Libia, quattro cristiani sotto tortura
Inserita il 16/3/2009 alle 11:42 nella categoria: Chiesa Perseguitata
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TRIPOLI (Libia) - Da sette settimane quattro cristiani sono detenuti in un carcere di Tripoli e vengono ripetutamente torturati dall'intelligence libica per essersi convertiti dall'islam.
Ai parenti è stato proibito visitare i prigionieri, sui quali vengono fatte continue "pressioni" fisiche e psicologiche affinché rivelino i nomi degli altri convertiti.
Jonathan Racho, responsabile per l'Africa dell'Icc (International Christian Concern), ha dichiarato che l'organizzazione ha chiesto alle autorità militari libiche di interrompere le torture e la detenzione dei quattro cristiani.
"La Libia deve rispettare i diritti, che i suoi cittadini hanno per legge, di professare liberamente il proprio credo e di non essere torturati. Chiediamo in particolare al capo del governo libico e attuale presidente dell'Unione Africana, Muammar Gheddafi, di liberare i prigionieri per dimostrare che il suo paese rispetti i diritti umani".
La detenzione e le torture sui cristiani stanno influenzando i rapporti diplomatici tra la comunità internazionale e la Libia, che in questo modo ha violato ancora una volta la Carta dei diritti fondamentali dell'uomo. [je]
Fonte: ICC (International Christian Concern)
www.persecution.org
http://www.evangelici.net/notizie/1237200163.html
venerdì 10 aprile 2009
Berlusconi: «Difendiamo la Chiesa ma non saremo come la Dc»
Il premier in collegamento telefonico al convegno dei Popolari liberali
Berlusconi: «Difendiamo la Chiesa,
ma non saremo come la Dc»
Crisi: «L'opposizione e i media creano panico. In Italia la situazione è migliore rispetto ad altri Paesi»
NAPOLI - «Rispettiamo la Chiesa e ne difendiamo la libertà anche quando proclama principi e concetti difficili e impopolari, lontani dalle opinioni di moda tra intellettuali e giornalisti». Lo ha annunciato Silvio Berlusconi in collegamento telefonico al convegno dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. «Non ripercorreremo la via di quel collateralismo con la Chiesa che è stata la linea della Democrazia cristiana. Crediamo nell'autonomia, nella sovranità della politica rispetto alla Chiesa, ma crediamo anche che la Chiesa debba parlare liberamente e svolgere il suo insostituibile ruolo nella società», ha detto il premier.
IRRINUNCIABILE SACRALITÀ VITA - Il capo del governo ha affermato che il Pdl sarà un partito laico, ma sui temi di coscienza non rinuncerà «a dare una linea, a scegliere e difendere determinati valori, cercando soluzioni il più possibile condivise ma con un punto di riferimento irrinunciabile: la sacralità della vita e della dignità della persona».
CRISI: «OPPOSIZIONE E MEDIA CREANO PANICO» - Il presidente del Consiglio, rispondendo indirettamente al segretario del Pd, Dario , ha poi ribadito la sua tranquillità nei confronti della crisi economica, in quanto «in Italia la situazione è migliore di quella di altri Paesi». Poi ha attaccato l'opposizione che «grida alla catastrofe, diffonde panico con spregiudicatezza, al pari di molti mass media. Ci sono due modi per affrontare la crisi: uno è cercare di riportare la fiducia nella gente, favorire i crediti da parte delle banche, i consumi, gli investimenti come facciamo noi. L'altro è gridare alla catastrofe». Poi il premier ha ripetuto che «le banche sono solide, abbiamo gli ammortizzatori sociali, la sanità pubblica per tutti. Il governo si è mosso bene, anticipando la crisi e individuando misure efficaci» .
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_21/berlusconi_difesa_vita_6c50a966-160b-11de-aefc-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano
Berlusconi: «Difendiamo la Chiesa,
ma non saremo come la Dc»
Crisi: «L'opposizione e i media creano panico. In Italia la situazione è migliore rispetto ad altri Paesi»
NAPOLI - «Rispettiamo la Chiesa e ne difendiamo la libertà anche quando proclama principi e concetti difficili e impopolari, lontani dalle opinioni di moda tra intellettuali e giornalisti». Lo ha annunciato Silvio Berlusconi in collegamento telefonico al convegno dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. «Non ripercorreremo la via di quel collateralismo con la Chiesa che è stata la linea della Democrazia cristiana. Crediamo nell'autonomia, nella sovranità della politica rispetto alla Chiesa, ma crediamo anche che la Chiesa debba parlare liberamente e svolgere il suo insostituibile ruolo nella società», ha detto il premier.
