venerdì 13 febbraio 2009

Berlusconi: "La crisi preoccupa"

13/2/2009 (12:51) - LA GRANDE CRISI
Berlusconi: "La crisi preoccupa"
Allarme del premier: le dimensioni
non sono ancora del tutto definite.
Il Pd: «Sono dichiarazioni tardive»
ROMA
«Questa crisi ha delle dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la dobbiamo guardare e la guardiamo con preoccupazione». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, lascia da parte il tradizionale ottimismo e non nasconde i timori del governo sulla situazione del Paese. Proprio nel giorno in cui i nuovi dati Istat confermano il brusco rallentamento dell'economia italiana.

«Siamo sempre più convinti - sottolinea Berlusconi - che la crisi dipenda anche dai nostri comportamenti ma è una crisi globale di cui abbiamo sempre preso atto e prendiamo atto ancora. Questa crisi ha delle dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la dobbiamo guardare e la guardiamo con preoccupazione». «Domani Tremonti presiederà il G7» dove si discuterà «delle regole da introdurre nei mercati finanziari e nella crisi economica», ha aggiunto il premier. Poi, riferendosi all'intesa sugli ammortizzatori sociali, Berlusconi ha affermato che «il governo e così anche le regioni hanno dato buona prova di se nell’affrontare questa crisi economica dando risposte concrete e immediate a quanti più direttamente sono e potranno essere colpiti dalla crisi stessa. Ringrazio il senso di responsabilità dimostrato da tutti, a cominciare dalle regioni. Ma gli effetti di questa crisi non sono ancora finiti».

Per il pd la preoccupazione del premier è tardiva. Secondo la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro «è curioso leggere le dichiarazioni di Berlusconi. Per settimane ha invitato gli italiani a non preoccuparsi e oggi invece afferma di non conoscere le dimensioni della crisi e di temerla». Peraltro, aggiunge, «il suo governo, invece di mettere in campo misure serie ed efficaci, ha solo lavorato per dividere i lavoratori italiani, favorendo una rottura sindacale». «Il Pd - dice la Finocchiaro - ha lavorato in questi mesi per tenere insieme il mondo del lavoro. Oggi molti suoi esponenti hanno dato la loro adesione allo sciopero e alcuni sono andati in piazza. Il Partito democratico deve essere dove sono i lavoratori e ogni giorno deve lavorare per la loro unità e proporre al Paese le proprie proposte contro la crisi: è questo il senso di quello che sta facendo oggi e che farà nelle tre grandi giornate di mobilitazione che cominciano domani. È necessario dire al Paese che questo governo non è capace di reagire alla crisi».

Anche secondo il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, l’accordo tra Stato e Regioni sugli ammortizzatori sociali è «tardivo». «L’intesa serve, come al solito, per affrontare un’emergenza», ha commentato a Cagliari, dove è arrivato per la chiusura della campagna elettorale. «Vorrei ricordare che ieri il ministro Sacconi ha detto che non ci sono le risorse per fare la riforma degli ammortizzatori sociali, mentre è proprio quello di cui ci sarebbe bisogno, soprattutto per i tanti precari di questo Paese che rischiano di restare senza lavoro e senza un euro». Domani il Pd presenterà un piano per uscire dalla crisi «perchè il governo è stato totalmente assente e incapace di produrre ogni decisione, mentre questo è il momento in cui bisogna ridare forza e fiato all’economia e al lavoro». Ha annunciato Veltroni.

Secondo il leader del Pd, occorre unire le forze sindacali e tutto il mondo del lavoro: «Penso che tra un piccolo e medio imprenditore e i suoi lavoratori ci sia una continuità di destini, e che dobbiamo tutti insieme lavorare perchè il Paese possa ripartire. Il governo sino ad ora non ha messo in campo nulla». Anzi, per Veltroni occorre prima di tutto recuperare la frattura tra i sindacati perchè il governo li vuole dividere. «In generale questo Paese deve tornare a essere più sobrio. Stiamo parlando in un Paese in cui si danno 300 mila euro a uno del Grande Fratello mentre gli operai che ho visto stamattina, forse avranno una cassa integrazione da 880 euro al mese». Reduce da un incontro a Iglesias con i lavoratori dell’area industriale di Portovesme, il leader del Pd riflette così sulla questione morale per il chachet da un milione di euro pagato al direttore artistico del festival di Sanremo di quest’anno Paolo Bonolis. «È un Paese che deve smettere di pensare in termini di show business e deve tornare ad avere lavoro e produzione, deve sostenere i giovani precari e gli imprenditori coraggiosi. Un Paese un pò diverso da questo gigantesco truman show berlusconiano, nel quale siamo stati per quindici anni e che sta producendo i danni che vediamo».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200902articoli/40984girata.asp

