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venerdì 10 aprile 2009

Berlusconi: «Difendiamo la Chiesa ma non saremo come la Dc»

Il premier in collegamento telefonico al convegno dei Popolari liberali
Berlusconi: «Difendiamo la Chiesa,
ma non saremo come la Dc»
Crisi: «L'opposizione e i media creano panico. In Italia la situazione è migliore rispetto ad altri Paesi»
NAPOLI - «Rispettiamo la Chiesa e ne difendiamo la libertà anche quando proclama principi e concetti difficili e impopolari, lontani dalle opinioni di moda tra intellettuali e giornalisti». Lo ha annunciato Silvio Berlusconi in collegamento telefonico al convegno dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. «Non ripercorreremo la via di quel collateralismo con la Chiesa che è stata la linea della Democrazia cristiana. Crediamo nell'autonomia, nella sovranità della politica rispetto alla Chiesa, ma crediamo anche che la Chiesa debba parlare liberamente e svolgere il suo insostituibile ruolo nella società», ha detto il premier.

IRRINUNCIABILE SACRALITÀ VITA - Il capo del governo ha affermato che il Pdl sarà un partito laico, ma sui temi di coscienza non rinuncerà «a dare una linea, a scegliere e difendere determinati valori, cercando soluzioni il più possibile condivise ma con un punto di riferimento irrinunciabile: la sacralità della vita e della dignità della persona».

CRISI: «OPPOSIZIONE E MEDIA CREANO PANICO» - Il presidente del Consiglio, rispondendo indirettamente al segretario del Pd, Dario , ha poi ribadito la sua tranquillità nei confronti della crisi economica, in quanto «in Italia la situazione è migliore di quella di altri Paesi». Poi ha attaccato l'opposizione che «grida alla catastrofe, diffonde panico con spregiudicatezza, al pari di molti mass media. Ci sono due modi per affrontare la crisi: uno è cercare di riportare la fiducia nella gente, favorire i crediti da parte delle banche, i consumi, gli investimenti come facciamo noi. L'altro è gridare alla catastrofe». Poi il premier ha ripetuto che «le banche sono solide, abbiamo gli ammortizzatori sociali, la sanità pubblica per tutti. Il governo si è mosso bene, anticipando la crisi e individuando misure efficaci» .



http://www.corriere.it/politica/09_marzo_21/berlusconi_difesa_vita_6c50a966-160b-11de-aefc-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano

sabato 7 febbraio 2009

Il padre di Eluana a Berlusconi e Napolitano: "Venite voi a vederla"

/2/2009 (18:22) - CASO ENGLARO - IL DOLORE DELLA FAMIGLIA
Il padre di Eluana a Berlusconi e Napolitano: "Venite voi a vederla"

Beppino Englaro: «Su mia figlia
diffuse notizie lontane dalla realtà»



UDINE
Beppino Englaro, padre di Eluana, chiede al capo dello Stato Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi di recarsi ad Udine a verificare le condizioni della figlia, in coma da 17 anni e ora ricoverata alla clinica "La Quiete" per affrontare l’ultimo viaggio, già iniziato ieri con la sospensione graduale dell’alimentazione e della idratazione secondo il protocollo nato sulla base dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Milano.

«Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre - dice in una nota Beppino - rivolgendomi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/40783girata.asp

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RISPONDE IL CENTRO DI SOLIDARITA' CRISTIANA

Le suore che hanno assistito e curato Eluana per tanto tempo e fino all'ultimo volevano la vita per Eluana,
si regolavano in questo senso e come donne e come suore e come cristiane sono degne di fiducia.


http://groups.google.com/group/centro-di-solidarieta-cristiana?hl=it

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» 2009-02-04 20:30
Suor Albina: se vogliono riportarla qui...