IRRINUNCIABILE SACRALITÀ VITA - Il capo del governo ha affermato che il Pdl sarà un partito laico, ma sui temi di coscienza non rinuncerà «a dare una linea, a scegliere e difendere determinati valori, cercando soluzioni il più possibile condivise ma con un punto di riferimento irrinunciabile: la sacralità della vita e della dignità della persona».
CRISI: «OPPOSIZIONE E MEDIA CREANO PANICO» - Il presidente del Consiglio, rispondendo indirettamente al segretario del Pd, Dario , ha poi ribadito la sua tranquillità nei confronti della crisi economica, in quanto «in Italia la situazione è migliore di quella di altri Paesi». Poi ha attaccato l'opposizione che «grida alla catastrofe, diffonde panico con spregiudicatezza, al pari di molti mass media. Ci sono due modi per affrontare la crisi: uno è cercare di riportare la fiducia nella gente, favorire i crediti da parte delle banche, i consumi, gli investimenti come facciamo noi. L'altro è gridare alla catastrofe». Poi il premier ha ripetuto che «le banche sono solide, abbiamo gli ammortizzatori sociali, la sanità pubblica per tutti. Il governo si è mosso bene, anticipando la crisi e individuando misure efficaci» .
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_21/berlusconi_difesa_vita_6c50a966-160b-11de-aefc-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano
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USA-Iran: Obama auspica apertura dei rapporti
La richiesta arriva all'interno degli auguri del presidente USA per il capodanno iraniano
USA-Iran: Obama auspica apertura dei rapporti
Il presidente americano chiede al governo iraniano di riaprire le relazioni tra i due Paesi dopo 30 anni di chiusura
20.03.2009 18:03:50
Washington - In occasione del Nowruz, il capodanno persiano, che si festeggia oggi a Teheran e dintorni, il presidente degli USA, Barack Obama, in un video di auguri ha anche parlato delle relazioni internazionali tra i due Paesi e si è detto speranzoso che venga sotterrata l''ascia di guerra' che da circa 30 anni vige tra i due stati.
"Oggi voglio fare avere i miei migliori auguri a tutti coloro i quali celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festa è insieme un antico rituale e un momento di rinnovamento, ed io spero che voi possiate godere di questo momento particolare dell'anno con i vostri amici e familiari. Per quasi tre decenni le relazioni fra i nostri due paesi sono state tese, ma durante questa festa ci viene ricordato del comune destino che ci tiene legati insieme. Voi celebrerete il vostro Nuovo Anno nello stesso modo in cui noi americani ricordiamo le nostre feste, radunandosi in famiglia e con gli amici, scambiandosi doni e racconti, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza"queste le parole centrali del discorso del presidente americano che conclude il suo intervento con un "Eid-eh Shoma Mobarak", l' augurio persiano.
Il governo iraniano però non ha risposto agli auguri ed alle richieste da parte di Obama e sia l'ayatollah Khomeini sia il Presidente della Repubblica Islamica Iraniana, Mahmud Ahmadinejad, hanno voluto soprattutto rimarcare che il Paese non intende fermare lo sviluppo e la ricerca del nucleare, cosa che sta preoccupando molto il mondo intero.
Il Presidente del Parlamento iraniano, Alì Larijani, ha ammesso, invece, che le scelte di Obama sono sino ad ora deludenti, ma lascia comunque più spazio per una giusta valutazione.
Giacomo Goldkorn, direttore della rivista di Geopolitica e Rapporti Internazionali Eventi, ha dichiarato sulla questione che "L'Iran risponde sebbene non in maniera diretta ed ufficiale, ma risponde comunque accettando di stare al ruolo di corrispondente per le trattative su Iraq ed Afghanistan. Gli iraniani si sono dimostrati più responsabili, quindi Obama apre loro le relazion internazionali e chiede allo stato persiano di continuare per questa strada. Ciò, a livello di politica internazionale da parte dell'Iran, vorrebbe dire chiudere i rapporti con Hamas ed Hezbolla ed aprirsi nei confronti delle questioni occidentali. L'assunzione di responsabilità da parte dell'Iran non passa e non può passare verso la chiusura del progetto nucleare poiché qui il Paese mediorientale ha investito moltissimi soldi in questa questione e gli Stati Uniti lo sanno, quindi si tratta per altre vie che presumibilmente saranno rivolte soprattutto alla stabilizzazione della zona. L'amministrazione Obama doveva dare un segnale di rottura con quella Bush e questo l'hanno già fatto. Ora spetta all'Iran fare il secondo passo".
