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mercoledì 11 febbraio 2009

LA TRISTE MORTE DI ELUANA ENGLARO


CENTRO RELIGIONE CRISTIANA

LA TRISTE MORTE DI ELUANA ENGLARO

Non dimentichremo mai Eluana specialmente per l'orribile morta a cui è stata sottoposta.
Eluana è stata fatta morire di fame e di sete, non aveva nessuna colpa, l'unica colpa era
quella di non essere amata dal padre perché ormai in stato pietoso per lui, la voleva
morta e sepolta e non viva ed accudita ed amata dalle suore.
Ripensando all'agonia di Eluana non si smette di essere tristi e in pianto, pieni di infinità
commozione.
La morte di Eluana ci fa venire a mente la morte di Gesù.

La morte di Gesù





Vangelo di S.Giovanni; 19: 28-30

28A questo punto Gesù, sapendo che tutto era compiuto, disse: "Ho sete". Così realizzò una profezia della Bibbia.
29C'era lì un'anfora piena di aceto: bagnarono una spugna, la misero in cima a un ramo di issòpo e l'accostarono alla sua bocca.
30Gesù prese l'aceto e poi disse: "È compiuto". Abbassò il capo e morì.

http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=19

Ecco Gesù ha sete e gli viene dato l'aceto dissetante, mentre Eluana in agonia aveve fame e sete,
ma nessuno gli dava cibo ed acqua, perché doveva morire di fame e di sete.

Dove siamo finiti !
Se questa è la civiltà, il mondo moderno, era meglio rimanere nel mondo primitivo, dove almeno c'erà piu' pietà.
Comunque i veri cristiani soffrono per le pene altrui, e sono caritatevoli, ma ormai i veri critiani sono pochi mentre avanza una
massa di popoli senza religione, senza valori, senza pietà, e senza cuore.
Povero mondo futuro, quando noi veri cristiani non ci saremo più.
Non c'è speranza che i giovani, i bambini d'oggi sarranno bravi cristiani, ci sono molti fattori della vita moderna che rendono
impossibile questo.
Ci auguriamo che il doloroso caso di Eluana, faccia riflettere qualche persona, e smuova qualche coscienza, affinché non si ripeti più.

http://groups.google.com/group/centro-religione-cristiana?hl=it

venerdì 6 febbraio 2009

Caso Englaro, il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl

Caso Englaro, il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl



Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per consentire l'alimentazione e l'idratazione ai soggetti che non sono in gradi di provvedere a
se stessi. Il testo recepisce le linee del dl approvato questa mattina dal governo.

"Abbiamo inviato immediatamente al Senato il testo del disegno di legge approvato", rivolgendo "un accorato appello al Presidente del Senato per una immediata convocazione del Senato in seduta straordinaria". Lo afferma il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi che aggiunge: "Credo che il Presidente del Senato convochera' subito una riunione dei gruppi e poi i gruppi decideranno quando potersi riunire. Se ci sara' la volonta' di fare presto, noi crediamo ci possa essere una risposta da parte del Parlamento in pochissimo tempo".

In serata si è appreso che il ddl sara' messo all'odg dei lavori di Palazzo Madama dalla Conferenza dei capigruppo che si terra' alle 12 di lunedi' 9 febbraio.

"Abbiamo preso atto del rifiuto del Capo dello Stato ma abbiamo ribadito l'urgenza del provvedimento. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto" , ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il disegno di legge rischia di non arrivare in tempo per evitare la morte di Eluana Englaro? "Noi ci auguriamo di no, se una persona normale resta tre o quattro
giorni senza mangiare e bere potete chiedere a Pannella" quali conseguenze ci possono essere, ha detto il premier nel corso della conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che sostituisce il decreto legge non emanato sul caso Englaro. Lo riferiscono fonti del Quirinale.