dell'inviata Marisa Alagia

LECCO - Sul letto di Eluana è rimasta solo una coperta colorata, piegata. Dalle pareti della stanzetta sono stati tolti i quadri, c'é ancora un quotidiano sul tavolo, ci sono alcuni fogli. Le suore sono rientrate solo oggi nella camera dove lei ha vissuto per 14 anni, per riassettarla. Non si danno pace all'idea che non sia più lì, tra loro. "Per me è un dolore vederla vuota - mormora, guardando la stanza, suor Albina, che ha accudito per anni la donna in stato vegetativo dal 1992 e da martedì mattina ricoverata a Udine - Tutti qui l'hanno sempre assistita con passione e amore, lei era della nostra famiglia". Per Suor Albina Corti, direttrice della clinica Beato Luigi Talamoni, situata a poche centinaia di metri dal lago, il distacco da Eluana è stata una sofferenza fortissima. Le si riempiono gli occhi di lacrime quando ricorda quei drammatici 30 minuti della notte tra lunedì e martedì. L'arrivo di papà Beppino con le carte pronte per le dimissioni della figlia, l'ingresso dell'ambulanza venuta da Udine. "Siamo rimaste molto addolorate, soprattutto per il modo in cui è stata portata via, pensavamo che accadesse più in là...lontano nel tempo - racconta la suora -. Poi così, all'improvviso, di notte, è stato tutto più tetro, ci siamo sentite impotenti, abbiamo visto una persona che esce, va al patibolo...". C'é un grande silenzio al secondo piano della casa di cura dove si trova quella che per tutti continua ad essere 'la camera di Eluana'. Una singola di due metri per tre, in fondo ad un corridoio, preceduta da una piccola anticamera, senza alcuna attrezzatura medica che la distingua dalle altre, un letto addossato al muro, un tavolino con due sedie, un armadio. Suor Rosangela, la suora misericordina che le è stata più vicina, entra ed esce continuamente come se Eluana fosse ancora li. "A Natale l'abbiamo portata in cappella per la messa - ricorda commossa suor Albina - Non aveva bisogno di niente se non del nostro amore". "L'ho salutata con un bacio - racconta ancora - e le ho detto: 'Eluana non aver paura di quello che ti succedera', ti siamo vicinì. 'E soprattutto ti e' vicino un padre - aggiunge restando un attimo in sospeso sull'ultima parola come a sottolineare che non si riferiva a Beppino Englaro -, un padre che ti accoglierà nelle sue braccia e un giorno ci ritroveremo a condividere la gioia di stare insieme". I ricordi si accavallano: la religiosa riferisce di un medico della clinica lecchese che, salutandola, le ha detto: 'Eluana tu esci da questa casa ma, stai tranquilla, perche' vai in un posto più bello e luminosò. Suor Albina ha accettato di parlare di Eluana ("e sarà l'ultima volta", ci tiene a precisare), soprattutto per lanciare un messaggio ai medici ("i nuovi operatori", li ha definiti) della casa di cura La Quiete di Udine. "Vorrei dire loro di accarezzare Eluana, di osservare il suo respiro e ascoltare i battiti del suo cuore - dice -: sono i tre elementi che li porteranno ad amarla". Con Beppino Englaro, in 14 anni, i rapporti sono sempre stati di rispetto e cortesia reciproca. Dalle parole delle religiose si intuisce, però, che l'epilogo ha lasciato dietro di sé molta amarezza. Più volte le suore Misericordine avevano detto a papà Beppino: "se considera la figlia morta la lasci a noi". E anche se lunedì notte nessuna di loro ha avuto il coraggio di fare altro che non fosse allargare le braccia rassegnate, di fonte alla determinazione dell'uomo, ora gli rivolgono un nuovo appello. "A Englaro vorrei riconfermare la nostra disponibilità - ribadisce suor Albina - Se vuole riportare Eluana da noi siamo pronti ad accoglierla, lei è sempre nostra figlia, è nel nostro cuore". Ora le suore si raccoglieranno nel silenzio. "Accogliamo l'invito del nostro cardinale Tettamanzi e torniamo nella preghiera - dice la religiosa - anche per chi sta seguendo Eluana e per chi dovrà decidere sul suo futuro, perché le loro menti siano illuminate e capiscano che Eluana non è un caso, ma una persona viva". "Vogliatele bene...- ripete ancora con la voce rotta dall'emozione mentre da Udine arrivano le notizie che il protocollo per accompagnarla alla morte potrebbe avviarsi già domani - Eluana è viva".