ELUANA-CERVELLO NORMALE

il Gionale.it
n. 38 del 2009-02-13 pagina 6

Ecco tutti i misteri dell’autopsia
di Irene Giurovich

UdineTanti interrogativi ancora aperti incombono sulla fine di Eluana. Uno su tutti riguarda il suo cervello. Molti davano per certa l’atrofizzazione, eppure, stando alla relazione dei periti, il cervello risulta di peso normale, dunque non atrofico. Questo non significa automaticamente, come ci hanno spiegato alcuni medici, che «il cervello di peso normale sia intatto nelle sue funzioni». Ma è qui che si spalancano le porte su angoscianti dubbi. Ai periti nominati dalla Procura di Udine, che hanno eseguito l’autopsia, non sono ancora arrivati da Lecco gli esami che dovrebbero attestare il grado di funzionalità del cervello. Si tratta di verifiche che potevano essere compiute soltanto quando Eluana era ancora viva. I periti, per completare il loro lavoro, devono analizzare anche la documentazione clinica pregressa che, però, stanno ancora attendendo. Non è certo, per ora, se sulla donna in stato vegetativo siano stati eseguiti studi per accertare la funzionalità cerebrale con risonanza magnetica funzionale o con «potenziali evocativi cognitivi», attraverso cui si analizzano risposte alle elaborazioni delle informazioni.
L’enigma sulla condizione del cervello resta da sciogliere. Come restano da chiarire altri quesiti: era o no presente nella stanza della Quiete un aspiratore della saliva? Perché si è parlato di insufficienza renale acuta? «Si tratta di una diagnosi - spiega il neurologo dell’Università di Udine, Gian Luigi Gigli - che può essere fatta soltanto sulla base di specifici esami ematochimici». Sono stati fatti questi esami? Ci si chiede poi com’era spiegabile il fenomeno della secrezione salivare visto che Eluana non era più idratata da oltre 70 ore. Resta da capire anche come mai girassero versioni discordanti sull’ora della morte (prima dell’autopsia), dal momento che l’assistenza a Eluana doveva essere garantita, da protocollo, 24 su 24.
Tutta da scrivere pure la vicenda che coinvolge l’anestesista che ha guidato l’équipe, Amato De Monte convocato dal presidente dell’Ordine dei Medici, Luigi Conte che l’ha interrogato per oltre tre ore nell’ambito dell’indagine avviata. Conte non esclude di riconvocare il medico che ha attuato il protocollo di sospensione di alimentazione e idratazione, di fatto l’unico medico dell’équipe, come si è saputo ufficialmente ieri, a conclusione dell’audizione. «C’era soltanto lui come medico, gli altri erano tutti infermieri», afferma Conte. Alle 19.30 circa, un De Monte schivo, scuro nell’espressione e visibilmente in imbarazzo, è scappato via sulla macchina della Digos. Senza parlare.


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http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=328270

Eluana: Procura Roma archivia denuncia Taormina su Napolitano

» 2009-02-13 16:06
Eluana: Procura Roma archivia denuncia Taormina su Napolitano
Pm, rientra nelle prerogative istituzionali del Presidente
(ANSA)- ROMA, 13 FEB- Il pm di Roma ha archiviato la tranche di denuncia presentata da Carlo Taormina sul caso Englaro che riguardava il Presidente della Repubblica. L'avvocato chiedeva di valutare eventuali profili di responsabilita' penale per la mancata firma di Giorgio Napolitano del dl per la sospensione del protocollo attuato su Eluana. Il Pm rileva: 'la manifestazione di volonta' del Presidente di non emanare un decreto legge rientra nelle prerogative istituzionali a lui attribuite'.

http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/friulivgiulia/news/2009-02-13_113344233.html

giovedì 12 febbraio 2009

ANTONIO SOCCI: ELUANA E NOI...

ELUANA E NOI…
12.02.2009


Una cosa è certa: abbiamo bisogno della “carezza del Nazareno”, come ha detto Enzo Jannacci. Senza di Lui siamo perduti, disperati… E preghiamo che Eluana sia stata abbracciata dalla Nostra Madre

Il signor Beppino Englaro a “El Pais” aveva dichiarato: “la Chiesa non mi può imporre i suoi valori”. Ma la Chiesa non imponeva niente, esortava semmai a non imporre la morte a Eluana. Nessuno fino a ieri sera ha potuto affermare che l’ordinamento italiano, a partire dalla Costituzione, permetteva – come dice brutalmente Giuliano Ferrara – “l’eliminazione fisica di una disabile”.

