio. In particolare si fa presente che le indagini non riguardano, per elementare obiettività, i contenuti di quanto già pronunciato dalla Corte d'Appello di Milano e dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione”. Così il procuratore della Repubblica Antonio Biancardi, in una nota, ha commentato alcune notizie sulle indagini svolte a seguito dell’apertura di un fascicolo sul caso Englaro, escludendo anche la possibilità di un sequestro preventivo della stanza dove la donna è ricoverata. Confermate così le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, che in precedenza aveva fatto sapere che la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda precisando "che al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza. La magistratura del Distretto - aveva aggiunto Deidda - è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato". La procura friulana ha aperto un fascicolo dopo aver ricevuto numerosi esposti ma non attuerà alcuna iniziativa per eludere o ritardare l’attuazione delle sentenze che di fatto autorizzano la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana, come richiesto dalla famiglia.
(red/riv) 6 feb 2009 13:21
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=762667
Eluana, il governo vara il decreto
Eluana, il governo vara il decreto
Roma, 6 feb (Velino) - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Il testo è quello elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e recepisce le osservazioni fatte a titolo personale dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. La decisione del governo arriva al termine di una mattinata in cui si è diffusa la notizia di una lettera del Colle per motivare le ragioni dell'orientamento negativo sull'ipotesi di un intervento d’urgenza. Dopo i contatti informali di questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe inviato la missiva all’esecutivo spiegando perché non ritiene attuabile la strada del decreto legge per evitare che vengano sospese alimentazione e idratazione alla donna in coma da 17 anni e che la famiglia vorrebbe terminasse la propria esistenza terrena. Proprio oggi, nella clinica la Quiete di Udine, è fissato l’inizio della fase due del protocollo che dovrà accompagnare Eluana alla morte, con la progressiva riduzione della somministrazione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nessuna conferma ufficiale arriva sull’avvio o meno di questa procedura, anche se gli avvocati Franca Alessio curatrice di Eluana, e Giuseppe Campeis legale della famiglia Englaro, hanno riferito che il protocollo sta andando avanti.
Sembra essersi chiusa anche la strada di un intervento della magistratura. “Le indagini della Procura di Udine sul caso Eluana Englaro riguardano unicamente il contenuto degli esposti e delle denunce pervenute a questo ufficio. In particolare si fa presente che le indagini non riguardano, per elementare obiettività, i contenuti di quanto già pronunciato dalla Corte d'Appello di Milano e dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione”. Così il procuratore della Repubblica Antonio Biancardi, in una nota, ha commentato alcune notizie sulle indagini svolte a seguito dell’apertura di un fascicolo sul caso Englaro, escludendo anche la possibilità di un sequestro preventivo della stanza dove la donna è ricoverata. Confermate così le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, che in precedenza aveva fatto sapere che la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda precisando "che al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza. La magistratura del Distretto - aveva aggiunto Deidda - è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato". La procura friulana ha aperto un fascicolo dopo aver ricevuto numerosi esposti ma non attuerà alcuna iniziativa per eludere o ritardare l’attuazione delle sentenze che di fatto autorizzano la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana, come richiesto dalla famiglia.
(Remo Urbino) 6 feb 2009 14:36
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=762761
Roma, 6 feb (Velino) - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Il testo è quello elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e recepisce le osservazioni fatte a titolo personale dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. La decisione del governo arriva al termine di una mattinata in cui si è diffusa la notizia di una lettera del Colle per motivare le ragioni dell'orientamento negativo sull'ipotesi di un intervento d’urgenza. Dopo i contatti informali di questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe inviato la missiva all’esecutivo spiegando perché non ritiene attuabile la strada del decreto legge per evitare che vengano sospese alimentazione e idratazione alla donna in coma da 17 anni e che la famiglia vorrebbe terminasse la propria esistenza terrena. Proprio oggi, nella clinica la Quiete di Udine, è fissato l’inizio della fase due del protocollo che dovrà accompagnare Eluana alla morte, con la progressiva riduzione della somministrazione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nessuna conferma ufficiale arriva sull’avvio o meno di questa procedura, anche se gli avvocati Franca Alessio curatrice di Eluana, e Giuseppe Campeis legale della famiglia Englaro, hanno riferito che il protocollo sta andando avanti.
Sembra essersi chiusa anche la strada di un intervento della magistratura. “Le indagini della Procura di Udine sul caso Eluana Englaro riguardano unicamente il contenuto degli esposti e delle denunce pervenute a questo ufficio. In particolare si fa presente che le indagini non riguardano, per elementare obiettività, i contenuti di quanto già pronunciato dalla Corte d'Appello di Milano e dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione”. Così il procuratore della Repubblica Antonio Biancardi, in una nota, ha commentato alcune notizie sulle indagini svolte a seguito dell’apertura di un fascicolo sul caso Englaro, escludendo anche la possibilità di un sequestro preventivo della stanza dove la donna è ricoverata. Confermate così le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, che in precedenza aveva fatto sapere che la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda precisando "che al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza. La magistratura del Distretto - aveva aggiunto Deidda - è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato". La procura friulana ha aperto un fascicolo dopo aver ricevuto numerosi esposti ma non attuerà alcuna iniziativa per eludere o ritardare l’attuazione delle sentenze che di fatto autorizzano la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana, come richiesto dalla famiglia.