http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_876975238.html

Eluana, Berlusconi: "Basta crudeltà Da padre non staccherei mai la spina"

il Giornale.it
n. 33 del 2009-02-07 pagina 0

Eluana, Berlusconi: "Basta crudeltà
Da padre non staccherei mai la spina"
di Redazione

Nuovo appello del premier ai medici della Clinica in cui è in cura Eluana: "Mi lascia stupito che professionisti, votati a salvare la vita, possano impegnarsi in una azione che porta alla morte". Dopo lo scontro tra Quirinale e Palazzo Chigi, Berlusconi amareggiato: "Mi aspettavo un passo indietro". Veltroni all'attacco: "Così mette in crisi le istituzioni". Schifani anticipa la convocazione del Senato a lunedì sera

Cagliari - "Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l’alimentazione e la nutrizione". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a esprimere il proprio rammarico per la situazione cui è sottoposta Eluana Englaro, il cui organismo, da questa mattina, non è nutrito.

Due culture a confronto Secondo il premier Berlusconi, sul caso di Eluana Englaro "ci sono due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita e dall’altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte; noi siamo per la vita e per la libertà". L’avvio del protocollo che da questa mattina vede la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro basta e avanza, al presidente del Consiglio, per rivendicare i requisiti "di necessità e di urgenza" del decreto che il Quirinale ieri ha dichiarato inammissibile con la lettera di Napolitano. Berlusconi ha fatto osservare che con il provvedimento "il governo ha voluto intervenire per salvare una vita e che senza questo intervento la cittadina Eluana sarebbe stata l’unica cittadina a morire". Ricordando che sul tema, comunque, "presto ci sarà una legge", il premier è intervenuto anche sulle polemiche politiche che vedono contrapporsi "due culture: "Si è aspettato 17 anni e non capisco perchè non si possa aspettare qualche giorno in più: davvero non capisco perchè tutta questa fretta".

I rapporti con il Colle Ancora freddi i rapporti con il quirinale dopo lo "sgambetto" del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri aveva fatto sapere che non avrebbe firmato il decreto del governo. "Immaginavo francamente si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo - ha commentato Berlusconi - e ciò anche in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana". "La cittadina Eluana - ha proseguito Berlusconi - sarebbe stata l’unica cittadini italiana a morire perché presto ci sarà una legge che non consentirà più l’interruzione dell’alimentazione dell’idratazione per le persone in stato vegetativo". La lettera del Quirinale arrivata ieri in cdm, ha spiegato Berlusconi, "era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro". ordinamento senza una disposizione di legge".

L'appello a Beppino Englaro "Mi sono messo nei panni di un padre e se uno dei miei figli fosse lì, vivo, e, mi dicono, con un bell’aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale, attive, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Se avessi un figlio - ha proseguito Berlusconi - con la capacità di potersi svegliare e passare dal sonno ad un’altra fase e con un cervello che trasmette ancora segnali elettrici, non me la sentirei proprio di staccare la spina". "Con tutti i risultati che sta avendo la scienza poi - ha concluso il premier - non me la sentirei proprio: e se venisse fuori un metodo per poterlo risvegliare?".

Schifani al lavoro per sveltire l'iter Corsa contro il tempo al Senato dopo la trasmissione del ddl sul caso di Eluana Englaro approvato dal Consiglio dei Ministri nella tarda serata di ieri. Il punto fermo iniziale dell’iter resta al momento la Conferenza dei Capigruppo convocata per lunedì alle 12. Non solo. Il numero uno di Palazzo Madama ha convocato per le ore 19.00 di lunedì 9 l’Assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedì 10.