Reazioni disparanti arrivano dal mondo politico internazionale con l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Javier Solana, che ha affermato ''Ritengo che sia un messaggio molto costruttivo. Spero che possa aprirsi un nuovo capitolo nelle relazioni con Teheran''.
Anche dal mondo russo arrivano le prime reazioni con Nikolai Bordiuzha, segretario generale del CSTO, il trattato per la sicurezza collettiva di tanti Paesi dell'ex Urss praticamente la NATO dell'ex blocco comunista, che si augura che "quello che dichiara oggi l'amministrazione Usa sarà effettivamente realizzato. Negli ultimi tempi con l'amministrazione Bush abbiamo visto i nostri rapporti toccare il fondo. Il nostro augurio è che le relazioni tra noi e gli USA saranno più pragmatiche, realistiche e segnate dal rispetto reciproco. Sull'Afghanistan i nostri interessi coincidono, mentre non capisco come la Georgia possa sentire tutelata la propria sicurezza cooperando con i Paesi europei".
Sembra quindi che ci si avvii verso un disgelo diplomatico tra gli USA e l'Iran, almeno per quanto riguarda la questione di Iraq ed Afghanistan.
Il governo di Teheran non può che essere un alleato importante per l'America in quelle zone grazie all'influenza della repubblica islamica.
http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=6_150431
Giorgio Riccardi | News ITALIA PRESS
2009-03-20 19:03
Teheran, bene Obama ma servono passi concreti
TEHERAN - I vertici iraniani hanno deciso di ignorare il messaggio video indirizzato dal presidente statunitense Barack Obama a Teheran, lasciando agli alti funzionari i giudizi positivi sul discorso, ed il compito di mantenere aperte le porte del dialogo, che passa per il "riconoscimento e la riparazione degli errori" commessi in passato dagli Usa e la fine delle sanzioni economiche.
Nel discorso trasmesso dalla tv di Stato in occasione del Nowruz, il Capodanno persiano che segna anche l'inizio della primavera, la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, senza fare alcun riferimento ad Obama ha ribadito che le potenze mondiali sanno di non poter più arrestare i progressi nucleari dell'Iran. Una linea seguita anche dal presidente Mahmud Ahmadinejad, che nel suo messaggio per l'anno nuovo ha parimenti ignorato il discorso del presidente americano, preferendo piuttosto celebrare il "fallimento delle potenze materialiste mondiali" a seguito della crisi economica mondiale. Riferimenti diretti al discorso di Obama sono stati affidati ad un consigliere presidenziale ed un ministro: "Accogliamo con favore la volontà del presidente americano di mettere da parte le differenze del passato - ha detto il consigliere per i media di Ahmadinejad, Ali Akbar Javanfekr - ma non si deve chiedere all'Iran di dimenticare unilateralmente l'atteggiamento aggressivo degli Stati Uniti del passato".
"Gli Stati Uniti devono riconoscere i propri errori passati e ripararli per poter mettere fine alle differenze tra i due Paesi", ha aggiunto il consigliere per i media del presidente Ahmadinejad, riferendosi in particolare alle sanzioni di Washington, "sbagliate, vanno riviste". Obama ha deciso la scorsa settimana di estendere per un altro anno le sanzioni contro l'Iran, sia per il programma nucleare portato avanti da Teheran sia in generale per l'operato del governo iraniano. Da Istanbul, a margine del quinto forum mondiale sull'acqua, il ministro iraniano dell'Energia, Parviz Fattah, ha poi precisato che il messaggio di Obama "é una cosa positiva, ma più che delle parole, abbiamo bisogno di fatti". A chi gli chiedeva se il discorso del presidente Usa potesse avere un impatto sul programma nucleare, il ministro ha risposto che l'Iran ha sviluppato un programma nucleare a scopo pacifico: "Siamo vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi", ha sottolineato, annunciando che la centrale atomica di Bushehr verrà attivata entro la fine del 2009. "Esattamente tra 20 giorni celebreremo i progressi che abbiamo compiuto per la produzione pacifica di energia nucleare", ha aggiunto Fattah senza precisare ulteriori dettagli.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_908402788.html
USA-Iran: Obama auspica apertura dei rapporti
Il presidente americano chiede al governo iraniano di riaprire le relazioni tra i due Paesi dopo 30 anni di chiusura
20.03.2009 18:03:50
Washington - In occasione del Nowruz, il capodanno persiano, che si festeggia oggi a Teheran e dintorni, il presidente degli USA, Barack Obama, in un video di auguri ha anche parlato delle relazioni internazionali tra i due Paesi e si è detto speranzoso che venga sotterrata l''ascia di guerra' che da circa 30 anni vige tra i due stati.
