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giovedì 5 febbraio 2009

TERRI SCHIAVO PR NON DIMNTICARE



Terri Schiavo, per non dimenticare

Terri Schindler Schiavo è stata uccisa, Terri Schiavo è appena morta, per fame e per sete, lo strazio delle centinaia di famiglie sarde e il dolore condiviso con gli Schindler non ci impedisce di denunciare.



Ecco… il disegno nazista (mascherato con la modernità) si è realizzato, oggi come nel 1938, con il progetto T4 sentiamo tante dichiarazioni retoriche molti mass-media che non sanno quello che dicono.
Dicono “la maggioranza degli americani…” …dicono "è morta perchè son state staccate le macchine"...

Ma quali macchine…Era il suo biberon… quando si staccano le macchine (come spesso è giusto fare, siamo tutti contro l’accanimento terapeutico) si muore in poche ore... non in 14 giorni...morta di fame e sete, non altro,!

Neanche con gli animali…

La legge pilatesca del Presidente Bush non ha avuto effetto …ma in Iraq però è intervenuto, in barba alla legge e al diritto internazionale… d’accordo la maggioranza degli americani…
e gli americani continuano a morire per mancanza di assistenza sanitaria gli Schindler non sono riusciti a farlo intervenire, Bush e Terri è morta, per fame come nei regimi nazisti.

Mai più la morte di una persona solo perchè gravemente disabile.

Perché i non-disabili dicono “…non vale la pena di essere vissuta…poverini…”
Non importiamo il barbaro metodo americano, mai!

Adesso riflettiamo, ma la battaglia è appena iniziata. Insieme a Bob e Mary



Insieme a Terri
Fare fuori la diversità, di Marco Espa, Genitore, Presidente ABC associazione bambini cerebrolesi Sardegna

La vicenda di Terri Schiavo, apparentemente così lontana, ci riguarda molto da vicino. L’unione Sarda ha pubblicato (25 marzo) l’intervista con il padre di Cristina che ha ben fatto capire la posizione delle centinaia di famiglie sarde che hanno una Terri Schiavo in casa. L’eutanasia non c’entra niente, come l’ex ministro della Sanità Umberto Veronesi ha ben affermato.Non c’entra niente neanche la religione.Terri non è in coma. E’ solo una persona profondamente cerebrolesa.Siamo noi per primi contro l’accanimento terapeutico, ma non è questo il caso. Si fa morire di fame in maniera atroce una persona con grave e profonda disabilità, in quanto a priori qualcuno ritiene che la vita di un disabile grave non vale la pena di essere vissuta.
Neanche un animale si tratta così.Terri Schiavo si alimentava ad orari regolari, come ognuno di noi. Non è stata staccata nessuna spina. L’eutanasia non c’entra nulla.
Deve morire perché disabile. Anche in Italia oramai molti commentatori parlano così. non è accettabile: nessuna persona che si batte per i diritti umani può accettare questo principio discriminatorio.Facciamo attenzione. Le battaglie democratiche per i diritti civili dei nostri figli rischiano di scomparire a causa di questo pensiero.
Chiediamo sostegno, non la cinica compassione di chi giudica la nostra vita una vita da poveretti.Molte famiglie in Sardegna hanno figli in condizioni di gravità paragonabili o “peggiori” di quelle di Terri.Ricordiamoci che In Italia sono migliaia di persone, e noi ne siamo testimoni.Cosa facciamo, iniziamo ad eliminare gli anziani soli? I poveri? Gli zingari? I malati di mente? Tutti coloro che riteniamo non possano avere una vita di qualità?
Queste famiglie amano i loro figli disabili gravi come i genitori di Terri amano la propria figlia e ritengono che la disabilità, per quanto grave, non possa mai essere invocata come scusa per spegnere la vita di una persona.
Ritengono che un atto del genere, oltre che essere massimamente discriminatorio sia assimilabile ad un omicidio.Ricordano che con le stesse motivazioni (considerate dai più ragionevoli…) furono eliminati a partire dal 1938 70 mila tedeschi disabili ad opera di Adolf Hitler, con il suo progetto T4. Queste famiglie credono fermamente che la vita dei loro figli, anche nelle condizioni di peggior gravità, abbia un valore assoluto ed insostituibile ed in tale convincimento sono confortate dalle testimonianze dei loro figli stessi.
Queste famiglie ritengono sia loro dovere, al di là delle nostre diverse convenzioni religiose o convinzioni etiche, difendere sempre ed in ogni caso l’esistenza del disabile grave da ogni offesa e dal suo diritto alla vita. Noi vogliamo che Terri Schiavo viva. per quella che è, per la sua incredibile diversità. Che ci appartiene. Che non possiamo e non vogliamo eliminare.