Veltroni va all'attacco Nello scontro voluto da Berlusconi con il presidente Napolitano si nasconde, per il leader Pd Veltroni, un "tentativo" di esasperare i rapporti, arrivando ad utilizzare strumentalmente questa vicenda "per la messa in crisi di un sistema istituzionale". "Nei comportamenti e nelle parole, che ancora oggi ha detto che nella lettera del Colle c’era un’apertura all’eutanasia, c’è un tentativo di esasperazione - ha detto Veltroni a Bologna - che credo prescinda dal merito della drammatica vicenda e corrisponde ad un disegno politico, corrisponde ad un’idea delle istituzioni che noi avvertiamo", un’idea in cui la vicenda Englaro "viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi di un sistema istituzionale e come tale la denunciamo". "Sono giorni molto bui per il nostro Paese e le nostre istituzioni. È una situazione inedita, chiunque ha governato nel nostro Paese ha sempre avuto un rapporto di grande rispetto con la presidenza della Repubblica".



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http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327018

Silvio: "Ho agito secondo coscienza E il Colle non ha parlato di eutanasia"

Silvio: "Ho agito secondo coscienza
E il Colle non ha parlato di eutanasia"
Udine, gli ispettori di Sacconi in clinica
L'affondo di Veltroni: "La vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Anticipata a lunedì la seduta al Senato. Pur non riferendosi direttamente al caso di Eluana, il Papa ribadisce la difesa della vita anche in condizioni di sofferenza




Roma, 7 febbraio 2009 - Silvio Berlusconi lancia un vero e proprio appello ai medici affinchè non facciano in modo che Eluana Englaro muoia. "Francamente dei professionisti come i medici sono votati a salvare la vita umana, non capisco come possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte attraverso anche delle crudeltà come quelle di privare l’organismo umano di cibo e acqua", afferma il presidente del Consiglio arrivando a Cagliari per una tappa elettorale. "Non vedo perchè ci debba essere così tanta fretta, sono veramente stupito", conclude Berlusconi.


Per Berlusconi sulla vicenda Eluana ci sono "due culture che si confrontano: da un lato la cultura della verità e della vita, dall’altro quella della cultura dello statalismo e della morte". "Noi - dice il premier arrivando a Cagliari - siamo per la cultura della vita e della libertà".



La lettera inviata dal Colle sulla vicenda di Eluana Englaro "conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". Così Berlusconi tornando sulla missiva inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al governo.



Berlusconi invita a scindere l’aspetto etico della vicenda di Eluana dall’aspetto politico riguardante il rapporto tra palazzo Chigi e la presidenza della Repubblica. "Noi - dice il premier parlando dell’approvazione del decreto legge in consiglio dei ministri - abbiamo fatto un intervento soprattutto sulla base della nostra coscienza". Tutt’altra cosa, invece, è il tema politico: "si è enfatizzato - osserva il presidente del consiglio a chi chiede se c’è una crisi istituzionale in atto -. C’è un governo - aggiunge - che stava ragionando sulla base delle proprie responsabilità riconosciutegli dalla Costituzione per vedere se c’era l’urgenza e la necessità di prendere questo provvedimento del decreto legge". Per Berlusconi quindi non c’è uno scontro con il Colle. "Se si vuole fare questa contrapposizione e vedere nel nostro gesto una volontà politica - sottolinea il Cavaliere - garantisco che non è così".



Berlusconi ha poi precisato: "Io ho solo detto - ha spiegato il premier - che in questi casi questa decisione di portare avanti la sospensione di nutrizione io penso che sia un caso di eutanasia. Non ho mai fatto riferimento - precisa Berlusconi - alla lettera di Napolitano".



VELTRONI

Secondo il leader del Pd Walter Veltroni "nelle parole e nei comportamenti di Berlusconi" che sulla vicenda di Eluana Englaro "è arrivato persino a dire che la lettera del Colle implica eutanasia" c’è "un tentativo di esasperazione che prescinde dal merito drammatico della vicenda ma corrisponde ad un disegno politico, ad un’idea delle istituzioni che noi avversiamo" e, quindi, "la drammatica vicenda viene utilizzata strumentalmente per la messa in crisi del sistema istituzionale". Questa la denuncia del segretario nazionale del Pd, intervenuto all’assemblea degli amministratori in corso a Bologna. Secondo Veltroni, il comportamento del presidente del Consiglio "è un atto totale e strumentale di irresponsabilità".