La Russa: è stata quasi posta la fiducia
Al momento della votazione in consiglio dei ministri sul varo del decreto
riguardante il caso di Eluana Englaro "il presidente del Consiglio Berlusconi ha quasi posto il voto di fiducia". Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ricostruendo quanto avvenuto in Cdm.
"La ministro Prestigiacomo - ha affermato La Russa, parlando con i giornalisti a margine della Conferenza mondiale sulla sicurezza di Monaco di Baviera - non ha preso la parola e alla fine, quando si votava, ha dato l'impressione di volersi
astenere. Il presidente del Consiglio le ha detto che preferiva una non astensione: su questa questione ha quasi posto il voto di fiducia".



http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=105271

Eluana/ L'appello al presidente Giorgio Napolitano. "Nominiamo Beppino Englaro senatore a vita"

Eluana/ L'appello al presidente Giorgio Napolitano. "Nominiamo Beppino Englaro senatore a vita"
Venerdí 06.02.2009 12:00

E' iniziata la fase finale. Beppino Englaro, a poche ore dall'interruzione degli alimenti alla figlia Eluana, è distrutto, stremato da una battaglia che con passione e costanza s'è caricato sulle spalle. Una battaglia sulla quale si giocano le sorti dell'Italia. Ma dopo la morte di sua figlia non avrà più la forza di ergersi a simbolo della laicità di cui si parla nella prima pagina della Costituzione italiana. Non è lui che deve portare a compimento un cambiamento storico, epocale, filosofico.
Per questo Affaritaliani accoglie con entusiasmo e pubblica integralmente l'intervento di un prestigioso collaboratore, Enrico Andreoli, che in una lettera indirizzata al presidente Giorgio Napolitano propone Beppino Englaro senatore a vita. L'intento e la filosofia che sostengono questa iniziativa nascono dall'esigenza di sollevare un uomo che già ha fatto tanto da un compito che spetta alle Istituzioni. Beppino ha elaborato in pubblico un vuoto legislativo, pagandolo col proprio corpo.

E' stato insultato e chiamato assassino. Il massimo rappresentante dello Stato italiano dovrebbe sostituirsi a lui e, conferendogli la carica di senatore, legittimare e formalizzare il ruolo che la sua lotta per Eluana ha avuto nella storia della Repubblica. E' un atto di pietà costituzionale salvarlo e sollevarlo dalla valanga a cui si è esposto in prima persona. Come riconoscimento dei suoi meriti. Attraverso uno sguardo complessivo, che va oltre la discussione nel merito, si può affermare che da questi eventi, dalle scelte che saranno prese dopo la morte della giovane in coma da 17 anni dipende il futuro dell'Italia. Le parole che il Presidente ha pronunciato chiedendo una legge sul testamento biologico indicano che il corpo della Repubblica è segnato da questa cicatrice. Siamo a un bivio. Fede da una parte e Ragione dall'altra. Niente potrà stare nel mezzo. E in base a ciò che lo Stato deciderà di fare saremo un Paese laico o un Paese confessionale. Sul letto di Eluana si giocano le sorti della Repubblica. Per questo, attraverso una raccolta di firme, chiediamo a Napolitano di prendere una decisione subito perché questo gesto rimarrà impresso nel corpo dello Stato per i prossimi 200 anni.

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Al Signor Presidente della Repubblica Italiana

Senatore Giorgio Napolitano

Vorrei innanzitutto esprimerLe la mie più sincere congratulazioni per essere, secondo i sondaggi di questi giorni, il politico che raccoglie la fiducia della maggioranza degli italiani.

La Sua popolarità, in quanto basata sulla fiducia, ha una qualità politica superiore a quella pur enorme del grande Sandro Pertini a cui noi tutti eravamo legati da vincoli affettivi più che politici: quando lo incontrava per le vie di Roma, la gente si rivolgeva a lui con un umanissimo “Sandro”. Non credo che oggi la gente si permetta di interpellarLa con un informale “Giorgio”.