Comunicato stampa del 23 marzo 2005
L'Associazione Bambini Cerebrolesi Federazione Italiana sostiene l’azione dei genitori di Terry Schiavo a favore del diritto alla vita della loro figlia.
L’eutanasia non c’entra niente, come l’ex ministro della Sanità Umberto Veronesi ha ben affermato.
Terry non è in coma. E’ solo una persona profondamente cerebrolesa.
Siamo tutti contro l’accanimento terapeutico, ma non è questo il caso.
Si vuole far morire di fame in maniera atroce una persona, in quanto a priori qualcuno ritiene che la vita di un disabile grave non vale la pena di essere vissuta.
Neanche un animale è trattato così.
L’eutanasia non c’entra nulla.
Terry deve morire perché disabile.
Anche in Italia oramai molte persone parlano così.
Non è accettabile: nessuna persona che si batte per i diritti umani può accettare questo principio discriminatorio.
Facciamo attenzione. Le battaglie democratiche per i diritti civili dei nostri figli rischiano di scomparire a causa di questa ideologia. Chiediamo sostegno, non la cinica compassione di chi giudica la nostra vita una vita da “poveretti”.
Ricordiamoci che in Italia ci sono migliaia di persone in condizioni di gravità paragonabili o “peggiori” di quelle di Terry.
Cosa facciamo, le eliminiamo? E continuiamo poi eliminando gli anziani soli? I poveri? Gli zingari? I malati di mente? Tutti coloro che la “società” ritiene non possano risultare un peso “inutile”?
Siamo veramente convinti che solo chi è “perfetto” secondo i canoni oggi dominanti ha una vita degna di essere vissuta? Siamo convinti che la società può trarre vantaggio dall’eliminazione dei soggetti deboli? O non è piuttosto un’attenzione particolare per questi soggetti la via per un effettivo progresso?
Le famiglie dell’Associazione amano i loro figli disabili gravi come i genitori di Terry amano la propria figlia e ritengono che la disabilità, per quanto grave, non possa mai essere invocata come scusa per spegnere la vita di una persona. Ritengono che un atto del genere, oltre che massimamente discriminatorio, sia assimilabile ad un omicidio.
Queste famiglie credono fermamente che la vita dei loro figli, anche nelle condizioni di peggiore gravità, abbia un valore assoluto ed insostituibile, e in tale convincimento sono confortate dalle quotidiane testimonianze dei loro figli.
Queste famiglie ritengono sia loro diritto e dovere, al di là delle diverse convinzioni religiose o etiche, difendere sempre e in ogni caso il diritto alla vita di ogni persona.
Noi speriamo che Terry Schiavo viva, per quello che è, per la sua diversità, che ci appartiene, che ci arricchisce, e che non possiamo e non vogliamo perdere.

Associazione Bambini Cerebrolesi Federazione Italiana aderiscono alla Federazione le seguenti Associazioni: ABC Campania, ABC Emilia Romagna, ABC Lazio, ABC Liguria, ABC Lombardia, ABC Piemonte, ABC Sardegna, ABC Triveneto