IL DISEGNO DI LEGGE

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha convocato per le ore 19 di lunedì prossimo l’assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedi’ 10. Lo rende noto un comunicato in cui si puntualizza: “Il presidente Schifani proporra’ ai capigruppo, gia’ convocati per lunedi’ alle 12, di esaminare nella seduta serale il disegno di legge sulla vicenda di Eluana Englaro, presentato ieri dal governo in Senato”.



IL PAPA

Papa Benedetto XVI fa sentire forte la sua voce a difesa della vita umana anche in condizioni di sofferenza estrema. Indica Giovanni Paolo II come “esempio luminoso” di “accettazione paziente della sofferenza” prima della morte.



”Occorre affermare con vigore - dice il Papa nel messaggio per la 17esima Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio - l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l'insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza. E' a Gesù crocifisso che dobbiamo volgere il nostro sguardo: morendo in croce Egli ha voluto condividere il dolore di tutta l'umanità”. E “nel suo soffrire per amore intravediamo una suprema compartecipazione alle pene dei piccoli malati e dei loro genitori”. Nessun riferimento diretto al caso di Eluana Englaro, la giovane in coma da 17 anni.



BAGNASCO

"Una luce si sta spegnendo, la luce di una vita. E l’Italia è più buia. Un grande vuoto aleggia, destinato ad accrescersi nei giorni che seguiranno". È quanto afferma l’arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in un editoriale pubblicato dal quotidiano "Avvenire". Una luce si sta spegnendo, afferma il cardinale "e non solo perchè Eluana non sarà più tra noi, ma perchè la cultura egemone avrà ancora una volta negato la realtà, quella del limite, la realtà del do-lore che la ragione, pur cercan-do di alleviarlo, ha sempre con-siderato parte stessa della vita".

"La realtà della sofferenza - afferma ancora Bagnasco - che la fede non esalta in sè, ma che nella cro-ce di Cristo si illumina di significato e di valore. Si percepisce la sensazione che la fiducia reci-proca venga meno perchè di fatto è venuto meno quel favor vitae, che è da sempre alla base del-e relazioni interpersonali". "Una parola tuttavia di grave preoccupazione dobbiamo dirla - spiega il Presidente dei vescovi italiani - circa la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale inaccettabile esito. Questa vicenda dolorosa, che ve-de al centro una persona che tut-ti sentiamo affettuosamente ‘nostra', ci ha resi più insicuri. Non perdiamo l’occasione per riaffermare in modo più convinto e co-rale il sì alla vita; per fare, come società, un passo decisivo ed e-semplare sulla via di un umanesi-mo reale e non parolaio. Per que-sto non possiamo tacere".
"Come si può tollerare - osserva poco prima l’arcivescovo di Genova - che passi nella mentalità co-mune una pretesa nuova necessità, e cioè il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita?".



"In verità - aggiunge più avanti Bagnasco - una domanda si affaccia insistente alla coscienza: non dare più il cibo e l’acqua ad una persona, come si deve chiamare se non omicidio? Di fronte al dramma della vita debole o ferita, l’unica risposta ragionevole e umana che traduce lo struggimento interiore che tutti prende è quella delle Suore di Lecco".



http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/02/07/149890-silvio_agito_secondo_coscienza.shtml

mercoledì 4 febbraio 2009

ELUANA: RESTA QUALCHE SPERANZA

Eluana, resta ipotesi del decreto
Governo non esclude blocco sentenza

L'ipotesi di un decreto d'urgenza per bloccare l'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano che autorizza la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro non sarebbe esclusa. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza. Nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato un incontro politico per fare il punto della situazione. La clinica La Quiete di Udine ha confermato la volontà di procedere con l'attuazione del protocollo.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440608.shtml



Berlusconi: "Lavoriamo per intervenire"
Bagnasco: "Italia verso l'eutanasia"


Il governo potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. Botta e risposta tra la clinica 'La Quiete' e l'assessore alla Salute del Friuli. Il sottosegretario Roccella: “Inapplicabile la sentenza della Corte d’appello di Milano". L'affondo del ministro Sacconi: "Valutiamo l'idoneità della clinica"



Udine, 4 febbraio 2009 - "Stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione". Così Silvio Berlusconi ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro. Il premier ha anche confermato che si potrebbe anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto.