(Remo Urbino) 6 feb 2009 14:36
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=762761
Eluana/ Stop dell'alimentazione. Verso il no al decreto legge

Eluana/ Stop dell'alimentazione. Verso il no al decreto legge
Venerdí 06.02.2009 11:45
Parte oggi l'interruzione dell'alimentazione per Eluana. Il protocollo è partito alle 6 di questa mattina. Il sondino è stato staccato. Nella clinica "la Quiete" di Udine nessuno stop alla procedura di interruzione graduale dell'alimentazione e dell'idratazione per Eluana Englaro. Da questo momento chi cerca di bloccare la dolce morte per la donna in coma vegetativo da 18 anni, ha 48 ore di tempo. Poi tutto sarà irreversibile.
NAPOLITANO: "NON FIRMERò IL DL" - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo quanto apprende l'Agi, da fonti parlamentari della maggioranza, ha inviato una lettera al governo spiegando le motivazioni per cui ritiene ancora non attuabile la strada del decreto legge sulla vicenda di Eluana Englaro. Sempre secondo quanto si apprende il premier Silvio Berlusconi ancora questa mattina avrebbe manifestato l'intenzione di intervenire con un decreto. La nuova bozza - riformulata dal ministero del Welfare e contenente i rilievi del costituzionalista Onida - sarebbe stata sottoposta al vaglio del Colle. La Presidenza della Repubblica - riferiscono ancora le stesse fonti - avrebbe chiesto tempo per verificare il contenuto del decreto invitando l'esecutivo a discutere della vicenda soltanto nella parte finale del Consiglio dei Ministri. Poi la missiva e quindi il parere negativo.
Ma già stamattina fonti di Palazzo Chigi avevano spiegato ad Affaritaliani.it che il governo - e soprattutto il presidente del Consiglio - non intendono aprire un conflitto istituzionale con la presidenza della Repubblica, dopo i dubbi trapelati nella serata di ieri dal Quirinale. E' probabile che vengano vagliate altre soluzioni, come un disegno di legge sul testamento biologico, ma che non avranno effetto sul caso di Eluana.
"L'alimentazione e l'idratazione - si legge nella bozza del decreto legge -, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". "Una scelta costituzionalmente abnorme", l'hanno definita i legali della famiglia, mentre il ministro della Salute alza ulteriormente il tiro e parla di "volontà presunta" della ragazza. Ma subito sono arrivati i dubbi del presidente Napolitano e di Fini che si direbbero contrario alla firma del decreto sul testamento biologico.
http://www.affaritaliani.it/cronache/eluana-viaprocedura48oremorte60209_1.html
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giovedì 5 febbraio 2009
Eluana, il padre: "Abnorme un decreto"-Sacconi: "No morte, volontà presunta"
il Giornale.it
n. 31 del 2009-02-05 pagina 0
Eluana, il padre: "Abnorme un decreto"
Sacconi: "No morte, volontà presunta"
di Redazione
Pronta la bozza del decreto: "L’alimentazione e l’idratazione non possonoessere rifiutate o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Roccella: "C'è urgenza". Ma i legali della famiglia Englaro protestano. Intanto il pm di Udine apre un fascicolo per verificare l’effettiva volontà della ragazza
Udine - Il procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, apre un fascicolo per verificare, raccogliendo testimonianze di parenti e amici, l’effettiva volontà di Eluana Englaro a non voler vivere in stato vegetativo, così come sempre ribadito dal padre Beppino Englaro. Intanto, a Roma, Palazzo Chigi si sta muovendo per presentare un decreto che regolamenti il testamento biologico. La bozza è già pronta. Immediata, però, la risposta dei legali dela famiglia Englaro: "Abnorme l'uso della decretazione d'urgenza".
L'indagine della procura di Udine Le indagini sulle testimonianze di amici e parenti - da quanto si è riusciti a sapere finora - dovrebbero far parte di quelle annunciate stamani dal Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, e dovrebbero affiancarne altre, fra le quali quelle relative al protocollo firmato nei giorni scorsi dalla casa di riposo 'La Quiete', dall’Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e dall’associazione 'Per Eluana' per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna in coma da 17 anni. Nei giorni scorsi da più parti sono stati sollevati dubbi sull’effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell’incidente nel quale rimase ferita, ma non si è finora riusciti a sapere quali sono gli elementi in base ai quali la Procura friulana ha deciso di avviare indagini sulla volontà di Eluana.