Nessuno. E’ noto infatti che la legge punisce addirittura chi fa morire di fame e di sete un gatto o un cane (lo si è visto proprio in un caso dell’estate scorsa).

Ora però, a un essere umano, questa morte orribile è stata inflitta. Per legge? No. Non c’è nessuna legge che lo consenta. Meno che mai la Costituzione. E nessuno – dicasi nessuno – dei progetti di legge in discussione finora (neppure i più estremisti) prevede che un caso come Eluana possa finire con la morte per fame e per sete. Non solo, ma il disegno di legge del governo che salvava espressamente Eluana in Parlamento aveva una enorme maggioranza, più grande dello schieramento di centrodestra. E allora come è potuto accadere? Per un pronunciamento della magistratura? Tutto sembra surreale. Ognuno ha le sue responsabilità (compreso il Parlamento che ha aspettato fino all’ultimo).

Ma che spettacolo tragicomico quello di intellettuali che, mentre una giovane donna stava morendo, si sono messi a strillare contro il presunto attentato alla Costituzione da parte di Berlusconi. Qua si rovescia la frittata in modo plateale. A noi sembra che Berlusconi, coraggiosamente e generosamente, abbia cercato di rimettere le cose al loro posto, restituendo all’esecutivo le sue prerogative, derivanti dal mandato popolare e a Eluana i suoi diritti. Ci sembra che l’anomalia sia il ruolo assunto in questo caso dalla sentenza magistratura, diventata, per il veto pronunciato contro il governo dal presidente Napolitano, intangibile più del Corano.

Il quale Napolitano – detto per inciso – ha manifestato la sensibilità alla vita che può avere chi come lui viene dalla storia comunista, di dirigente del comunismo internazionale del Novecento. Questa tragedia però impone adesso una svolta alla politica italiana. E speriamo che Berlusconi non si fermi. Bisogna restituire la sovranità al popolo italiano e al governo eletto dagli italiani, per restituire a tutti i propri diritti: è questione vitale per questo Paese.

Ma, tornando alla tragica storia di Eluana, in quell’intervista il signor Englaro ha aggiunto, sempre in riferimento alla Chiesa: “non mi sono rivolto alla Chiesa, ma ai tribunali di giustizia. A loro non ho chiesto niente, né glielo chiederò”. Qui sorge una domanda: è proprio sicuro il signor Englaro di non aver chiesto niente alla Chiesa? Vorremmo capire meglio. La figlia Eluana non è stata forse accudita per circa 17 anni dalle affettuose e delicate suore misericordie di Lecco?

Non so se il signor Englaro le abbia mai ringraziate pubblicamente. Le suore che hanno amato Eluana come una sorella e una figlia sono state sempre silenziose, ma - sommessamente e umilmente – quando la situazione si è fatta pesante hanno chiesto che Eluana fosse lasciata a loro, che avrebbero continuato ad accudirla con tenerezza come hanno fatto per anni. Non so se siano state ritenute meritevoli di una risposta pubblica (io non ne ho viste). Queste suore sono testimoni importantissimi fra l’altro della situazione di Eluana, il cui stato era un mistero per la medicina. Infatti nessuno può dire fino a che punto veramente la giovane donna fosse assente, fino a che punto non abbia capito tutto.

Una di queste suore ha rivelato che la ragazza sembrava avere un respiro più affannoso e un battito più veloce quando nella sua stanza si parlava della controversia relativa a lei. Ci sono poi dei fatti strani accaduti in concomitanza con quel suo trasferimento che da Lecco, dove aveva vissuto per anni con le suore, l’ha portata alla casa di cura di Udine dove dovrebbe morire. Pare che chi ha viaggiato con lei sia rimasto molto impressionato dalla sua improvvisa e persistente tosse. La domanda che sorge spontanea è la seguente: Eluana ha cercato di comunicarci qualcosa?

Il sospetto non è affatto campato per aria. Ormai la medicina si interroga seriamente sulla condizione di queste persone. Tempo fa il “Sunday Times” riferiva di un nuovo studio medico secondo cui “il 40 per cento dei pazienti in coma in ‘stato vegetativo’ possono essere mal diagnosticati”. Cioè possono avere una certa coscienza di sé.