"Oggi voglio fare avere i miei migliori auguri a tutti coloro i quali celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festa è insieme un antico rituale e un momento di rinnovamento, ed io spero che voi possiate godere di questo momento particolare dell'anno con i vostri amici e familiari. Per quasi tre decenni le relazioni fra i nostri due paesi sono state tese, ma durante questa festa ci viene ricordato del comune destino che ci tiene legati insieme. Voi celebrerete il vostro Nuovo Anno nello stesso modo in cui noi americani ricordiamo le nostre feste, radunandosi in famiglia e con gli amici, scambiandosi doni e racconti, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza"queste le parole centrali del discorso del presidente americano che conclude il suo intervento con un "Eid-eh Shoma Mobarak", l' augurio persiano.
Il governo iraniano però non ha risposto agli auguri ed alle richieste da parte di Obama e sia l'ayatollah Khomeini sia il Presidente della Repubblica Islamica Iraniana, Mahmud Ahmadinejad, hanno voluto soprattutto rimarcare che il Paese non intende fermare lo sviluppo e la ricerca del nucleare, cosa che sta preoccupando molto il mondo intero.
Il Presidente del Parlamento iraniano, Alì Larijani, ha ammesso, invece, che le scelte di Obama sono sino ad ora deludenti, ma lascia comunque più spazio per una giusta valutazione.
Giacomo Goldkorn, direttore della rivista di Geopolitica e Rapporti Internazionali Eventi, ha dichiarato sulla questione che "L'Iran risponde sebbene non in maniera diretta ed ufficiale, ma risponde comunque accettando di stare al ruolo di corrispondente per le trattative su Iraq ed Afghanistan. Gli iraniani si sono dimostrati più responsabili, quindi Obama apre loro le relazion internazionali e chiede allo stato persiano di continuare per questa strada. Ciò, a livello di politica internazionale da parte dell'Iran, vorrebbe dire chiudere i rapporti con Hamas ed Hezbolla ed aprirsi nei confronti delle questioni occidentali. L'assunzione di responsabilità da parte dell'Iran non passa e non può passare verso la chiusura del progetto nucleare poiché qui il Paese mediorientale ha investito moltissimi soldi in questa questione e gli Stati Uniti lo sanno, quindi si tratta per altre vie che presumibilmente saranno rivolte soprattutto alla stabilizzazione della zona. L'amministrazione Obama doveva dare un segnale di rottura con quella Bush e questo l'hanno già fatto. Ora spetta all'Iran fare il secondo passo".
Reazioni disparanti arrivano dal mondo politico internazionale con l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Javier Solana, che ha affermato ''Ritengo che sia un messaggio molto costruttivo. Spero che possa aprirsi un nuovo capitolo nelle relazioni con Teheran''.
Anche dal mondo russo arrivano le prime reazioni con Nikolai Bordiuzha, segretario generale del CSTO, il trattato per la sicurezza collettiva di tanti Paesi dell'ex Urss praticamente la NATO dell'ex blocco comunista, che si augura che "quello che dichiara oggi l'amministrazione Usa sarà effettivamente realizzato. Negli ultimi tempi con l'amministrazione Bush abbiamo visto i nostri rapporti toccare il fondo. Il nostro augurio è che le relazioni tra noi e gli USA saranno più pragmatiche, realistiche e segnate dal rispetto reciproco. Sull'Afghanistan i nostri interessi coincidono, mentre non capisco come la Georgia possa sentire tutelata la propria sicurezza cooperando con i Paesi europei".
Sembra quindi che ci si avvii verso un disgelo diplomatico tra gli USA e l'Iran, almeno per quanto riguarda la questione di Iraq ed Afghanistan.
Il governo di Teheran non può che essere un alleato importante per l'America in quelle zone grazie all'influenza della repubblica islamica.
http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=6_150431
Giorgio Riccardi | News ITALIA PRESS
2009-03-20 19:03
Teheran, bene Obama ma servono passi concreti
TEHERAN - I vertici iraniani hanno deciso di ignorare il messaggio video indirizzato dal presidente statunitense Barack Obama a Teheran, lasciando agli alti funzionari i giudizi positivi sul discorso, ed il compito di mantenere aperte le porte del dialogo, che passa per il "riconoscimento e la riparazione degli errori" commessi in passato dagli Usa e la fine delle sanzioni economiche.