Presidente: Dario Petri
Vicepresidenti: Marco Espa Alessandro Ludi



Comunicato Stampa
Oggetto: Terry Schindler Schiavo

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish) in rappresentanza di circa 30 organizzazioni di persone con disabilità e di loro familiari è fortemente preoccupata per gli accadimenti del caso di Terry Schindler Schiavo. L’uso strumentale del caso di Terry da parte di fazioni “pro life” contrapposte al “pro choice” produce un distacco dalla tragedia umana di Terry Schindler Schiavo e dell’assurda storia giudiziaria che la vede involontaria protagonista.
Il movimento americano delle associazioni dei disabili e dei loro familiari per i diritti (laiche e religiose di ogni confessione), ha diffuso informazioni da cui si evince che Terry non è una donna tenuta in vita in modo artificiale.
E’ una grave cerebrolesa, cosciente e reattiva al di là dei semplici riflessi. Come è stato dimostrato dalla sua abilità di seguire con gli occhi, è in grado di rispondere ai comandi verbali dei medici che l'hanno esaminata nel video pubblicato sul suo sito, e reagire alle persone care. E’ in grado di deglutire la propria saliva e potrebbe potenzialmente essere svezzata dal tubo di alimentazione e recuperare parte del linguaggio, in modo da poter indicare direttamente i propri desideri.
Michael Schiavo, il marito, ha ricordato i presunti desideri di Terry solo dopo che è stato riconosciuto un indennizzo per l'imperizia che le ha causato la disabilità. L'analisi della sentenza dimostra che dei 700 mila dollari (l'indennizzo ottenuto da Michael e destinato all'assistenza sanitaria di Terry), oltre la metà è stato spesa per la sua battaglia legale per ottenere il distacco del tubo di alimentazione. Oltre 200 mila dollari sono stati pagati al suo legale Gorge Felos. Michael Schiavo ha impedito che la moglie usufruisse della logopedia, un tipo comune di riabilitazione a disposizione delle persone con cerebrolesioni.
La strumentalità è ancor più evidente se si pensa che la legge sulla tutela giuridica dei patrimonio che consente questo scempio, è promossa dal Partito Repubblicano in dispregio alla tutela dei diritti fondamentali delle persone come sancito dall’Onu con le Regole Standard per l'eguaglianza di opportunità delle persone handicappate e dal Congresso Usa con l’American Disability Act.
“Il dibattito – afferma Pietro V. Barbieri, Presidente nazionale Fish – rasenta l’assurdità. Oltre a non tenere conto dei fatti, è centrato sulla paura della malattia. Vi sono affermazioni pericolose degne dell’eugenetica come, ad esempio, quelle che pretendono di dare dignità alla vita solo col trittico consapevolezza, coscienza ed autonomia. Secondo costoro, il resto è morte tagliando via con un tratto di penna milioni di persone con grave disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale, con esperienza di malattie psichiatriche ecc.”
“Le convinzioni tradizionali sull’incapacità di pensiero e di emozione – continua Barbieri - vengono travolte dalla realtà di persone che superano le basse aspettative relazionali dagli altri riposte su di loro, se viene garantito loro un percorso riabilitativo dignitoso. La convinzione che le persone con disabilità come la Schindler-Schiavo siano "meglio morte" ancora esiste ma è profondamente errata. Mette tutti noi in pericolo.”
“L’appello delle associazioni italiane delle persone con disabilità e dei loro familiari – conclude Barbieri - è in sostegno agli sforzi della famiglia Schindler e del movimento delle associazioni statunitensi, affinché si salvi una vita condannata esclusivamente per il godimento del suo patrimonio senza ulteriori speculazioni di sorta”.

Roma 25 marzo 2005
Il Presidente
Pietro V. Barbieri

Questa primavera mancherà un fiore nei nostri balconi, nei nostri prati, nei nostri giardini.
Il geranio Terri è morto, l'hanno lasciata morire, ma vivrà nei cuori degli uomini di buona volontà, quelli per cui Lui è morto e risorto.
La passione e l'agonia di Terri e Gesù ci diano la forza di combattere, di innaffiare con un sorriso e tanta tenerezza tutti i gerani del mondo.
Il pensiero va alle persone a cui, materialmente o
metaforicamente, ogni giorno viene staccata la spina.

Un abbraccio
M. Alessandra


Claudio Imprudente
...Io mi schiero con i genitori, ma perché penso che nel dubbio, in una storia dai contorni così sfumati, non ci sia la possibilità di prendere decisioni nette, che hanno la conseguenza ineluttabile di una morte, il cessare del respiro, del battito cardiaco e di tutte le funzioni di un corpo, solo perché il cervello è stato danneggiato gravemente, come se il cervello “normodotato” fosse tutto, fosse la sede del valore di una persona, come se un essere umano fosse identificato solo con la sua coscienza-consapevole e non anche con la sua corporeità, con la sua pelle che sente, con i suoi muscoli anche involontari che si muovono.
A questo proposito ritengo anche che la nozione di “accanimento terapeutico” sia inapplicabile al caso di Terri. Infatti, se intendiamo per accanimento terapeutico tutti quei trattamenti medici che non producono in alcun modo miglioramenti nel paziente o, peggio, potrebbero arrecargli ulteriore sofferenza, come si può paragonare la sommistrazione di acqua e cibo, indispensabili alla vita di ognuno, alla mera somministrazione di un farmaco? Siamo forse tutti sottoposti a trattamento ogni volta che mangiamo o beviamo qualcosa nella vita di tutti i giorni? Ovviamente la risposta è no. E questo vale anche per Terri.
Nutrire e nutrirsi è un’esigenza vitale per tutti non riconducibile a nessun tipo di trattamento. Per questo ritengo naturale ed umano il desiderio dei genitori di Terri a non veder staccato quel tubicino che nutre la loro figlia.
E questo desiderio andrebbe rispettato anche da chi è favorevole all’eutanasia perché un conto è la “dolce morte” procurata tramite iniezione, un conto è far morire di fame e di sete una piccola pianta. Questo è innaturale e inumano.