In realtà alcuni esperimenti lo hanno già dimostrato. La “Risonanza magnetica funzionale” del neurologo Adrian Owen dell’università di Cambridge, con Steven Laureys, del’università di Liegi, ha spalancato alla medicina nuovi orizzonti (vedi “Science”, settembre 2006) facendo clamore in tutto il mondo. Il professor Owen ha monitorato le parti del cervello che si attivano quando si rievocano certi ricordi o si chiedono certe azioni. Lo ha fatto in una ragazza di 23 anni in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale in cui aveva riportato un grave trauma cranico. Con uno scanner per la risonanza ha scoperto che in lei vi era un’attivazione delle aree cerebrali identica a quella che accade in una donna in perfetta salute.

Ha dimostrato così che il cervello del paziente in “stato vegetativo”, finora ritenuto completamente disattivato, in realtà funziona. L’eccezionale scoperta di Owen prospetta addirittura la possibilità di mettersi in contatto con queste persone che continuano a mantenere un certo livello di coscienza, ma non riescono a dare ordini al corpo.

Finora la medicina aveva brancolato nel buio, perché resta misterioso il luogo in cui veramente risieda la coscienza. Adesso scopriamo che in realtà la coscienza può permanere (e la cosa è dimostrabile con l’attivazione del cervello), ma non riesce a comunicare.

E’ la Chiesa che – contrariamente ai luoghi comuni – esorta la scienza ad andare avanti in queste ricerche. Un primo passo è stato fatto quando, è cosa recente, la medicina ha deciso di non definire più “irreversibile” lo stato vegetativo. E in effetti sono tanti coloro che si sono risvegliati sconvolgendo le previsioni infauste. Che finora la medicina abbia sottovalutato quella condizione è provato anche da diverse testimonianze di persone che – pure in ospedali italiani (parlo per conoscenza diretta) - trovatesi in coma, in una condizione nella quale secondo i medici non potevano assolutamente sentire cosa veniva detto, hanno ascoltato precisamente i discorsi che intercorrevano fra i diversi dottori durante quelle ore e li hanno poi riferiti (al loro risveglio) per filo e per segno lasciando sconvolti quegli stessi medici.

Giuseppe Sartori, ordinario di Neuroscienze cognitive all’Università di Padova, tempo fa ha dichiarato: “Da quando è stato dimostrato che i pazienti in stato vegetativo possono mantenere qualche forma nascosta di consapevolezza dovrebbe valere il principio di precauzione: non possiamo far morire una persona che forse ci sta sentendo e capisce che cosa accade a lei e intorno a lei”.

Probabilmente Eluana in queste ore ha sopportato una sofferenza fisica enorme (tanto che si è dovuto sedarla), ma – se aveva un certo grado di coscienza (come i nuovi studi dicono) – chi può dire la sofferenza morale che ha vissuto? Ora la tragedia si è consumata. La Chiesa tanto vilipesa, la Chiesa che ha abbracciato Eluana in questi 17 anni con l’amore materno delle suore, ora invoca per lei “la carezza del Nazareno”, come diceva poeticamente Enzo Jannacci. Una ricompensa eterna alle sue sofferenze. Ma il nostro Paese? Un brivido ci corre nella schiena.

Antonio Socci

Da Libero, 10 febbraio 2009
http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm

Oggi Eluana Englaro "come una stella alpina, è rinata sulle rocce dopo un lungo inverno"

Oggi Eluana Englaro "come una stella alpina, è rinata sulle rocce dopo un lungo inverno"

Roma, 12 feb. (Apcom) - Oggi Eluana Englaro "come una stella alpina, è rinata sulle rocce dopo un lungo inverno", a questa immagine, evocata nel semplice e toccante rito funebre celebrato a porte chiuse nella chiesetta di San Daniele a Paluzza, si accompagna l'ultimo saluto alla giovane donna, morta lunedì sera dopo 17 anni di coma vegetativo. La bara in noce chiaro cosparsa di rose rosse, una cerimonia semplice, commossa, 500 persone nel corteo aperto dallo zio Armando hanno seguito il carro funebre tra le stradine bordate di neve del piccolo paesino della Carnia, luogo di origine degli Englaro.