La bozza del decreto Sarebbe alle ultime valutazione una bozza di decreto per sospendere l’attuazione della sentenza della corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro. La decisione finale spetterà comunque al presidente del consuiglio Silvio Berlusconi. "L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze - si legge nella bozza del governo - non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Il provvedimento contiene un solo articolo dal titolo: "Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione". "In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita - recita il testo - l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".
La protesta dei legali È una "ipotesi costituzionalmente abnorme, mai verificatasi nell’Italia repubblicana", il ricorso da parte del governo di un decreto che anticipi il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali nei pazienti in stato vegetativo. Il professor Vittorio Angiolini e l’avvocato Giuseppe Campeis, legali della famiglia Englaro, parlano di "ipotesi costituzionalmente abnorme" sottolineando che "ci sono poi, gli aspetti umani e medici della vicenda, la quale tra l’altro riguarda un trattamento sanitario in corso ed il perdurare dell’invasione di mani altrui sul corpo di una giovane donna". Secondo gli avvocati, si tratta di una "invasione di mani altrui che dura da 17 anni per forzare artificialmente una persona a vivere, purtroppo solo dal punto di vista biologico, contro i suoi personali convincimenti, che sono accertati ed il cui accertamento, compiuto in sede giudiziaria con ogni garanzia, non può essere rovesciato nelle piazze".
Sacconi: "Non muoia per volontà presunta" Secondo il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sarebbe "paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta, dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita". "È inevitabile che un orientamento nel segno della cautela conduca, tra la vita e la morte, alla scelta della vita", ha continuato Sacconi sottolineando come in queste ore "coloro che hanno la responsabilità del bene comune sono chiamati a decisioni alte e difficili, perchè riguardano il senso della vita e il suo confine con la morte".
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© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=326493
n. 31 del 2009-02-05 pagina 0
Eluana, il padre: "Abnorme un decreto"
Sacconi: "No morte, volontà presunta"
di Redazione
Pronta la bozza del decreto: "L’alimentazione e l’idratazione non possonoessere rifiutate o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Roccella: "C'è urgenza". Ma i legali della famiglia Englaro protestano. Intanto il pm di Udine apre un fascicolo per verificare l’effettiva volontà della ragazza
Udine - Il procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, apre un fascicolo per verificare, raccogliendo testimonianze di parenti e amici, l’effettiva volontà di Eluana Englaro a non voler vivere in stato vegetativo, così come sempre ribadito dal padre Beppino Englaro. Intanto, a Roma, Palazzo Chigi si sta muovendo per presentare un decreto che regolamenti il testamento biologico. La bozza è già pronta. Immediata, però, la risposta dei legali dela famiglia Englaro: "Abnorme l'uso della decretazione d'urgenza".
L'indagine della procura di Udine Le indagini sulle testimonianze di amici e parenti - da quanto si è riusciti a sapere finora - dovrebbero far parte di quelle annunciate stamani dal Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, e dovrebbero affiancarne altre, fra le quali quelle relative al protocollo firmato nei giorni scorsi dalla casa di riposo 'La Quiete', dall’Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e dall’associazione 'Per Eluana' per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna in coma da 17 anni. Nei giorni scorsi da più parti sono stati sollevati dubbi sull’effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell’incidente nel quale rimase ferita, ma non si è finora riusciti a sapere quali sono gli elementi in base ai quali la Procura friulana ha deciso di avviare indagini sulla volontà di Eluana.
La bozza del decreto Sarebbe alle ultime valutazione una bozza di decreto per sospendere l’attuazione della sentenza della corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro. La decisione finale spetterà comunque al presidente del consuiglio Silvio Berlusconi. "L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze - si legge nella bozza del governo - non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Il provvedimento contiene un solo articolo dal titolo: "Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione". "In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita - recita il testo - l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".
La protesta dei legali È una "ipotesi costituzionalmente abnorme, mai verificatasi nell’Italia repubblicana", il ricorso da parte del governo di un decreto che anticipi il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali nei pazienti in stato vegetativo. Il professor Vittorio Angiolini e l’avvocato Giuseppe Campeis, legali della famiglia Englaro, parlano di "ipotesi costituzionalmente abnorme" sottolineando che "ci sono poi, gli aspetti umani e medici della vicenda, la quale tra l’altro riguarda un trattamento sanitario in corso ed il perdurare dell’invasione di mani altrui sul corpo di una giovane donna". Secondo gli avvocati, si tratta di una "invasione di mani altrui che dura da 17 anni per forzare artificialmente una persona a vivere, purtroppo solo dal punto di vista biologico, contro i suoi personali convincimenti, che sono accertati ed il cui accertamento, compiuto in sede giudiziaria con ogni garanzia, non può essere rovesciato nelle piazze".
Sacconi: "Non muoia per volontà presunta" Secondo il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sarebbe "paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta, dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita". "È inevitabile che un orientamento nel segno della cautela conduca, tra la vita e la morte, alla scelta della vita", ha continuato Sacconi sottolineando come in queste ore "coloro che hanno la responsabilità del bene comune sono chiamati a decisioni alte e difficili, perchè riguardano il senso della vita e il suo confine con la morte".