Ma c’è dell’altro: lo scontro dei poteri evocato da questa vicenda molto umana e dolorosa rischia di fuorviare, di farci perdere la bussola. Trovi ad esempio un presidente americano, che ha scatenato una guerra, da sempre per la pena di morte, abituato quindi a staccare la spina e senza tanti complimenti, che si schiera per Terri assieme ai molti fondamentalisti che l'hanno votato e che attraverso questo caso si sono fatti avanti come i paladini della vita, cercando di acquisire credibilità. Dall'altra c'è probabilmente la seconda faccia della medaglia, quella mentalità statunitense che non è abituata anch'essa ai dubbi, alla fatica del dialogo, e che vede in quella di Terri una non-vita perché non segue gli standard di qualità. Mi sembra giusto non lasciarsi fuorviare da queste prese di posizione, per tornare ad un punto di vista che ha il coraggio del dubbio, del dialogo, della riflessione e che nel frattempo dia il tempo a Terri di continuare la sua storia, di continuare ad urlare con le sue miliardi di cellule. Chiediamoci anche: dov'è Terri in questo momento? Dove si trovi una persona abbandonata dalla sua coscienza-consaspevole è un mistero: ma è lo stesso senso di mistero che provo quando mi chiedo: dove sono io adesso?

Oppure anche: dov'è Bush adesso? In quale mondo vive? E' questa la qualità della vita? Qual è il valore di una vita? E una vita può avere più valore di un'altra? Perché il Potere si sente in diritto di difendere (Bush) o annientare (il giudice) una vita? Il Potere cerca sempre di autoaffermarsi, il Potere vuole potere di più, vuole non essere messo in discussione:

l'anello del potere del Signore degli Anelli fa scomparire, rende invisibili, permette di togliersi dal controllo ma rende anche schiavi delle proprie convinzioni, delle proprie idee. Questa violenza del Potere, del controllo che non vuole essere controllato, della giustizia che è serva solo della legge, e non degli esseri umani che l'hanno creata: in una parola questa assenza di valore è messa in crisi proprio dalla presenza di Terri Schiavo, da lei che è l'immagine del mistero che si fa carne ed abita in mezzo a noi.

Firmato: il geranio Claudio Imprudente

http://www.terrisfight.org/

http://www.abcsardegna.org/62_122_news_31.php

mercoledì 4 febbraio 2009

ELUANA: LA CLINICA DI UDINE NON E' IDONEA


Eluana, la clinica di Udine è pronta
Ma il governo frena: 'Non è idonea'
Mercoledì 04 febbraio 2009 19.23


La casa di risposo "La Quiete" di Udine ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia "di voler attuare la sentenza della Corte d'Appello di Milano". La Roccella: "La Clinica non possiede le condizioni

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l'idoneità della clinica "La Quiete" di Udine, dove Eluana è stata portata per effettuare il distacco del sondino, e le modalità del ricovero della giovane. "Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo, ha detto, perché lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento. Mio dovere è quello di non girarmi dall'altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del governo".

IL GOVERNO. E una prima risposta all'interrogazione di Sacconi sarebbe arrivata. Per l'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, la Clinica La Quiete (che avrebbe chiesto un'autorizzazione ufficiale proprio alla Regione Friuli) non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di appello di Milano ai fini della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale ad Eluana Englaro. Lo ha detto il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro a Roma con l'assessore.

NUTRIENTI GIA' RIDOTTI DOMANI? Partirà da giovedì o venerdì la progressiva riduzione dei nutrienti per Eluana. Lo ha detto il neurologo che segue la Englaro, Carlo Alberto Defanti. "Il protocollo, ha detto Defanti, è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni". La riduzione dei nutrienti probabilmente "prevederà inizialmente una riduzione drastica, di circa il 50%, e poi sempre più graduale. Non sarà un processo brutale". Contemporaneamente a Eluana saranno somministrate piccole dosi di sedativi "per garantire che non provi alcuna sofferenza". Tempo di sopravvivenza? "In media due settimane, ma possono subentrare imprevisti o possono rivelarsi fibre eccezionalmente resistenti. In ogni caso è probabile che il tempo complessivo sia vicino a tre settimane".