Una deviazione, e il feretro si è fermato davanti alla casa degli Englaro: così papà Beppino e mamma Saturna hanno detto addio alla figlia, senza andare in chiesa per evitare l'assedio mediatico. Poi in chiesa l'omelia del parroco del paese Don Tarcisio Puntel: "Oggi, con molto umiltà dobbiamo chinare il nostro capo". "Dobbiamo chiedere a Dio - ha esortato il parroco - che ci illumini per cercare di superare i tanti ostacoli della vita. Camminiamo dopo tanto clamore. Ora c'e' il silenzio. Parlino le coscienze".

"La morte e' luce", ha ricordato Don Puntel, e "ora tu sei libera e puoi riposare in pace. Sei vicina a Dio e quindi conosci la verita'. Ti prego - ha chiesto - di illuminarci tutti e soprattutto di stare vicino alla tua mamma e al tuo papa'. Dal cielo fai sentire la tua presenza". "Ti porteremo sempre nel cuore. Mandi, Eluana, resta in Dio", ha concluso il parrocco, con un saluto familiare, in friulano.

Don Puntel ha anche letto il messaggio dell'arcivescovo di Udine, Pietro Brollo. "Vi siamo sempre stati vicino - ha scritto mons. Brollo - e soprattutto siamo stati vicini a papa' Beppino e mamma Saturna. Eluana merita una grande manifestazione di affetto. Lei ci ha parlato e ci ha interrogato. Tu ora sei nella verita' e conosci piu' di noi la verita'".

Dopo la messa il corteo si è arrampicato sulle stradine curve e ha accompagnato il feretro, portato poi a braccia nel piccolo cimitero, con le tombe innevate, nel silenzio dopo il clamore, come ha sottolineato il parroco, dove Eluana è stata tumulata nella tomba di famiglia accanto ai nonni paterni.

Ma lontano dal paesino della Carnia, il clamore 'politico' non si è sopito, mentre si aspettano i risultati conclusivi dell'autopsia sul corpo di Eluana: anche se i primi risultati parlano di "scompenso cardio-respiratorio, compatibile con il protocollo che prevedeva la sospensione dell'idratazione e alimentazione, mancano ancora gli esiti dei test tossicologici.

E la procura di Roma ha aperto un fascicolo d'inchiesta sulla vicenda, dovuto alla denuncia presentata dall'avvocato Carlo Taormina, che nel suo esposto chiede di verificare se sussistano eventuali responsabilità a carico del padre della ragazza, Beppino, dei medici e del personale sanitario, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dei magistrati della corte di appello di Milano e della procura di Udine.

Oggi, inoltre, il presidente dell'ordine medici di Udine Luigi Conte ha ascoltato l'anestesista Amato De Monte, nell'ambito della procedura istruttoria per un eventuale procedimento disciplinare nei confronti dei medici che hanno assistito Eluana Englaro.

Ma sulle ultime ore di Eluana Englaro nella clinica La Quiete di Udine "i medici sono tranquilli, non ci saranno sorprese: si attendono solo ulteriori conferme", ha sottolineato l'avvocato della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis, parlando ad Apcom torna sugli strascichi legali che potrebbero seguire la vincenda della morte di Eluana.

Finora c'è stata una prima risposta dell'esame autoptico, ora attendiamo gli altri esami, quelli tossicologici e sul cervello, i cui risultati saranno noti in uno, due mesi: saranno ulteriori indagini, "ma la prima risposta - sottolinea Campeis - ha già confermato una 'morte naturale compatibile con il protocollo' e quindi non c'è nulla di anomalo. In ogni caso aspettiamo queste ulteriori indagini".

Quanto poi alle eventuali denunce presentate contro la famiglia, i medici o la struttura sanitaria, il legale ne è convinto: "Si sono divertiti a presentare centinaia di esposti alla Procura, ma se la perizia confermerà il primo esame penso che per loro ci sarà poco da fare".

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/02_febbraio/12/i_funerali_di_eluana_a_paluzza_oggi_chiniamo_il_capo,17959345.html

Paluzza, l'addio a Eluana

Paluzza, l'addio a Eluana
Don Puntel: 'Sei nella verità'
Giovedì 12 febbraio 2009 20.41

Eluana Englaro è stata tumulata nella tomba di famiglia, nel cimitero di San Daniele, a Paluzza (Udine). Il corteo funebre ha raggiunto il cimitero, a poche centinaia di metri dalla chiesa, alla fine del rito funebre celebrato da don Tarcisio Puntel. "Sei come una stella alpina rinata sulle rocce dopo un lungo inverno": ha detto don Tarcisio


Eluana riposa accanto ai nonni paterni Giobatta Englaro e Iolanda Di Centa. Nella stessa tomba anche Romeno Englaro, fratello di Giobatta, ucciso a Malga Pramosio, sul Pal Grande, monte alle spalle di Paluzza, al confine con l'Austria, nel luglio del 1944. L' ultimo addio è stato portato dallo zio Armando, che ha voluto il rito funebre, e da tanti amici di Paluzza.