Nel discorso trasmesso dalla tv di Stato in occasione del Nowruz, il Capodanno persiano che segna anche l'inizio della primavera, la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, senza fare alcun riferimento ad Obama ha ribadito che le potenze mondiali sanno di non poter più arrestare i progressi nucleari dell'Iran. Una linea seguita anche dal presidente Mahmud Ahmadinejad, che nel suo messaggio per l'anno nuovo ha parimenti ignorato il discorso del presidente americano, preferendo piuttosto celebrare il "fallimento delle potenze materialiste mondiali" a seguito della crisi economica mondiale. Riferimenti diretti al discorso di Obama sono stati affidati ad un consigliere presidenziale ed un ministro: "Accogliamo con favore la volontà del presidente americano di mettere da parte le differenze del passato - ha detto il consigliere per i media di Ahmadinejad, Ali Akbar Javanfekr - ma non si deve chiedere all'Iran di dimenticare unilateralmente l'atteggiamento aggressivo degli Stati Uniti del passato".
"Gli Stati Uniti devono riconoscere i propri errori passati e ripararli per poter mettere fine alle differenze tra i due Paesi", ha aggiunto il consigliere per i media del presidente Ahmadinejad, riferendosi in particolare alle sanzioni di Washington, "sbagliate, vanno riviste". Obama ha deciso la scorsa settimana di estendere per un altro anno le sanzioni contro l'Iran, sia per il programma nucleare portato avanti da Teheran sia in generale per l'operato del governo iraniano. Da Istanbul, a margine del quinto forum mondiale sull'acqua, il ministro iraniano dell'Energia, Parviz Fattah, ha poi precisato che il messaggio di Obama "é una cosa positiva, ma più che delle parole, abbiamo bisogno di fatti". A chi gli chiedeva se il discorso del presidente Usa potesse avere un impatto sul programma nucleare, il ministro ha risposto che l'Iran ha sviluppato un programma nucleare a scopo pacifico: "Siamo vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi", ha sottolineato, annunciando che la centrale atomica di Bushehr verrà attivata entro la fine del 2009. "Esattamente tra 20 giorni celebreremo i progressi che abbiamo compiuto per la produzione pacifica di energia nucleare", ha aggiunto Fattah senza precisare ulteriori dettagli.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_908402788.html
JESUS CHRIST SAVIOUR-UN GESU' INVENTATO

JESUS CHRIST SAVIOUR
titolo internazionale: Jesus Christ Saviour
titolo originale: Jesus Christus Erlöser
paese: Germania
anno: 2008
genere: documentario
regia: Peter Geyer
sceneggiatura: Peter Geyer
montaggio: Peter Geyer, Konrad Bohley, Michael Dreher
musica: Florian Käppler, Daniel Requardt
produttore: Peter Geyer, Michael Dreher
produzione: Kinski Productions
sinossi
Berlino, Deutschlandhalle, 20 novembre 1971. La figura di Kinski appare sotto i riflettori di un palcoscenico vuoto. É lí per recitare il suo testo, « Jesus Christus Erlöser », il frutto di oltre dieci anni di lavoro. Siamo nell'epoca del movimento hippie, e il musical « Jesus Christ Superstar » riscuote successo ovunque. Tuttavia, il suo « Jesus Christus Erlöser » non è un happening hippie. É una lettura carica di emozioni, ridotta alla sola voce dell'attore. Il suo contenuto è, secondo Kinski, « la storia più cattivante dell'umanità, la vita di Gesú Cristo », l'individuo « piú temerario, piú libero e moderno tra tutti gli uomini, che preferí essere massacrato piuttosto che marcire insieme a tutti gli altri.»
http://www.cineuropa.org/film.aspx?documentID=82285
Il Gesù dei nuovi culti? Una "superstar" inventata

Il Gesù dei nuovi culti? Una "superstar" inventata
Oltre 700 operatori pastorali e studenti al convegno regionale sui movimenti religiosi emergenti che si è tenuto il 18 marzo a Latina. Quasi il 2% degli italiani vi aderisce. I nuovi progetti di intervento della diocesi di Roma di Emanuela Micucci
C’è un Gesù Superstar che viene veicolato dai mass-media, dallo spettacolo, dalla letteratura e dal cinema. Disincantato, esoterico e inventato. Un Cristo senza Vangelo. Quanto più si distacca dalla tradizione cristiana tanto più è credibile. Quanto più è frutto di immaginazione tanto più è vero. Soprattutto tra le giovani generazioni. È quanto emerso mercoledì 18 marzo al convegno “Il Vangelo di Gesù-Gesù senza Vangelo”, promosso nella Curia di Latina dalla Commissione regionale ecumenismo e dialogo della Conferenza episcopale del Lazio. Un confronto tra la fede cristiana e quei nuovi culti a cui aderisce l’1,9% degli italiani. Una galassia multiforme di emergenti movimenti religiosi di matrice cristiana o orientale, gruppi magico-esoterici o del potenziale umano in cui è difficile orientarsi.