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/104781

lunedì 2 febbraio 2009

GAZA: LA TREGUA NON E' RISPETTATA

Raid aereo di Israele
L'annuncio di Hamas
Un aereo israeliano ha colpito stasera un obbiettivo di Hamas nel settore centrale di Gaza, stando a quanto riferito dal movimento integralista palestinese. L'attacco non avrebbe provocato vittime.
L'attacco fa seguito al ferimento di tre cittadini israeliani, due militari e un civile, causato dal lancio di razzi e colpi di mortaio sparati contro il deserto del Neghev, in territorio israeliano. Il premier Ehud Olmert aveva preannunciato una risposta "severa non proporzionata" a questa violazione della tregua. Stando ad alcune testimonianze, un missile lanciato da un aereo israeliano ha colpito alcune roulotte e prefabbricati e nella località di Mughraqa, sul litorale. Le strutture venivano utilizzate dai servizi di sicurezza di Hamas. I testimoni hanno aggiunto che il sito era stato evacuato. Da Israele, a quanto sembra, erano partite telefonate in cui si avvertiva che sarebbero stati colpiti edifici dove erano state individuate delle armi. Stando a fonti israeliane, risultano essere stati lanciati verso il territorio dello stato ebraico israeliano quattro razzi e 13 proiettili di mortaio. Le condizioni dei tre israeliani feriti, secondo fonti mediche, non sono gravi. http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/104349


24ore - Esteri

01 02 2009
Gaza, 22:26
GAZA: ISRAELE BOMBARDA POSTAZIONE HAMAS, NESSUNA VITTIMA
L'aviazione israeliana ha bombardato una postazione di Hamas nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha riferito il movimento islamico, secondo il quale non si sono registrate vittime. Fonti ufficiali israeliane hanno confermato che oggi "l'aviazione ha portato a termine diversi attacchi nella Striscia di Gaza". Testimoni hanno riferito che un gruppo di roulotte usate da Hamas come quartier generale delle forze di sicurezza a Mughraq sono state colpite in serata da un missile israeliano. Il complesso era stato evacuato dopo una telefonata giunta da Tel Aviv che avvertiva tutti i palestinesi di lasciare gli edifici dove erano nascoste le armi. L'attacco e' avvenuto poche ore dopo che il premier israeliano, Ehud Olmert, ha minacciato di colpire nuovamente il territorio controllato da Hamas come rappresaglia al lancio di razzi contro Israele.



http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3531009.html



M.O./ Tre israeliani feriti da colpi di mortaio sparati da Gaza
Oggi lanciati anche cinque Qassam contro il Negev occidentale
postato 8 ore fa da APCOM
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olmert, reagiremo a lancio razzi
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Roma, 1 feb. (Ap-Apcom) - Miliziani palestinesi della Striscia di Gaza hanno sparato oggi pomeriggio alcuni colpi di mortaio contro un villaggio israeliano nel Negev Occidentale, ferendo due soldati e un civile. Lo hanno riferito le autorità israeliane. Nel corso della giornata di oggi dalla Striscia sono stati sparati in totale almeno cinque razzi Qassam e otto colpi di mortaio contro Israele, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz.

Tre razzi sono caduti nella regione di Eshkol: due in una zona disabitata e un terzo tra due scuole materne. Un quarto razzo è invece caduto in uno spazio aperto in un'altra località del Negev, senza fare vittime o danni. Stamattina i soldati israeliani sono stati impegnati anche in uno scontro a fuoco nei pressi del valico di Kissufim con miliziani palestinesi.

Il premier israeliano Ehud Olmert ha detto oggi che Israele risponderà in "modo smisurato" a questi nuovi attacchi, ma fonti di Hamas, citate dalla tv al Arabiya, hanno detto che il gruppo ha accettato una proposta egiziana per una tregua di un anno nella Striscia di Gaza a partire da giovedì.

http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2009/02_febbraio/01/m_o_tre_israeliani_feriti_da_colpi_di_mortaio_sparati_da_gaza,17801531.html

lunedì 26 gennaio 2009

Gaza: Sky no appello umanitario


2009-01-26 15:32
Gaza: Sky no appello umanitario
Per non inficiare l'imparzialita' del canale
(ANSA) - LONDRA, 26 GEN - Sky si e' aggiunta oggi alla Bbc nella sua decisione di non trasmettere lo spot di beneficenza pro Gaza per non inficiare l'imparzialita'.
Lo spot, promosso da 'Disasters Emergency Committee', viene trasmesso sui principali canali in chiaro del Regno Unito - I
tv, Channel 4 e Five. E chiede ai britannici donazioni a favore dei palestinesi bisognosi.
'La nostra decisione non e' un giudizio sulle buone intenzioni' dell'appello, ha detto il capo di Sky, John Ryley.


http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-01-26_126301572.html

27 gennaio, una Giornata per non dimenticare

Al Quirinale consegna delle medaglie agli ex deportati o agli eredi
Incontri, proiezioni, letture, iniziative e manifestazioni in tutta Italia
27 gennaio, una Giornata per non dimenticare
Viaggi della memoria ad Auschwitz e Birkenau
Un giovane palestinese sul treno da Firenze: "L'uomo da quegli orrori non ha imparato"
di RITA CELI



ROMA - Il 27 gennaio di 64 anni fa le avanguardie dell'Armata Rossa aprivano i cancelli di Auschwitz, liberando i pochi superstiti e mostrando al mondo gli orrori di un lager dove erano stati sterminati un milione e mezzo di ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici e prigionieri di guerra. Per non dimenticare la Shoah e le vittime innocenti uccise ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento domani, 27 gennaio, sarà celebrata la Giornata della memoria, istituita nel 2000 per ricordare - soprattutto ai giovani - i milioni di uomini, donne e bambini messi a morte dai nazisti. Numerose le iniziative, a cominciare dalla consegna al Quirinale delle medaglie agli ex deportati o agli eredi, per proseguire nel corso della giornata con concerti, proiezioni, testimonianze, conferenze, letture e manifestazioni in tutta Italia.