Non si può essere informali con Lei perché Lei incarna rigore e regola; personifica il nostro bisogno di ordine nel confronto politico. Nel Suo ripetuto invito al dialogo appare centrale l’elemento formale: ad ognuno il proprio ruolo e la propria responsabilità nel concepire ed attuare soluzioni capaci di arginare la crisi che investe l’Italia.

La forma, come sappiamo, misura il rispetto che le parti si con-cedono. Ogni con-cessione, ogni do-ut-des, richiede misura; si misura soltanto nella chiarezza e trasparenza di idee, interessi e scopi di cui, una volta eventualmente raggiunti, ci si assume la responsabilità senza sotterfugi, mezze verità e vere menzogne.

Non è un trattato di etica politica ma la descrizione di un eroe civile: il Sig. Beppino Englaro. Un nostro concittadino che ha affrontato per anni un percorso, durissimo e coerente, per portare alla luce, passaggio legale dopo passaggio legale, un enorme vuoto legislativo.

La forma della sua azione sempre adeguata alla legge, la volontà di vivere in uno stato di diritto per realizzare alla luce del sole la volontà di un cittadino indifeso è stato un vero scandalo per noi italiani abituati a farci gli affari propri, a difendere i nostri interessi di bottega, artigiana o politica che sia, a prendere scorciatoie morali piuttosto che affrontare il fastidio della legge.

La voce di Eluana, che il sig. Englaro ci ha costretto ad ascoltare, ha scosso le coscienze e ha dato vita ad un dibattito acceso, talvolta distorto dalla Politica, più volte falsato da menzogne e dove la stessa voce della Chiesa è inciampata nella contraddizione. La Magistratura ha reso nulli gli atti di politici e amministratori frettolosi che hanno voluto mettere una mano faziosa in aree mal presidiate dalla legge.

Grande è dunque il debito politico, civile, giuridico e morale che noi cittadini italiani abbiamo verso il Sig. Beppino Englaro. Non è certamente un caso che la stragrande maggioranza degli italiani sostenga, secondo recenti sondaggi, l’azione politica ed umana del Sig. Englaro.

Nel nome di questa maggioranza, Le chiediamo, signor Presidente della Repubblica, di ripagare il debito che il Sig. Beppino Englaro vanta nei confronti di tutti i cittadini italiani, nominandolo a Senatore a vita della Repubblica Italiana.

Distinti Saluti

Enrico Andreoli

http://www.affaritaliani.it/cronache/eluana-beppino-senatoreavita050209.html

Saturna Englaro, la mamma che si consuma nell’ombra

il Giornale.it
n. 32 del 2009-02-06 pagina 5

Saturna Englaro, la mamma che si consuma nell’ombra
di Cristiano Gatti


Una volta, era la primavera del 2005, incontrai Beppino Englaro nella sua casa di Lecco. Non mi conosceva, ma fu molto gentile e ospitale. Chiese soltanto se mi andava di parlare su una panchina del giardino condominiale, vicino a un abete, sotto un timido raggio di sole. Accettai volentieri, anche perché respirai netto un certo disagio dell’ospite: sicuramente non gradiva parlare di sé e di Eluana nel salotto di casa. Là dove solitamente la vita di una famiglia pulsa come un cuore, ma dove in quei giorni aleggiava soltanto una gelida sensazione di vuoto.

La casa vuota di Beppino Englaro era vuota della figlia per i motivi che sapevo. Ma non capivo perché fosse vuota anche di una madre. Parlando di tutto, della sua storia dolorosa e lancinante, papà Englaro mi chiarì il dubbio. In quelle stesse giornate, anche la moglie Saturna era in ospedale: operata per gravi complicazioni vertebrali, al termine di un’altra odissea personale.