«Il convegno ne ha dato chiavi di lettura – spiega monsignor Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – mettendo a fuoco le immagini letterarie e cinematografiche distorte di Gesù e le mistificazioni che mischiano elementi di verità a immaginazione, neomiti, varie declinazioni del Cristo non della fede cristiana ma leggendario, esoterico, terapeuta, apocalittico». Delle immagini distorte apparse sul grande schermo ha parlato monsignor Dario Edoardo Viganò, preside dell’istituto Redemptor hominis alla Lateranense, spaziando tra i titoli di alcune pellicole celebri, per molti l’unica opportunità di accostarsi ai testi sacri.
Quests distorsioni sono «un fenomeno inquietante - sottolinea monsignor Giuseppe Petrocchi, vescovo di Latina e presidente della Commissione - verso cui avere un approccio critico. Dobbiamo anche interrogarci, senza anestetici, su quali sono le nostre carenze e le ragioni profonde che spingono tante persone a seguirli. Ci costringono a una verifica personale e comunitaria». Dietro i nuovi culti emergono «tante cristologie prive di una visione globale - afferma Michael Fuss, docente alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino -. Non sono eresie cristologiche ma elementi di una ricerca disorientata di persone in cui è forte la nostalgia di Gesù». Una speculazione sulla vasta risonanza del nome e della figura di Cristo per assicurarsi larga pubblicità a basso costo con la pretesa di crearsi una propria fede.
«Un individualismo religioso che porta alla libera ricerca e alla libera creatività», afferma lo psicologo Adolfo Morganti, consigliere del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa). «In un settarismo liquido in cui si rafforzano le dottrine gnostiche che, divenute moda di un’elite culturale ed economica, giungono a tutta la società come superstizione. Occorre, allora, rafforzare la conoscenza del Gesù storico e della Bibbia».
Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, invita a «porre Cristo al centro perché il cristianesimo non è una dottrina, ma una persona». E insiste sull’importanza per la Chiesa odierna del primato dell’annuncio sull’insegnamento. «Per ri-evangelizzare il mondo post-cristiano - propone - è indispensabile conoscere la via seguita dagli apostoli per evangelizzare il mondo pre-cristiano. Le due situazioni hanno molto in comune». Il target ideale dei nuovi culti è costituito da persone in difficoltà. Tra i movimenti religiosi emergenti la New age sta portando alla nascita silenziosa di una sorta di "nuova religione mondiale". Nei sostrati di popolazione di cultura media trovano spazio gruppi di matrice cristiana come i testimoni di Geova, mentre le persone in carriera sono attratte dai movimenti del potenziale umano.
Il filone esoterico affascina i circoli più ristretti che hanno frange marginali nel satanismo mescolato al sesso degradato. Poi c’è il mondo delle psico-sette, che usano tecniche di controllo mentali. «In questi casi mancano strumenti giuridici per intervenire perché è stato abrogato il reato di plagio - denuncia don Alessandro Olivieri Pennesi, docente all’Ecclesia Mater - La comunità cristiana si sta attivando».
La diocesi di Roma ha aperto un settore specifico che informa e forma gli operatori pastorali sui nuovi culti. Due i progetti in fase di studio: organizzare una rete di collaboratori costituta da psicoterapeuti, avvocati, medici, sacerdoti e, per i casi più gravi di disturbi spirituali legati all’occulto, di esorcisti; chiedere il supporto di comunità religiose che possano accogliere e seguire persone venute in contatto con culti distruttivi.
19 marzo 2009
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Su le Monde Gesù 'moltiplica' i preservativi

Su le Monde Gesù 'moltiplica' i preservativi
PARIGI - Il disegnatore satirico di Le Monde, Plantu, dipinge oggi nella sua vignetta di prima pagina un Cristo che fa il miracolo della "moltiplicazione dei preservativi", distribuendone a piene mani, e sorridendo, a una popolazione di africani in attesa. Sulla stessa barca, dietro l'immagine di Gesù, c'é un rassegnato Benedetto XVI che commenta: "buffonate!". Ancora più dietro, un monsignor Williamson negazionista a tutti i costi anche dell'Aids oltre che delle camere a gas: "...e poi l'Aids non è mai esistito".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_908171995.html
Il Vangelo e Plantu Una vignetta satirica del disegnatore francese. «Va ritirata». «No, è satira»
Gesù e i condom, polemiche su «Le Monde»
ROMA — La vignetta è d'autore, la firma Plantu, il disegnatore satirico di Le Monde. Apparsa sul quotidiano di ieri raffigura Gesù Cristo che «moltiplica» preservativi mentre da dietro Papa Benedetto XVI lo guarda e commenta: «buffonate»; e ancora più dietro il monsignor lefebvriano Williamson che aggiunge: «.. e poi l'Aids non è mai esistito». E davanti a tutto questo Luca Volontè, deputato dell'Udc, non ce l'ha fatta: «Questa vignetta è un'offesa e non solo per tutti coloro che credono in Gesù Cristo».