Quirinale, medaglie a ex deportati. Una cerimonia solenne al Quirinale apre la Giornata della memoria. Il sottosegretario Gianni Letta, a nome del governo, consegnerà medaglie d'onore ad alcuni ex deportati civili e militari che furono internati nei lager nazisti o ai loro eredi per onorare i sopravvissuti e le vittime di un dramma che coinvolse centinaia di migliaia di italiani (40mila civili e 650mila militari deportati: nove su dieci non fecero ritorno, 50mila i soldati uccisi nei campi di sterminio). Cerimonie analoghe si svolgeranno contemporaneamente in diverse città alla presenza delle autorità locali.

Convegno alla Camera. Alle 15 nella Sala della Lupa di Montecitorio si terrà il convegno "Memoria: dalle testimonianze dirette al museo della Shoah", aperto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Interverranno: Gianni Alemanno, Piero Marrazzo, Nicola Zingaretti, Walter Veltroni, Renzo Gattegna, Leone Paserman, Goti Bauer, Marcello Pezzetti, Luca Zevi, Giorgio Maria Tamburini. Il convegno sarà anche l'occasione per presentare il progetto del Museo nazionale della Shoah, sulla via Nomentana a Roma, la cui inaugurazione è prevista per il 2011.


Il viaggio in treno da Milano. Oltre 900 giovani delle scuole superiori di Milano e della Lombardia hanno affrontato il lungo viaggio in treno dalla stazione Centrale di Milano fino a quella di Auschwitz. I ragazzi arrivati a destinazione sono rimasti in silenzio di fronte all'atrocità evocata dalla scritta "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi) che ancora campeggia sul cancello d'ingresso del campo di sterminio nazista. Orrore amplificato davanti alle camere a gas, agli oggetti delle vittime, ai nomi e dopo la visita a Birkenau, dove i quattro forni crematori hanno funzionato a pieno ritmo fino agli ultimi giorni della guerra.

Sul treno anche gli studenti di Parma. Su uno dei due treni della memoria partiti da Milano, organizzati da Cgil, Cisl e dalla Provincia di Milano, tra gli oltre 1200 passeggeri sulla via per Auschwitz - tra cui 300 lavoratori e pensionati - anche un gruppo di studenti di Parma che hanno affidato a Parma-Repubblica.it il loro diario di viaggio corredato di foto e racconti. Un viaggio collettivo verso i campi di sterminio, dove sono previste visite, cerimonie, confronti organizzati con l'obiettivo di "formare nuovi testimoni".


Firenze, la partenza del treno della memoria


Arabi e cristiani in viaggio da Firenze. Un treno della memoria è partito anche da Firenze, organizzato dalla Regione Toscana, con a bordo 800 persone tra studenti delle scuole superiori e giovani di diversi paesi che frequentano le università toscane. Una ragazza marocchina con il chador, un palestinese che studia a Firenze per diventare artista nella sua terra, un esponente della comunità rom. "Questo viaggio è importante per conoscere dal vivo i luoghi dove l'uomo ha commesso orrori, ma sono consapevole che l'uomo da quegli orrori non ha imparato" commenta Remzt, 22 anni, palestinese della città vecchia di Gerusalemme.