Restai di sasso. Ma come, provai a dire, anche la sua signora sta così male? Beppino mi disse una frase che da allora non ho più scordato: «Se vuole immaginarsi l’inferno su questa terra, pensi a noi».
Poi, con calma, senza un solo aggettivo strappalacrime, usando parole essenziali e ruvide come la pietra della sua Carnia, mi svelò i risvolti umani, privati, intimi di quello che già allora era un grande caso politico. Un mezzo sorriso amaro, ricordò le dannate coincidenze della sua disgrazia: «La notte tra il 17 e il 18 gennaio 1992, quando Eluana volò fuori strada, io e mia moglie eravamo in settimana bianca in Val Pusteria. Era la prima volta che Eluana non veniva. Avevamo deciso di andarci dopo tanti ripensamenti. S’immagini: avevamo preso persino la Y10, la «baracchina», come la chiamava Eluana, per lasciarle la mia Bmw, così che lei si muovesse eventualmente più sicura... Niente. L’incidente successe di venerdì sera, tardi, ma i suoi amici riuscirono a raggiungerci soltanto il sabato mattina: stavamo caricando le valigie per tornare a casa. Posso dirlo: in quelle cinque ore di viaggio, mia moglie ha cominciato a morire...». Dov’è la mamma di Eluana? Perché non parla? Perché si sente e si vede sempre il papà? Alle domande di questo periodo, umane e legittime, io trovai risposta quel giorno, proseguendo nel dialogo sulla panchina, sotto il primo sole d’aprile.

Beppino continuò senza tacere e senza enfatizzare nulla. Raccontò con tenerezza di come la sua prima vita - così la definì - si fosse snodata nel modo più bello. L’incontro negli anni Settanta, a Basilea, dov’era per lavoro, con una studentessa di Urbino dal nome strano, Saturna. E poi il matrimonio in Italia, la decisione di far nascere la bimba fuori Milano, nel verde di Lecco. «Eluana arrivò nel 1970: fino a quella notte del 1992, mi creda, lei e sua madre sono vissute in perfetta simbiosi».

Ricordo che mi riuscì di pronunciare solo parole vuote e insulse, qualcosa del tipo: «Chissà quanto ha sofferto, dopo quella notte, sua moglie...». Beppino Englaro non aveva dimenticato nulla, neppure un giorno, del calvario familiare: «Per due anni, Saturna ha fatto la spola con l’ospedale di Sondrio, dove inizialmente avevano ricoverato Eluana. Quindi, quando la nostra piccola è tornata qui a Lecco, combinazione nell’istituto di suore dov’era nata, sua madre ha passato tutti i giorni allo stesso modo».
Le parlava, l’accarezzava, le sorrideva. Le portava peluche e fotografie. Le comprava biancheria e abiti di pregio, perché diceva che Eluana, già bella, doveva essere bellissima anche mentre dormiva. «Per nessun altro al mondo Eluana è quello che è per me», diceva. Questa madre mutilata aveva deciso di continuare la «simbiosi», una cosa sola con la sua creatura, delegando al marito il compito di combattere, fuori, la battaglia contro i sondini. Lei rinchiusa nel bozzolo del dolore, lui in trincea.
Non era però una vita che potesse tenere alto lo spirito e le difese organiche di una mamma annientata. «Già un paio d’anni dopo l’incidente a Eluana - raccontò Beppino su quella panchina - comparve un tumore al seno. Così, assieme alla battaglia per nostra figlia, ci trovammo a combattere anche questa. All’inizio ci sembrò di farcela. Ma nel 2002 ecco un’altra mazzata, una recidiva. Nuova operazione, nuova paura. E adesso ancora, un altro intervento, perché sono sorte complicazioni alla colonna vertebrale...».