Non ha dubbi l'onorevole cattolico: «Esattamente come accadde tre anni fa per le vignette danesi su Maometto c'è un limite netto tra l'umorismo e l'offesa al culto e alla libertà religiosa: il quotidiano transalpino l'ha ampiamente superato. Ogni spirito libero, laico e credente dovrebbe chiedere il ritiro della vignetta». Ma la verità è che non ogni spirito libero la pensa come Volontè. Anzi. Laico e del Pdl, il deputato Benedetto Della Vedova si stranisce: «Ma come? Proprio Volontè cita le vignette danesi? Lui non fa certo minacce di morte ma così facendo si è messo sulla stessa deriva degli islamici. La satira è satira. E può, deve, toccare anche il Papa, così come il Presidente della Repubblica».
Cattolico e del Pd, il senatore Giorgio Tonini non è d'accordo in alcun modo con Luca Volontè. Dice, infatti: «Secondo me quella vignetta di Le Monde non va affatto ritirata. Anche il Papa può essere oggetto di satira. È un uomo come noi, non è fatto di cartapesta. Non è nemmeno santo. Non ancora. E se tante volte decideranno di farlo santo, vorrà dire che è stato preso di mira dalla satira un santo. Non cascherà il mondo». Cattolico e del Pd, il deputato Enzo Carra preferisce invece prendere le difese del Papa. Ma ricorda: «E' dai tempi dell'Asino di Podrecca che i Papi sono abituati a vedere vignette satiriche su di loro. E non credo che si sconvolgano più di tanto. Per essere precisi: la satira religiosa esiste da ben più tempo, da Giuda in poi. Il Santo Padre non si sconvolge, ma è giusto che invece siano i cattolici ad indignarsi».
Alessandra Arachi
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_19/le_monde_vignetta_gesu_condom_4a1786e0-143e-11de-9dd5-00144f02aabc.shtml
I pullman di Gesù dopo le scritte pro atei
LO SLOGAN DI RISPOSTA A LANCIANO
I pullman di Gesù dopo le scritte pro atei
Andrea Mori
«E’ risorto, con lui goditi la vita»
Gli slogan anche sugli scuolabus
LANCIANO. Dopo gli “ateobus”, ecco “i pullman e gli scuolabus di Gesù”. Arriva da Lanciano la risposta ai manifesti atei. Invece del messaggio “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, una società di noleggio ha deciso di attaccare sui propri mezzi lo slogan “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”. La scritta viaggia sugli scuolabus in servizio in tredici comuni e su quattro pullman gran turismo in giro per l’Europa.
L’idea è venuta alla “Holiday bus” di cinque soci, abruzzesi, molisani e stranieri, il cui responsabile marketing è Oliviero Mazziotti, 64 anni, imprenditore antesignano nel settore trasporti, che ha saputo mettere da parte lo scandalo regionale in cui rimase coinvolto qualche anno fa proprio come titolare della Mazziotti bus. «Non so se è giusto interpretarla come una risposta ai manifesti atei, fate voi, per me e la proprietà vuole essere un messaggio di salvezza», afferma accanto a un pullman al quale è stata applicata la scritta adesiva sul vetro posteriore.
Sugli “ateobus”, l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) aveva applicato manifesti 70x100 gialli.
In Abruzzo i manifesti sono stati affissi a Pescara scatenando le polemiche. La scritta degli “autobus di Gesù” occupa il lunotto dei pullman o, comunque, la parte posteriore degli scuolabus gialli. Questi ultimi svolgono servizio nei comuni del Chietino, del Pescarese e in qualche centro teramano.
«La scelta degli scuolabus non è un caso», riprende Mazziotti senza farsi troppi problemi religiosi, «è giusto ricordare le nostre radici cattoliche e cristiane, dare un messaggio di verità assoluta d’amore, di pace, di salvezza e di speranza».