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Il governo vuol salvare Eluana per decreto
Il governo vuol salvare Eluana per decreto
Cristiana Vivenzio
5 Febbraio 2009
Il tempo stringe. Oramai è questione di ore. Da domani i medici dell’équipe che hanno accettato di dare esecuzione alla sentenza della Cassazione che riguarda Eluana darà il via alla riduzione dell’alimentazione, e da allora basteranno quattro giorni di fame perché i danni procurati alla giovane donna in stato vegetativo siano irreparabili. Quattro giorni sono pochi, pochissimi per intervenire, anche se il Governo – come ha detto ieri sera Silvio Berlusconi – “ci sta lavorando” e anche se la procura friulana ha dichiarato proprio oggi che intende verificare le testimonianze di amici e parenti sui reali desideri espressi dalla giovane donna di Lecco, perché dagli esposti inviati in questi giorni a Polizia, Carabinieri e alla Procura stessa del capoluogo friulano si capisce che c’è qualcosa che non convince e quel qualcosa riguarda l’intero impianto fondativo che ha dato corpo alla sentenza dei giudici milanesi: quale fosse l'effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell'incidente nel quale rimase ferita.
Se i giudici friulani dovessero accertare che in nessun caso Eluana avrebbe voluto morire così, allora sì che tutta la storia di questi ultimi mesi, dalla pronuncia della sentenza a oggi, apparirebbe ciò che agli occhi di molti è apparsa da sempre: un atto di forza dei giudici nei confronti del parlamento. E non solo.
Forzatura per forzatura, anche il governo ha deciso di intervenire. Quando, non si sa ancora, dato che tra le questioni all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si terrà domani mattina Eluana non c’è. Il come invece è chiaro: l’ipotesi più efficace sarebbe quella di un decreto legge. Alla base della decisione la convinzione, espressa dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, e dall'assessore alla Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, che la casa di cura in cui è ricoverata Eluana, la Quiete (casa di cura che avrebbe chiesto un'autorizzazione ufficiale proprio alla Regione Friuli), non sia idonea all'attuazione del decreto dei giudici milanesi e che Eluana non può essere affidata e «presa in carico» dall'Associazione «Per Eluana» (composta dall'anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per interrompere l'alimentazione e l'idratazione della donna. “In base alla regolamentazione regionale e dello stesso Servizio sanitario nazionale, infatti, per ogni paziente deve essere previsto un Piano assistenziale individualizzato (Pai) che non può prevedere trattamenti non in coerenza con le finalità del Servizio sanitario nazionale”, dichiara la Roccella e “non è possibile che la Clinica consegni a terzi la paziente o che offra cure per cui non è attrezzata”.
Il testo del decreto, secondo una anticipazione dell'Ansa, dovrebbe contenere un solo articolo dal titolo: ''Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione''. In pratica si sostiene che ''in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vital'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi''.
Ma se il decreto dovesse essere approvato dal governo la questione si complicherebbe. E non poco. Un intervento del governo, infatti - come ha dichiarato stamane anche l’avvocato degli Englaro - bloccherebbe l’esecuzione della sentenza, poiché – ha detto Campeis - “non si può far commettere un reato ai medici” e aprirebbe un vulnus profondissimo sul piano istituzionale. L’ultima parola, infatti, non spetterebbe né al governo né al parlamento ma al presidente della Repubblica. È lui, infatti che dovrebbe firmare (o non firmare) il decreto, assumendosi la responsabilità piena e ultima di decidere delle sorti di Eluana. Tutto da definire, dunque. E non è escluso che proprio la delicata posizione in cui si verrebbe a trovare il presidente della Repubblica nel caso in cui l’esecutivo decida di decretare d’urgenza, induca alla fine il governo a pensare che il sacrificio di Eluana è un prezzo istituzionale, alto, altissimo, ma necessario, da pagare.
http://www.loccidentale.it/articolo/il+governo+pensa+a+salvare+eluana+per+decreto+ma+l'ultima+parola+spetta+a+napolitano.0065799
Cristiana Vivenzio
5 Febbraio 2009
Il tempo stringe. Oramai è questione di ore. Da domani i medici dell’équipe che hanno accettato di dare esecuzione alla sentenza della Cassazione che riguarda Eluana darà il via alla riduzione dell’alimentazione, e da allora basteranno quattro giorni di fame perché i danni procurati alla giovane donna in stato vegetativo siano irreparabili. Quattro giorni sono pochi, pochissimi per intervenire, anche se il Governo – come ha detto ieri sera Silvio Berlusconi – “ci sta lavorando” e anche se la procura friulana ha dichiarato proprio oggi che intende verificare le testimonianze di amici e parenti sui reali desideri espressi dalla giovane donna di Lecco, perché dagli esposti inviati in questi giorni a Polizia, Carabinieri e alla Procura stessa del capoluogo friulano si capisce che c’è qualcosa che non convince e quel qualcosa riguarda l’intero impianto fondativo che ha dato corpo alla sentenza dei giudici milanesi: quale fosse l'effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell'incidente nel quale rimase ferita.