IL BOTTA E RISPOSTA

Eluana Englaro non può essere affidata e ‘presa in carico’ dall’Associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna. E’ questa la posizione espressa dall’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro svoltosi a Roma con Kosic. Pronta la replica della casa di risposo ‘La Quiete’ di Udine, che ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia ‘’di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano’’.




Partira’ da domani o venerdi’ la progressiva riduzione dei nutrienti. Lo ha detto il neurologo che segue Eluana Englaro, Carlo Alberto Defanti. ‘’Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni’’.



L'ALTOLA' DAL MINISTERO

Nella casa di cura “La Quiete” di Udine, dovrebbe concludersi l’odissea di Eluana Englaro che dura ormai da diciassette anni. Nella struttura sanitaria si dovrebbe dare corso alla sentenza che autorizza il padre della donna in stato vegetativo permanente a interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata che la tengono in vita.



Dal ministero del Welfare però arriva un nuovo altolà, espresso dal sottosegretario Eugenia Roccella che ha ribadito di ritenere inapplicabile la sentenza della Corte d’Appello di Milano all’interno del Servizio sanitario nazionale e ha parlato di “un protocollo di morte”. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi ha definito la sospensione dell’alimentazione di Eluana come un passo verso l’eutanasia.



Nel frattempo Beppino Englaro dice che non parlerà più fino alla conclusione della vicenda e l’avvocato della famiglia chiede, una volta di più, riservatezza sulla vicenda. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato ‘una discussione pacata in Parlamento sul testamento biologico, che non ha nulla a che vedere con l’eutanasia’. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini richiama al ‘dovere di rispetto’ per la famiglia di Eluana Englaro, sottolineando come personalmente egli non abbia ‘certezze ma solo dubbi’ sulla fine della vita.



BAGNASCO



La vicenda di Eluana Englaro rappresenta una “grave deriva eutanasica” che “se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Sat2000. ”E’ un momento molto grave e triste della storia del nostro paese - dice Bagnasco - perchè vede uno scivolamento, speriamo non irreversibile, in questa vicenda di Eluana e di coloro che le sono attorno. Siamo molto preoccupati perchè una deriva eutanasica di questo tipo, se arriverà a conclusione, speriamo di no, sarà davvero una grave ferita nella nostra cultura segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tute le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perchè il grado di cultura di una civiltà, di un popolo è segnato anche - forse in primo luogo - dalla capacità di accogliere nel modo più bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto”, conclude.



SACCONI NON SI RASSEGNA



Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica ‘La Quietè di Udine e le modalità del ricovero della giovane in stato vegetativo per il suo ‘ultimo viaggiò.


"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai, «perchè lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento». E ha aggiunto: «Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo".



CAMPANE A MORTO



Intanto a San Marino-Montefeltro, il vescovo monsignor Luigi Negri dichiara: "Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica, a partire da oggi e per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo". In un messaggio chiede "a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria"



http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/04/149062-berlusconi_lavoriamo_intervenire.shtml

martedì 27 gennaio 2009

Olocausto, Napolitano: "Vigilare sul virus dell'antisemitismo"




Berlusconi: "Leggi razziali ferita ancora aperta"
Olocausto, Napolitano: "Vigilare sul virus dell'antisemitismo"

Il messaggio di Giorgio Napolitano, e' suonato come un monito: "Non bisogna abbassare la guardia contro il riprodursi del "virus dell'antisemitismo" e di "nuove speculazioni contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico".