La scitta “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”, anche se la “l” di lui è minuscola, non ammette diverse interpretazioni ed è chiaramente in contrapposizione con lo slogan scelto dagli atei dell’Uraar. Una frase che mette al centro Gesù e che invita ad accantonare l’ego. «La nostra è una attestazione di fede, l’altro slogan non so che cos’è», commenta Mazziotti.
L’imprenditore dei bus racconta di aver vissuto di persona il messaggio cristiano e di aver intrapreso un cammino di fede: «Sono caduto da cavallo come San Paolo finché ho incontrato il Signore e la mia vita è cambiata. E’ stato il supporto della famiglia che mi ha portato a questo incontro, c’era un ieri ancorato al mondo, l’oggi è invece ancorato a Cristo, che è molto meglio».
Un pullman gran turismo della Holiday bus l’altro ieri ha portato la scritta a Firenze. Domani almeno due mezzi sono a Roma dove è in programma la manifestazione di protesta delle società di trasporto contro i check point d’accesso a pagamento nelle grandi città. In calendario c’è poi un viaggio in Sicilia. Ma chi sono i soci della società lancianese? Oliviero Mazziotti sorride: «Sono persone che hanno condiviso e caldeggiato la mia idea e che vogliono restare ai margini proprio perché l’io non esiste».
(12 marzo 2009)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/i-pullman-di-gesu-dopo-le-scritte-pro-atei/2073327/6
I pullman di Gesù dopo le scritte pro atei
Andrea Mori
«E’ risorto, con lui goditi la vita»
Gli slogan anche sugli scuolabus
LANCIANO. Dopo gli “ateobus”, ecco “i pullman e gli scuolabus di Gesù”. Arriva da Lanciano la risposta ai manifesti atei. Invece del messaggio “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, una società di noleggio ha deciso di attaccare sui propri mezzi lo slogan “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”. La scritta viaggia sugli scuolabus in servizio in tredici comuni e su quattro pullman gran turismo in giro per l’Europa.
L’idea è venuta alla “Holiday bus” di cinque soci, abruzzesi, molisani e stranieri, il cui responsabile marketing è Oliviero Mazziotti, 64 anni, imprenditore antesignano nel settore trasporti, che ha saputo mettere da parte lo scandalo regionale in cui rimase coinvolto qualche anno fa proprio come titolare della Mazziotti bus. «Non so se è giusto interpretarla come una risposta ai manifesti atei, fate voi, per me e la proprietà vuole essere un messaggio di salvezza», afferma accanto a un pullman al quale è stata applicata la scritta adesiva sul vetro posteriore.
Sugli “ateobus”, l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) aveva applicato manifesti 70x100 gialli.
In Abruzzo i manifesti sono stati affissi a Pescara scatenando le polemiche. La scritta degli “autobus di Gesù” occupa il lunotto dei pullman o, comunque, la parte posteriore degli scuolabus gialli. Questi ultimi svolgono servizio nei comuni del Chietino, del Pescarese e in qualche centro teramano.
«La scelta degli scuolabus non è un caso», riprende Mazziotti senza farsi troppi problemi religiosi, «è giusto ricordare le nostre radici cattoliche e cristiane, dare un messaggio di verità assoluta d’amore, di pace, di salvezza e di speranza».
La scitta “Gesù è risorto. Con lui goditi la vita”, anche se la “l” di lui è minuscola, non ammette diverse interpretazioni ed è chiaramente in contrapposizione con lo slogan scelto dagli atei dell’Uraar. Una frase che mette al centro Gesù e che invita ad accantonare l’ego. «La nostra è una attestazione di fede, l’altro slogan non so che cos’è», commenta Mazziotti.
L’imprenditore dei bus racconta di aver vissuto di persona il messaggio cristiano e di aver intrapreso un cammino di fede: «Sono caduto da cavallo come San Paolo finché ho incontrato il Signore e la mia vita è cambiata. E’ stato il supporto della famiglia che mi ha portato a questo incontro, c’era un ieri ancorato al mondo, l’oggi è invece ancorato a Cristo, che è molto meglio».
Un pullman gran turismo della Holiday bus l’altro ieri ha portato la scritta a Firenze. Domani almeno due mezzi sono a Roma dove è in programma la manifestazione di protesta delle società di trasporto contro i check point d’accesso a pagamento nelle grandi città. In calendario c’è poi un viaggio in Sicilia. Ma chi sono i soci della società lancianese? Oliviero Mazziotti sorride: «Sono persone che hanno condiviso e caldeggiato la mia idea e che vogliono restare ai margini proprio perché l’io non esiste».
(12 marzo 2009)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/i-pullman-di-gesu-dopo-le-scritte-pro-atei/2073327/6
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