Se i giudici friulani dovessero accertare che in nessun caso Eluana avrebbe voluto morire così, allora sì che tutta la storia di questi ultimi mesi, dalla pronuncia della sentenza a oggi, apparirebbe ciò che agli occhi di molti è apparsa da sempre: un atto di forza dei giudici nei confronti del parlamento. E non solo.
Forzatura per forzatura, anche il governo ha deciso di intervenire. Quando, non si sa ancora, dato che tra le questioni all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si terrà domani mattina Eluana non c’è. Il come invece è chiaro: l’ipotesi più efficace sarebbe quella di un decreto legge. Alla base della decisione la convinzione, espressa dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, e dall'assessore alla Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, che la casa di cura in cui è ricoverata Eluana, la Quiete (casa di cura che avrebbe chiesto un'autorizzazione ufficiale proprio alla Regione Friuli), non sia idonea all'attuazione del decreto dei giudici milanesi e che Eluana non può essere affidata e «presa in carico» dall'Associazione «Per Eluana» (composta dall'anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per interrompere l'alimentazione e l'idratazione della donna. “In base alla regolamentazione regionale e dello stesso Servizio sanitario nazionale, infatti, per ogni paziente deve essere previsto un Piano assistenziale individualizzato (Pai) che non può prevedere trattamenti non in coerenza con le finalità del Servizio sanitario nazionale”, dichiara la Roccella e “non è possibile che la Clinica consegni a terzi la paziente o che offra cure per cui non è attrezzata”.
Il testo del decreto, secondo una anticipazione dell'Ansa, dovrebbe contenere un solo articolo dal titolo: ''Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione''. In pratica si sostiene che ''in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vital'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi''.
Ma se il decreto dovesse essere approvato dal governo la questione si complicherebbe. E non poco. Un intervento del governo, infatti - come ha dichiarato stamane anche l’avvocato degli Englaro - bloccherebbe l’esecuzione della sentenza, poiché – ha detto Campeis - “non si può far commettere un reato ai medici” e aprirebbe un vulnus profondissimo sul piano istituzionale. L’ultima parola, infatti, non spetterebbe né al governo né al parlamento ma al presidente della Repubblica. È lui, infatti che dovrebbe firmare (o non firmare) il decreto, assumendosi la responsabilità piena e ultima di decidere delle sorti di Eluana. Tutto da definire, dunque. E non è escluso che proprio la delicata posizione in cui si verrebbe a trovare il presidente della Repubblica nel caso in cui l’esecutivo decida di decretare d’urgenza, induca alla fine il governo a pensare che il sacrificio di Eluana è un prezzo istituzionale, alto, altissimo, ma necessario, da pagare.
http://www.loccidentale.it/articolo/il+governo+pensa+a+salvare+eluana+per+decreto+ma+l'ultima+parola+spetta+a+napolitano.0065799
ELUANA QUALCHE SPERANZA
Eluana, resta ipotesi del decreto
Governo non esclude blocco sentenza
L'ipotesi di un decreto d'urgenza per bloccare l'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano che autorizza la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro non sarebbe esclusa. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza. Nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato un incontro politico per fare il punto della situazione. La clinica La Quiete di Udine ha confermato la volontà di procedere con l'attuazione del protocollo.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440608.shtml
Berlusconi: "Lavoriamo per intervenire"
Bagnasco: "Italia verso l'eutanasia"
Il governo potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. Botta e risposta tra la clinica 'La Quiete' e l'assessore alla Salute del Friuli. Il sottosegretario Roccella: “Inapplicabile la sentenza della Corte d’appello di Milano". L'affondo del ministro Sacconi: "Valutiamo l'idoneità della clinica"
Udine, 4 febbraio 2009 - "Stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione". Così Silvio Berlusconi ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro. Il premier ha anche confermato che si potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto.
IL BOTTA E RISPOSTA
Eluana Englaro non può essere affidata e ‘presa in carico’ dall’Associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna. E’ questa la posizione espressa dall’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro svoltosi a Roma con Kosic. Pronta la replica della casa di risposo ‘La Quiete’ di Udine, che ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia ‘’di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano’’.
Partira’ da domani o venerdi’ la progressiva riduzione dei nutrienti. Lo ha detto il neurologo che segue Eluana Englaro, Carlo Alberto Defanti. ‘’Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni’’.
L'ALTOLA' DAL MINISTERO
Nella casa di cura “La Quiete” di Udine, dovrebbe concludersi l’odissea di Eluana Englaro che dura ormai da diciassette anni. Nella struttura sanitaria si dovrebbe dare corso alla sentenza che autorizza il padre della donna in stato vegetativo permanente a interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata che la tengono in vita.