Un'esortazione a non abbassare la guardia contro il riprodursi del "virus dell'antisemitismo" e di "nuove speculazioni e aggressive campagne contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico", proprio nel momento in cui "l'operato del governo di Israele puo' risultare controverso ed essere legittimamente discusso" dopo l'offensiva militare nella Striscia di Gaza. Nelle celebrazioni al Quirinale per la Giornata della Memoria, il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' suonato come un monito.

Il Giorno della Memoria, ha osservato Napolitano, giunge a poche settimane dal conflitto di Gaza, "vissuto con angoscia dagli amici del popolo israeliano e del popolo palestinese". Ed e' proprio in questi momenti che "deve farsi piu' forte la vigilanza ed esprimersi piu' nettamente la reazione contro il riprodursi del virus dell'antisemitismo" e che deve "restare chiara e netta la distinzione tra ogni possibile posizione critica verso la linea di condotta di chi, di volta in volta, governa Israele e la negazione delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico". Napolitano ha ricordato anche il suo recente viaggio a Gerusalemme, dove ha riscontrato 'quel senso profondo delle radici storiche e ideali di Israele che "mi ha sempre colpito, perche' forse in nessun altro popolo e in nessun altro Stato un simile sentimento si manifesta in un rapporto cosi' naturale con il passato piu' lontano".


Le leggi razziali emanate nel '38 sono "una ferita profonda inferta non solo alla comunità ebraica, ma alla intera società italiana". Lo sottolinea il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un messaggio per la Giornata della Memoria. "In questo giorno, 64 anni or sono, furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Questa data e quel luogo sono il paradigma dello sterminio di un popolo che ha segnato per sempre la storia dell'umanità. Non lo dimenticheremo mai", scrive il premier.
"Per questo nutriremo il ricordo della Shoah con celebrazioni e iniziative rivolte in modo particolare ai giovani, affinché sappiano a quale punto di aberrazione può arrivare l'odio dell'uomo contro l'uomo. Non solo. Il Governo invita gli insegnanti e gli studenti a fare tesoro di questa ricorrenza in tutte le scuole, perché il 'Giorno della Memoria' insegni a tutti, una volta di più, il valore della pace e della convivenza pacifica tra i popoli".
Berlusconi si sofferma in particolare su quella che definisce "una delle pagine più buie della storia del nostro Paese: l'emanazione delle leggi antiebraiche". Nel settembre del 1938, ricorda il premier," studenti e insegnanti furono bruscamente allontanati dalle scuole e dalle università, ed il 17 novembre, con decreto legge, fu vietato agli ebrei di contrarre matrimoni misti, di possedere aziende, terreni, fabbricati, di prestare servizio nelle pubbliche amministrazioni e nelle forze armate.


Nei mesi successivi gli ebrei furono cancellati dagli albi professionali, fu loro vietato il commercio, l'accesso negli uffici pubblici, la partecipazione alla vita politica ed alla vita sociale, fu sospesa la pubblicazione di tutta la stampa ebraica, fu vietato suonare le loro musiche, rappresentare le loro opere teatrali, proiettare i loro film; anche i nomi delle strade a loro intitolate furono cambiati. Si voleva cancellare tutto quanto attestasse la loro presenza nella vita nazionale ed il loro contributo doveva sparire in ogni sua manifestazione. Fu spezzato così un profondo e secolare legame tra i cittadini italiani ebrei ed il loro Paese, l'Italia, alla cui storia avevano contribuito con il lavoro illuminato di intellettuali, scienziati, artisti, ma anche con l'apporto di cittadini comuni.


Come non ricordare ancora l'ampia partecipazione degli ebrei alle lotte risorgimentali, il loro contributo alla costruzione dell'Italia unita, alla formazione della coscienza nazionale ed alla difesa della Patria nella Grande Guerra". "Le leggi antiebraiche - afferma il premier - sono ancora avvertite come una ferita profonda, inferta non solo alla comunità ebraica, ma alla intera società italiana, che perse improvvisamente una parte importante della propria storia.

27/01/2009

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/27/981990-olocausto_napolitano_vigilare_virus_dell_antisemitismo.shtml