In quel pomeriggio di aprile, compresi quanto dolore fosse confluito, tutto assieme, denso e concentrato come piombo, in questa anonima famiglia della nostra provincia. Soprattutto, mi fu chiaro il dettaglio più straziante dell’intera parabola: la povera madre, colpita dal male, non poteva neanche soffrire per se stessa, per il proprio futuro, presa com’era dall’angoscia inenarrabile per un altro futuro, quello di una figlia che aveva bisogno delle sue carezze, ma che lei non sapeva fino a quando avrebbe potuto accarezzare. Mi rimbombava opprimente e pietosa la domanda che già milioni di volte, certissimamente, aveva avvelenato l’esistenza di quella povera donna: come farà Eluana senza di me? Chi le darà carezze di mamma?

Ora sappiamo com’è andata. Come sta finendo. Mentre il papà combatte l’ultima battaglia, giusta o sbagliata che sia, la mamma sta malissimo. Beppino le fa da scudo, Beppino pretende di lasciarla fuori. Nel libro uscito qualche tempo fa, così ha descritto l’agonia spirituale della moglie: «Saturna si consumò come una candela, fin dal primo giorno, in attesa di un qualunque segno della sua Eluana. Ogni ora, ogni gesto erano riservati ad Eluana. Ma non entrarono più in contatto. Fu e rimase per lei un dolore acuto, insostenibile e inconsolabile. Un saccheggio dell’anima, cui non fu mai più possibile rimediare».

Dov’è la madre? Perché parla solo il padre? Alle giuste domande di queste ore, la prima risposta sembra elementare: la madre non c’è, la madre non parla, perché a sua volta è molto malata. Ma è una spiegazione troppo semplice. In realtà, la mamma non c’è e non c’è mai stata, in questa cruenta e interminabile storia italiana, perché s’è fermata là, a quella notte, quando la sua creatura, la sua stessa vita, ha smesso di sorriderle.



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martedì 3 febbraio 2009

Englaro/ La Comunità di don Benzi domani manifesterà a Udine


Englaro/ La Comunità di don Benzi domani manifesterà a Udine
"Piangiamo le tante Eluane che potrebbero fare la stessa fine"
Milano, 3 feb. (Apcom) - Un pellegrinaggio alla casa di cura "La Quiete" di Udine, per ribadire il diritto alla vita di Eluana Englaro. Lo ha annunciato la comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, associazione fondata da don Oreste Benzi. "Ha avuto inizio - si legge in un comunicato - l'ultimo atto di una tragedia della quale non possiamo più essere soltanto spettatori. La 'passione' di Eluana Englaro trasferita presso la clinica 'La Quiete' di Udine sembra volgere al termine. Il dramma finale però non si è ancora concluso. A tutto questo si ribella non solo la coscienza dei cattolici, che ha trovato piena espressione nelle parole ufficiali della Chiesa, ma la sensibilità di quanti riconoscono nella vita e nel diritto alla vita un valore indiscutibilmente primario".

L'associazione pertano "con un ultimo ed accorato appello chiede a tutti: preghiere perché siano illuminate le menti di coloro che vogliono spegnere la vita di Eluana a tutti i costi; che si usino tutti i mezzi di comunicazione, oggi tecnologicamente possibili, per esprime profondo dissenso da questo gesto; e infine chiede a quanti ne avranno la possibilità, di unirsi a noi domani 4 febbraio alle ore 16,30 dinanzi alla clinica 'La Quiete' di Udine in un pellegrinaggio per dimostrare con la presenza fisica sino in fondo il diritto di Eluana a vivere, diritto peraltro mai negato dalla scienza medica, ma sostenuto purtroppo da sentenze inappellabili".

"Noi non piangiamo solo per Eluana - conclude la nota - ma per le tante 'Eluane' che potrebbero fare la stessa fine perché questo evento non sarà senza epocali conseguenze. Ci si riferisce in particolare al diritto all'eutanasia non sancito da nessuna legge ma che per qualche inconcepibile iter potrebbe avere una sua attuazione come sta accadendo per la sentenza di morte di Eluana".

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/02_febbraio/03/englaro_la_comunita_di_don_benzi_domani_manifestera_a_udine,17831555.html