Dal ministero del Welfare però arriva un nuovo altolà, espresso dal sottosegretario Eugenia Roccella che ha ribadito di ritenere inapplicabile la sentenza della Corte d’Appello di Milano all’interno del Servizio sanitario nazionale e ha parlato di “un protocollo di morte”. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi ha definito la sospensione dell’alimentazione di Eluana come un passo verso l’eutanasia.
Nel frattempo Beppino Englaro dice che non parlerà più fino alla conclusione della vicenda e l’avvocato della famiglia chiede, una volta di più, riservatezza sulla vicenda. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato ‘una discussione pacata in Parlamento sul testamento biologico, che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia’. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini richiama al ‘dovere di rispetto’ per la famiglia di Eluana Englaro, sottolineando come personalmente egli non abbia ‘certezze ma solo dubbi’ sulla fine della vita.
BAGNASCO
La vicenda di Eluana Englaro rappresenta una “grave deriva eutanasica” che “se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Sat2000. ”E’ un momento molto grave e triste della storia del nostro paese - dice Bagnasco - perchè vede uno scivolamento, speriamo non irreversibile, in questa vicenda di Eluana e di coloro che le sono attorno. Siamo molto preoccupati perchè una deriva eutanasica di questo tipo, se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tute le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perchè il grado di cultura di una civiltà, di un popolo è segnato anche - forse in primo luogo - dalla capacità di accogliere nel modo più bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto”, conclude.
SACCONI NON SI RASSEGNA
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica ‘La Quietè di Udine e le modalità del ricovero della giovane in stato vegetativo per il suo ‘ultimo viaggiò.
"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai, «perchè lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento». E ha aggiunto: «Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo".
CAMPANE A MORTO
Intanto a San Marino-Montefeltro, il vescovo monsignor Luigi Negri dichiara: "Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica, a partire da oggi e per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo". In un messaggio chiede "a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria"
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/04/149062-berlusconi_lavoriamo_intervenire.shtml
Governo non esclude blocco sentenza
L'ipotesi di un decreto d'urgenza per bloccare l'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano che autorizza la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro non sarebbe esclusa. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza. Nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato un incontro politico per fare il punto della situazione. La clinica La Quiete di Udine ha confermato la volontà di procedere con l'attuazione del protocollo.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440608.shtml
Berlusconi: "Lavoriamo per intervenire"
Bagnasco: "Italia verso l'eutanasia"
Il governo potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. Botta e risposta tra la clinica 'La Quiete' e l'assessore alla Salute del Friuli. Il sottosegretario Roccella: “Inapplicabile la sentenza della Corte d’appello di Milano". L'affondo del ministro Sacconi: "Valutiamo l'idoneità della clinica"
Udine, 4 febbraio 2009 - "Stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione". Così Silvio Berlusconi ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro. Il premier ha anche confermato che si potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto.
IL BOTTA E RISPOSTA
Eluana Englaro non può essere affidata e ‘presa in carico’ dall’Associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna. E’ questa la posizione espressa dall’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro svoltosi a Roma con Kosic. Pronta la replica della casa di risposo ‘La Quiete’ di Udine, che ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia ‘’di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano’’.
Partira’ da domani o venerdi’ la progressiva riduzione dei nutrienti. Lo ha detto il neurologo che segue Eluana Englaro, Carlo Alberto Defanti. ‘’Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni’’.
L'ALTOLA' DAL MINISTERO
Nella casa di cura “La Quiete” di Udine, dovrebbe concludersi l’odissea di Eluana Englaro che dura ormai da diciassette anni. Nella struttura sanitaria si dovrebbe dare corso alla sentenza che autorizza il padre della donna in stato vegetativo permanente a interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata che la tengono in vita.
Dal ministero del Welfare però arriva un nuovo altolà, espresso dal sottosegretario Eugenia Roccella che ha ribadito di ritenere inapplicabile la sentenza della Corte d’Appello di Milano all’interno del Servizio sanitario nazionale e ha parlato di “un protocollo di morte”. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi ha definito la sospensione dell’alimentazione di Eluana come un passo verso l’eutanasia.
Nel frattempo Beppino Englaro dice che non parlerà più fino alla conclusione della vicenda e l’avvocato della famiglia chiede, una volta di più, riservatezza sulla vicenda. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato ‘una discussione pacata in Parlamento sul testamento biologico, che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia’. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini richiama al ‘dovere di rispetto’ per la famiglia di Eluana Englaro, sottolineando come personalmente egli non abbia ‘certezze ma solo dubbi’ sulla fine della vita.