Gli appuntamenti in tv. Numerose le occasioni per ricordare la Giornata della memoria sul piccolo schermo, a cominciare da RaiTre che domani alle 11 trasmette in diretta la cerimonia dal salone dei Corazzieri del Quirinale. Questa sera Retequattro alle 23.20 propone il film tv Il processo di Norimberga. Sempre su RaiTre, questa sera a mezzanotte Linea notte ospiterà Anna Foam, autrice del libro Diaspora, storia degli ebrei nel '900. Domani si comincia alle 8.05, ancora su RaiTre, con la seconda puntata de La storia siamo noi, dal titolo La soluzione finale, alla ricerca delle radici ideologiche e politiche della Shoah (mercoledì la terza parte). Sempre sulla terza rete Rai alle 13.10 va in onda Un treno per Auschwitz, il documentario di Carlo Lucarelli e Paola De Martiis dedicato al viaggio in treno di 600 studenti da Carpi al lager. La7 ricorda la Shoah alle 14 con la favola tragica Train de vie, film scritto e diretto da Radu Mihaileanu. RaiUno alle 14.10 ripropone la fiction Exodus - Il sogno di Ada, protagonista Monica Guerritore, dedicata alla storia di Ada Sereni che ha dedicato la sua vita a organizzare l'espatrio di migliaia di ebrei verso la Palestina. Nell'arco della giornata Rainews 24 propone interviste a scrittori, storici, testimoni, sopravvissuti e l'inchiesta esclusiva Bombardate Auschwitz: l'ordine che non fu dato. Sempre domani Retequattro trasmette alle 21.10 Il pianista, il film di Roman Polanski con Adrien Brody, il musicista la cui vita fu sconvolta dalla guerra e dall'invasione nazista. Sky Cinema 1, invece, ricorda lo sterminio trasmettendo in esclusiva alle 21 il film Il diario di Anna Frank, una recente trasposizione del celebre diario.


I ragazzi di Carpi partono per Auschwitz


Roma, le iniziative alla Casa della memoria. Proiezioni di film, documentari, testimonianze e interviste, conferenze, letture e presentazioni di libri organizzati alla Casa della memoria e della storia, a Roma. Domani dalle 11 alle 24 nel locale Qube, appuntamento con La memoria degli altri - Il giallo e il rosa. Shoah e Homocaust, due genetiche per uno sterminio, evento ideato da Davide Pavoncello per ricordare le discriminazioni e persecuzioni che ebrei e omosessuali subirono durante il nazismo. Al Complesso del Vittoriano alle 17 il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, interverrà all'iniziativa promossa dal suo ministero che prevede lettura di brani sulla Shoah da parte di alcuni studenti delle scuole medie superiori, con l'intervento di Paola Pitagora, e la presentazione del volume Il libro della Shoah italiana di Marcello Pezzetti, coordinata da Bruno Vespa con gli interventi dell'autore, del ministro Bondi e di quello dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, del sottosegretario Carlo Giovanardi e dei rappresentanti delle comunità ebraiche italiane.

Venezia, un mese per non dimenticare. Anche quest'anno Venezia celebra la ricorrenza della Giornata della memoria scegliendo di promuovere molteplici appuntamenti distribuiti nell'arco di un mese, sostenendo occasioni di approfondimento culturale e iniziative d'arte e spettacolo sensibili ai valori di una "memoria condivisa" da non rimuovere, specie nei suoi capitoli meno conosciuti come la persecuzione nazista dei disabili, degli zingari, degli omosessuali e degli oppositori politici. Spicca la presenza di Moni Ovadia, che ha dato il via a una serie di eventi al teatro Goldoni tra cui la prima del suo ultimo lavoro teatrale Senza confini, ebrei e zingari. Tra le iniziative più toccanti la Fiaccolata delle memoria, la silenziosa marcia che partirà domani da Chirignago, in terra ferma, e sarà accompagnata dalle testimonianze di coloro che allo sterminio nazista sono sopravvissuti.

Cuneo, Bob Geldof in concerto. Incontri culturali, momenti di confronto e di riflessione a Cuneo. Nella mattinata di martedì, alle 12, in prefettura consegna delle medaglie d'onore ai deportati nei lager nazisti. Alle 16.30 dalla sinagoga di Contrada Mondovì partirà un trekking della memoria, con tappe al monumento alla Resistenza, al santuario degli Angeli e poi a Borgo San Dalmazzo dove centinaia di lumini ricordano le vittime della Shoah al Memoriale della deportazione, nei pressi della stazione ferroviaria. Alle 21 al teatro Toselli l'ottava edizione del Concerto della memoria con Bob Geldof, artista già candidato al premio Nobel per la pace e organizzatore di grandi eventi mondiali come il Live Aid e il Live 8.

Trieste ricorda dalla Risiera di San Sabba. A Trieste la giornata del 27 gennaio si apre alle 9.30 con la marcia silenziosa degli ex deportati dalle carceri del Coroneo alla Stazione centrale, dove sarà deposta una corona del Comune a ricordo della partenza dei convogli verso i campi nazisti. Alle 11 alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio sul territorio italiano, si svolgerà la cerimonia solenne mentre tre esposizioni approfondiranno le storie legate alle deportazioni nazifasciste: le opere di Mario Moretti, militare italiano deportato dal 1943 al 1945 in Polonia e Germania, una mostra sulla persecuzione degli ebrei in Italia e una sul diario di Nicolò Chiucchi, cittadino istriano deportato a Dachau.