STELLA ALPINA. "Sei come una stella alpina rinata sulle rocce dopo un lungo inverno": è stato l'ultimo saluto di don Tarcisio Puntel a Eluana Englaro, tumulata questo pomeriggio nel cimitero di San Daniele di Palauzza (Udine). Don Puntel ha usato anche la lingua friulana per ricordare la giovane morta dopo 17 anni di stato vegetativo persistente: "cuò tu ses in ta veritat (adesso sei nella verità) e ti prego da lassù prega sempre per tutti noi". Il rito funebre è stato accompagnato da canti in latino dalla messa 'pro defunctis' e da diversi brani in friulano eseguiti dalla Cantoria Via Parocchiale.

LA CHIESA, MAI ESTRANEA. "La Chiesa non si è sentita estranea alla vostra sofferenza": così don Tarcisio Puntel, ha chiuso l'omelia con la quale ha salutato Eluana Englaro nella chiesa di San Daniele di Paluzza (Udine) dove si sono svolti i funerali della donna morta lunedì scorso a Udine. In un passaggio dell'omelia, don Puntel ha voluto ricordare in particolare le suore Misericordine di Lecco "che con tanto affetto hanno accudito Eluana in tutti questi anni. Ringraziamo qui - ha concluso don Puntel - anche tutti quelli che hanno pregato per Eluana, perché la preghiera è sempre a favore di qualcuno e non contro qualcuno".

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/106020

mercoledì 11 febbraio 2009

Lettera dei genitori di Terry Schiavo


La speranza più forte del dolore
Lettera dei genitori di Terry Schiavo
Da www.ilsussidiario.net la seconda lettera che Bob Schindler senior, padre di Terri Schindler Schiavo, saputo della morte di Eluana, ha inviato a Beppino Englaro.

Siamo molto addolorati nel sentire di Eluana e pieni di tristezza per lei. Aveva solo 38 anni. Eluana è morta solo quattro giorni dopo che i medici hanno cominciato ad interrompere la sua alimentazione e idratazione, con l’intento di causarne la morte.


"Tristemente, la morte di Eluana ci ricorda ancora le parole di Papa Giovanni Paolo II. L’averle tolto cibo e acqua, cioè l’assistenza di base, così da farla morire, è una cosa che riguarda tutti noi e il modo in cui ci prenderemo cura di quelli che hanno bisogno del nostro amore e della nostra compassione per continuare a vivere.

Per la nostra famiglia non passa giorno che noi non pensiamo alla nostra amata Terri e stiamo ancora soffrendo molto per una perdita così grande. Da quando Terri è morta, abbiamo deciso di portare avanti il suo lascito di vita e di amore, così che il suo sacrificio non sia avvenuto invano e, cosa più importante, che altri possano evitare lo stesso terribile destino.

Una cosa che sappiamo è che la questione non muore con Terri o Eluana, perché ci sono decine di migliaia di persone che vivono con lo stesso tipo di infermità. E le loro vite sono estremamente vulnerabili al crescente pregiudizio contro chi soffre di una infermità cognitiva.

Dopo la morte di Terri, la nostra famiglia ha dato vita alla Terri’s Foundation, per poter sostenere le persone con gravi danni cerebrali che sono in pericolo di essere uccise, in base a questa crescente tendenza a considerare la loro vita come “non degna di essere vissuta”.

Noi siamo profondamente addolorati per l’inutile morte di Eluana, ma siamo pieni di speranza che sempre più persone diventino coscienti di come viene trattato chi soffre di infermità come quelle di Terri ed Eluana, e che il nostro mondo cominci a dare valore alle loro vite, piuttosto che eliminarle.

Noi preghiamo perché il padre di Eluana e tutti quelli che hanno preso parte nella sua morte possano un giorno ridare valore alla vita e capire che tutte le persone sono state create con pari dignità e rispetto, non importa quale infermità possano avere.

Ciò che dà qualità e valore alla vita è l’amore. Amare ed essere amati è ciò che dà valore alla vita. L’amore è l’arbitro ultimo della vita. L’eutanasia è l’abbandono dell’amore. Dove c’è amore, c’è speranza".

Robert Schindler Sr e la famiglia di Terri



http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo441244.shtml