BAGNASCO
La vicenda di Eluana Englaro rappresenta una “grave deriva eutanasica” che “se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Sat2000. ”E’ un momento molto grave e triste della storia del nostro paese - dice Bagnasco - perchè vede uno scivolamento, speriamo non irreversibile, in questa vicenda di Eluana e di coloro che le sono attorno. Siamo molto preoccupati perchè una deriva eutanasica di questo tipo, se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tute le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perchè il grado di cultura di una civiltà, di un popolo è segnato anche - forse in primo luogo - dalla capacità di accogliere nel modo più bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto”, conclude.
SACCONI NON SI RASSEGNA
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica ‘La Quietè di Udine e le modalità del ricovero della giovane in stato vegetativo per il suo ‘ultimo viaggiò.
"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai, «perchè lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento». E ha aggiunto: «Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo".
CAMPANE A MORTO
Intanto a San Marino-Montefeltro, il vescovo monsignor Luigi Negri dichiara: "Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica, a partire da oggi e per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo". In un messaggio chiede "a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria"
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/04/149062-berlusconi_lavoriamo_intervenire.shtml
IL PADRE DI ELUANA E' UN MENTITORE MANOVRATO DAI RADICALI

IL PADRE DI ELUANA E' UN MENTITORE
E MANOVRATO DAI RADICALI
ALL'ATTENZIONE DI PADRE LIVIO
PER LA TRASMISSIONE IN RADIO MARIA
(se lo ritiene opportuno)
Prof. GIORGIO NICOLINI
Via Maggini, 230 - Ancona - Italia
Tel./Facs. 071.83552 - Cell. 339.6424332
Conto Corrente Postale 13117056
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Sito della Vita: www.operadellavita.it
Sito Televisivo: www.telemaria.it
"Eluana non voleva morire"
Lettera aperta di Pietro Crisafulli
La redazione di Tgcom ha ricevuto questa lettera da Pietro Crisafulli (fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo nel quale era caduto dopo un grave incidente stradale) e ha deciso di pubblicarla integralmente:
"Le bugie del padre Beppino"
In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il "viaggio della morte" di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.
Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione "Porta a Porta". Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente (la foto in alto a destra lo testimonia, ndr).
Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.
All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.
In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.
Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta. (...)
Questa è pura verita'. Tutta la verita'. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.
E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet www.salvatorecrisafulli.it
Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo.
Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi"
Pietro Crisafulli
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.
Catania, 04 Febbraio 2009
Fonte: TGcom http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440590.shtml?1
mercoledì 4 febbraio 2009
ELUANA: RESTA QUALCHE SPERANZA
Eluana, resta ipotesi del decreto
Governo non esclude blocco sentenza
L'ipotesi di un decreto d'urgenza per bloccare l'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano che autorizza la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro non sarebbe esclusa. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza. Nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato un incontro politico per fare il punto della situazione. La clinica La Quiete di Udine ha confermato la volontà di procedere con l'attuazione del protocollo.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440608.shtml
Berlusconi: "Lavoriamo per intervenire"
Bagnasco: "Italia verso l'eutanasia"
Il governo potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. Botta e risposta tra la clinica 'La Quiete' e l'assessore alla Salute del Friuli. Il sottosegretario Roccella: “Inapplicabile la sentenza della Corte d’appello di Milano". L'affondo del ministro Sacconi: "Valutiamo l'idoneità della clinica"
Udine, 4 febbraio 2009 - "Stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione". Così Silvio Berlusconi ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro. Il premier ha anche confermato che si potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto.
IL BOTTA E RISPOSTA
Eluana Englaro non può essere affidata e ‘presa in carico’ dall’Associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna. E’ questa la posizione espressa dall’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro svoltosi a Roma con Kosic. Pronta la replica della casa di risposo ‘La Quiete’ di Udine, che ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia ‘’di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano’’.
Partira’ da domani o venerdi’ la progressiva riduzione dei nutrienti. Lo ha detto il neurologo che segue Eluana Englaro, Carlo Alberto Defanti. ‘’Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni’’.
L'ALTOLA' DAL MINISTERO
Nella casa di cura “La Quiete” di Udine, dovrebbe concludersi l’odissea di Eluana Englaro che dura ormai da diciassette anni. Nella struttura sanitaria si dovrebbe dare corso alla sentenza che autorizza il padre della donna in stato vegetativo permanente a interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata che la tengono in vita.
Dal ministero del Welfare però arriva un nuovo altolà, espresso dal sottosegretario Eugenia Roccella che ha ribadito di ritenere inapplicabile la sentenza della Corte d’Appello di Milano all’interno del Servizio sanitario nazionale e ha parlato di “un protocollo di morte”. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi ha definito la sospensione dell’alimentazione di Eluana come un passo verso l’eutanasia.
Nel frattempo Beppino Englaro dice che non parlerà più fino alla conclusione della vicenda e l’avvocato della famiglia chiede, una volta di più, riservatezza sulla vicenda. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato ‘una discussione pacata in Parlamento sul testamento biologico, che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia’. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini richiama al ‘dovere di rispetto’ per la famiglia di Eluana Englaro, sottolineando come personalmente egli non abbia ‘certezze ma solo dubbi’ sulla fine della vita.