In Toscana spettacoli e riflessioni. Un nuovo museo per la documentazione, canti sacri, spettacoli teatrali e momenti di riflessione sono le iniziative organizzate in Toscana. A Prato domani sera è in programma nella chiesa di Lammari a Capannori il concerto di Antonella Ruggiero dedicato alla musica ebraica. Massa celebrerà il giorno della memoria con una seduta solenne del Consiglio Regionale nel Palazzo Ducale. Le scuole di Chiusi (Siena) saranno invece coinvolte in incontri con un sopravvissuto di un lager, Bruno Toppi, e assisteranno anche alla proiezione del film Il bambino col pigiama a righe. A Firenze il tradizionale concerto del 27 gennaio organizzato dal Maggio Musicale fiorentino sarà dedicato quest'anno alla "notte dei cristalli". Durante il concerto, in programma al Piccolo teatro del Maggio, saranno proiettati filmati e foto d'epoca con l'obiettivo di proporre una riflessione sul tema.

Bologna, teatro e commemorazioni. Deposizioni di corone, incontri musicali, tavole rotonde, spettacoli teatrali e consigli congiunti di Comuni e Province sono in programma in tutta l'Emilia Romagna. A Bologna le celebrazioni si aprono al Museo ebraico con l'inaugurazione della mostra Carlo Levi - Il prezzo della libertà. Al quartiere San Donato, invece, andranno in scena gli spettacoli teatrali ispirati al saggio di Hannah Arendt La banalità del male replicati nei licei Copernico, Minghetti e Galvani. Martedì saranno deposte delle corone davanti alle lapide presso lo stadio Dall'Ara in memoria di Arpad Weisz, atleta ebreo morto ad Auschwitz che fu allenatore del Bologna negli anni Trenta, al monumento dei martiti in piazza Nettuno, al cippo dei caduti in Certosa, alla lapide davanti alla Sinagoga e ai monumenti ai deportati omosessuali e zingari, uccisi dai nazi-fascisti.

Genova ricorda vittime omosessuali. In occasione della Giornata della memoria il programma di iniziative del Comitato Genova Pride presenta nella sala espositiva della Regione Liguria la mostra interattiva Omocausto, organizzata dal Gruppo Giovani del comitato Arcigay L'Approdo.

Le iniziative in Puglia. Numerose le iniziative in Puglia, a cominciare dalla consegna, domani mattina in prefettura a Bari, delle medaglie d'onore ai cittadini italiani, civili e militari, deportati e internati nei lager nazisti. Il Piccinniensemble con la direzione del maestro Valfrido Ferrari, terrà un concerto a Santeramo in colle. A Foggia la Città del cinema ha curato la proiezione, domani mattina, del film Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman.

L'università della Calabria. "Toccare, vedere, sentire: comprendere l'altro", questo il tema scelto dall'Università della Calabria con un nutrito programma di iniziative organizzate con il Conservatorio Giacomantonio di Cosenza, con la fondazione Ferramonti che prevede una visita al Campo di concentramento di Tarsia, e con il Movimento delle donne e l'Arcigay.

(26 gennaio 2009)



http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/giornata-memoria/giornata-memoria/giornata-memoria.html

sabato 24 gennaio 2009

OBAMA GIURA SULLA BIBBIA MA NON E' CRISTIANO


martedì 20 gennaio 2009
OBAMA GIURA SULLA BIBBIA MA NON E' CRISTIANO


http://www.isidarap.com/2009/01/07/obama-non-e-cristiano/




Oggi Barack Obama giura sulla Bibbia da Presidente degli Stati Uniti d'America.


C'è chi sostiene che Obama sia musulmano. Lui invece dice di essere cristiano protestante, ma lui evita sempre di parlare della sua religione.


Ecco sette specifiche ragioni per cui possiamo dire che Obama non è un cristiano, o quantomeno non è un cristiano coerente con il Vangelo, che sono chiarite da sette specifici filmati.




Ragione 1. Obama crede che vi siano molteplici percorsi per raggiungere il Paradiso.




Ragione 2. Obama nega l’autorità della Bibbia.




Ragione 3. Obama sostiene l’omosessualità.




Ragione 4. Obama sostiene l’aborto.




Ragione 5. Obama recita le preghiere musulmane




Ragione 6. Obama è collegato con la teologia della “Black liberation”




Ragione 7. Obama ritiene che Gesù sia un personaggio storico come tanti, un profeta come tanti, non certo il Figlio di Dio.




Che Dio illumini la mente dell'uomo più potente del mondo!


Pubblicato da Saulo a 5:57 PM
http://iosonoconvoiognigiorno.blogspot.com/2009/01/obama-giura-sulla-bibbia-ma-non-e.html