BAGNASCO
La vicenda di Eluana Englaro rappresenta una “grave deriva eutanasica” che “se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Sat2000. ”E’ un momento molto grave e triste della storia del nostro paese - dice Bagnasco - perchè vede uno scivolamento, speriamo non irreversibile, in questa vicenda di Eluana e di coloro che le sono attorno. Siamo molto preoccupati perchè una deriva eutanasica di questo tipo, se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tute le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perchè il grado di cultura di una civiltà, di un popolo è segnato anche - forse in primo luogo - dalla capacità di accogliere nel modo più bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto”, conclude.
SACCONI NON SI RASSEGNA
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica ‘La Quietè di Udine e le modalità del ricovero della giovane in stato vegetativo per il suo ‘ultimo viaggiò.
"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai, «perchè lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento». E ha aggiunto: «Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo".
CAMPANE A MORTO
Intanto a San Marino-Montefeltro, il vescovo monsignor Luigi Negri dichiara: "Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica, a partire da oggi e per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo". In un messaggio chiede "a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria"
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/04/149062-berlusconi_lavoriamo_intervenire.shtml
Governo non esclude blocco sentenza
L'ipotesi di un decreto d'urgenza per bloccare l'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano che autorizza la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro non sarebbe esclusa. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza. Nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato un incontro politico per fare il punto della situazione. La clinica La Quiete di Udine ha confermato la volontà di procedere con l'attuazione del protocollo.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440608.shtml
Berlusconi: "Lavoriamo per intervenire"
Bagnasco: "Italia verso l'eutanasia"
Il governo potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. Botta e risposta tra la clinica 'La Quiete' e l'assessore alla Salute del Friuli. Il sottosegretario Roccella: “Inapplicabile la sentenza della Corte d’appello di Milano". L'affondo del ministro Sacconi: "Valutiamo l'idoneità della clinica"
Udine, 4 febbraio 2009 - "Stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione". Così Silvio Berlusconi ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro. Il premier ha anche confermato che si potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto.
IL BOTTA E RISPOSTA
Eluana Englaro non può essere affidata e ‘presa in carico’ dall’Associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna. E’ questa la posizione espressa dall’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro svoltosi a Roma con Kosic. Pronta la replica della casa di risposo ‘La Quiete’ di Udine, che ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia ‘’di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano’’.
Partira’ da domani o venerdi’ la progressiva riduzione dei nutrienti. Lo ha detto il neurologo che segue Eluana Englaro, Carlo Alberto Defanti. ‘’Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni’’.
L'ALTOLA' DAL MINISTERO
Nella casa di cura “La Quiete” di Udine, dovrebbe concludersi l’odissea di Eluana Englaro che dura ormai da diciassette anni. Nella struttura sanitaria si dovrebbe dare corso alla sentenza che autorizza il padre della donna in stato vegetativo permanente a interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata che la tengono in vita.
Dal ministero del Welfare però arriva un nuovo altolà, espresso dal sottosegretario Eugenia Roccella che ha ribadito di ritenere inapplicabile la sentenza della Corte d’Appello di Milano all’interno del Servizio sanitario nazionale e ha parlato di “un protocollo di morte”. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi ha definito la sospensione dell’alimentazione di Eluana come un passo verso l’eutanasia.
Nel frattempo Beppino Englaro dice che non parlerà più fino alla conclusione della vicenda e l’avvocato della famiglia chiede, una volta di più, riservatezza sulla vicenda. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato ‘una discussione pacata in Parlamento sul testamento biologico, che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia’. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini richiama al ‘dovere di rispetto’ per la famiglia di Eluana Englaro, sottolineando come personalmente egli non abbia ‘certezze ma solo dubbi’ sulla fine della vita.
BAGNASCO
La vicenda di Eluana Englaro rappresenta una “grave deriva eutanasica” che “se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Sat2000. ”E’ un momento molto grave e triste della storia del nostro paese - dice Bagnasco - perchè vede uno scivolamento, speriamo non irreversibile, in questa vicenda di Eluana e di coloro che le sono attorno. Siamo molto preoccupati perchè una deriva eutanasica di questo tipo, se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tute le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perchè il grado di cultura di una civiltà, di un popolo è segnato anche - forse in primo luogo - dalla capacità di accogliere nel modo più bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto”, conclude.
SACCONI NON SI RASSEGNA
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica ‘La Quietè di Udine e le modalità del ricovero della giovane in stato vegetativo per il suo ‘ultimo viaggiò.
"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai, «perchè lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento». E ha aggiunto: «Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo".
CAMPANE A MORTO
Intanto a San Marino-Montefeltro, il vescovo monsignor Luigi Negri dichiara: "Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica, a partire da oggi e per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo". In un messaggio chiede "a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria"
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/04/149062-berlusconi_lavoriamo_intervenire.shtml
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